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Un altro Web è possibile

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Un tempo Internet era sinonimo di libertà e di voglia di sperimentare ed esplorare una nuova modalità di comunicazione. Sul Web le piccole nicchie  erano considerate un valore e formavano comunità coese, dove venivano messe in giusto risalto competenze e meriti. Si pubblicava per collaborare con gli altri, considerati come “pari” e non come dei follower/fans. Oggi si pubblica per mettersi in mostra in modo narcisistico e compulsivo. Si punta ai grandi numeri e si tenta di essere ecumenici per non scontentare gli investitori pubblicitari e i follower/fans. Ci si autocensura e si può facilmente diventare bersaglio di haters e vittime di ban ingiustificati. Inutile negarlo: un tempo il Web era un posto migliore . Io, ad ogni modo, non ho ancora perso la speranza che, anche oggi, esso possa essere un luogo che vale la pena di essere vissuto. Credo, infatti, che molto dello spirito dei pionieri del Web viva intatto o stia risorgendo proprio nelle piccole nicchie che, in vari lu...

Contenuti durevoli

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Proprio perché Internet vive di quello che mi piace definire un Eterno presente , lascio che della “cronaca spicciola” si occupino i siti delle testate giornalistiche. Io preferisco sganciarmi da vecchie logiche da carta stampata e non rincorro i clic pubblicando post relativi al fatto sensazionalistico del giorno. Ai clic (che lascio volentieri a quei siti-monnezza che ne vanno a caccia), antepongo le relazioni basate sulla fiducia nelle mie capacità di scrittore e critico. In altre parole, al “mordi e fuggi” del titolo acchiappa-clic, preferisco di gran lunga tentare di creare e diffondere contenuti durevoli . Contenuti che fanno lo sforzo di affrontare un qualsiasi argomento con uno “sguardo lungo” che vada oltre il dato specifico e contingente. Non per generalizzare o banalizzare, ma per tentare di trovare un senso più ampio e “stabile” nel tempo. Contenuti, quindi, che possano essere validi e fruibili anche a distanza di tempo da quando sono stati pubblicati, perché ritenuti an...

Tenete aggiornati i vostri siti di news

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L’attualità è il tema principale di molti siti, giornalistici o meno. Il racconto del fatto di cronaca viene messo online spesso pochi minuti dopo il suo essersi svolto. E - in molti casi - la notizia viene seguita solo se porta click, ovvero se di stretto interesse. Poi - generalmente - si tralascia di seguirne gli sviluppi. Ci si dimentica del fatto; ma ciò che è stato pubblicato sull’onda dell’interesse e dell’emozione resta online.  Resta disponibile fino a quando non lo si cancella. Ciò fa sì che molti fatti vivono una vita tronca. In molti casi, poi, ciò che era stato correttamente notiziato, a distanza di tempo, se non si è costantemente aggiornato, è diventato addirittura falso, in quanto parziale.  Un racconto parziale di un fatto non è un racconto veritiero, né onesto. Per evitare di collezionare una serie di notizie false, in quanto incomplete, chi gestisce il sito di news, sia egli giornalista o meno, dovrebbe sempre fare in modo di seguire g...

Internet e i Diritti

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Il mondo nella rete. Quali i diritti, quali i vincoli edito da Laterza e la Repubblica è un libretto assai interessante che presenta al pubblico un saggio di Stefano Rodotà (tratto dal suo Il diritto di avere diritti ); interviste a Edward Snowden, Thomas Drake e Bill Binney, Vint Cerf, John Young; alcune tabelle riportanti gli ultimi dati sulla presenza delle persone nella Rete, il suo potenziale commerciale, il suo livello di libertà…; e una cronologia a cura di Ernesto Assante. Nel libretto si mette in guardia quanti ancora ingenuamente sostengono che la Rete è del tutto in grado di autogovernarsi, senza bisogno che per essa siano previsti dei diritti o delle regole pensate anche da soggetti esterni, nazionali e sovranazionali (come, ad esempio, l’ONU). Costoro sembrano non rendersi conto che, ad esempio, miliardi di dati relativi alle abitudini dei navigatori sono gestiti da soggetti privati , quali ad esempio Google e Facebook, che li adoperano come meglio credono e a f...

L'Habebus papam sui siti di informazione online

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Il primo sito che ho consultato è stato quello del Vaticano (leggi 13.3.13 Habemus Francesco I ). Poi ho dato un'occhiata alle homepage di alcuni siti di informazione italiani ed esteri (escludendo quelli delle TV, in quanto l'annuncio l'ho seguito in diretta televisiva). Ecco qualche immagine.

Volantino batte Web

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Il post sul sito Pontifex.Roma La nota vicenda del volantino esposto da don Piero Corsi nella bacheca della chiesa e poi fatto ritirare pare per ordine del vescovo, mi induce a una costatazione molto semplice: il volantino è stato più efficace del Web!  Le note esposte dal sacerdote (il cui eloquio, a volte, è più consono alle camerate di caserma che non alla sagrestia), infatti, sono copiate da un post a firma Bruno Volpe apparso sul sito Pontifex.Roma, per solito seguito da quanti hanno la mente annebbiata dai fumi dell’incenso e da pochi altri.  Le posizioni da fanatico religioso di Volpe sono note in molti ambienti, specie in quelli oggetto del di lui odio.  In tali ambienti, in più di un’occasione, ci si è chiesti se non fosse il caso di esporre denuncia contro il sito, in quanto le opinioni che vi si pubblicano, per molti, andrebbero, spesso, ben al di là del consentito.  Da tale sito, si ripete, è stato copiato il testo del volantino di Co...

La morte del template

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Chi mi segue si è sicuramente accorto che la parte grafica dei template che uso per i miei siti è ridotta al minimo o, addirittura, assente .  Sono, infatti, un tipo iper-minimalista e il massimo che mi concedo è un paio di gif animate! Ho sempre avuto un certo fastidio, navigando, di fronte a quei siti che si presentano ai lettori con grafiche scintillanti a mo’ di vetrina di pasticceria.  Penso, infatti, forse sbagliando, che dentro un pacco particolarmente elaborato il contenuto perda di importanza.  Mentre sono convinto che un fornaio fidelizzi i suoi clienti per il buon odore che c’è nel suo negozio e per il pane fresco che propone. Ecco, io ho sempre tentato di regalare delle oneste e fresche michette a chi ha la bontà di leggere quanto scrivo.  Ho, in altre parole, privilegiato i contenuti , cercando di usare dei template che favorissero la loro leggibilità. Oggi, navigando, a differenza di quanto avveniva non molti anni fa, ho come l’impress...

Al Teatro Donizetti c’è chi è rimasto all’Era 1.0

Questa è l’Era 2.0 ossia, semplificando, è l’epoca in cui la comunicazione via Web è fondamentale : spesso ciò che viene pubblicato sui blog, postato su Twitter, condiviso su Facebook e G+ è noto anche a chi non è assiduo frequentatore del Web 2.0, perché ripreso anche da testate giornalistiche vecchio stampo (come giornali, radio e TV). In questa Era sempre connessa, però, può accadere quanto segue... Ieri pomeriggio ho ricevuto una telefonata dall'Ufficio Stampa del Teatro Donizetti (persona che reputo assai competente) che mi informava che il Direttore del teatro aveva stabilito che, da quel momento in poi, non si sarebbero più dati accrediti stampa ai blogger come me .  Ciò significava, proseguiva l’Ufficio Stampa, che saltavano i posti anche per la prima che sarebbe andata in scena ieri sera stessa. Ho tentato di darmi una spiegazione plausibile del perché un Direttore di un teatro pubblico debba arrivare a prendere una decisione ai miei occhi tanto incomprensi...

Correggere per non tradire il Web

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Chi usa il Web come se fosse di fronte a un foglio di carta, a mio parere, tradisce il Web e le sue potenzialità. Spesso si vedono post nei quali un errore è cassato (tramite l'uso di caratteri barrati) e fatto seguire dalla versione corretta del testo.  Una pratica che ha senso per un appunto su un foglio di carta, ma, secondo me, tradisce un uso poco accorto (e forse svilente) degli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme online. Infatti, non c'è davvero alcuna ragione per non intervenire direttamente sull'errore correggendolo .  Si potrebbe ribattere che questioni di correttezza e trasparenza consigliano di mostrare gli errori.  A tali obiezioni si risponderebbe che è molto più corretto nei confronti dei propri lettori fornire un testo la cui lettura non obblighi a una sorta di "corsa a ostacoli" tra le correzioni.  Si provi a immaginare un testo a stampa in cui venissero riprodotti gli errori segnalati sulle bozze! Sarebbe un testo s...

Vodafone station. Resto in attesa

16 marzo : comprata la Vodafone station, dopo accurata verifica, da parte del negoziante, che a casa mia si possa avere l'ADSL. 18 marzo : istallata a casa mia e collegata a un cordless. Funziona tutto correttamente. 1 aprile : Telecom viene a casa per mettere la linea ADSL, ma il tecnico annuncia che non è possibile tirare il cavo. Avverto Vodafone chiedendo anche come fare a restituire la Vodafone station, ma l'operatrice non sa rispondermi. Mi dice solo che - quando Telecom manderà comunicazione che la linea ADSL non si può collegare - loro provvederanno a disabilitare la Sim della chiavetta della Vodafone station. Mi dice anche che sarò contattato da un "commerciale". 4 aprile : non riesco a collegarmi ad Internet con la Vodafone station. Il telefono, però, funziona. 5 aprile : il numero verde Vodafone mi dice che loro sono ancora in attesa di una risposta da Telecom. Il telefono continua a funzionare. Non riesco a capire, quindi, se hanno disattivat...

La rivoluzione/evoluzione dell’informazione

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Trovo il video che segue molto interessante e ben fatto.  In esso si visualizza la rivoluzione/evoluzione fatta dall'informazione: essa è diventata rapida, facile, condivisa, democratica, alla portata di tutti. Personalmente sono un sostenitore dell’uso di Internet e del Social Network (tanto da avere aperto diversi siti nei quali si sperimenta il Social Networking a vari livelli…).  Eppure il video mi ha fatto nascere alcune perplessità:  Google la fa un po’ troppo da padrone: se decide di escludere alcuni contenuti dal suo motore di ricerca, essi spariscono dal Web e dalla conoscenza comune; Il fatto che un contenuto non sia stato digitalizzato non vuol dire che esso debba essere escluso dalla nostra conoscenza: forse è bene – quando si fanno certe ricerche – tornare a frequentare le biblioteche perché (ahi noi) i cataloghi non sono ancora stati digitalizzati per intero;  Il rischio della rapidità è che tolga “peso” alla riflessione;  C’è i...

Startpage: luoghi da cui partire

La navigazione su Internet, negli ultimi anni, è cambiata in modo molto rapido.  Se, infatti, fino a non molto tempo fa, si navigava prevalentemente passando da un sito all'altro o cliccando sui link disponibili nelle pagine visitate o ricorrendo alla lista dei “Preferiti” (a meno di non avere una memoria d’acciaio e di ricordarsi tutti gli url dei siti già visitati) o iniziando la navigazione da “Portali” generalisti (tipo Libero); oggi si ricorre sempre più spesso a una navigazione in qualche modo più mirata grazie alluso non solo dei motori di ricerca , ma anche dei Feed RSS . Infatti, i motori di ricerca (che hanno avuto uno sviluppo notevole, diventando sempre più affidabili) ci indirizzano verso le pagine che contengono il materiale che stiamo cercando, mentre i Feed RSS ci “avvertono” quando un nuovo contenuto è stato pubblicato su uno dei siti che abbiamo scelto di seguire. Negli ultimi tempi si stanno facendo notare le piattaforme che offrono servizi di...

Un pomeriggio senza connessioni

Oggi sono stato un intero pomeriggio senza cellulare e senza collegamento internet e non ho dato segni di squilibrio! Per uno come me che praticamente vive connesso è… un traguardo insperato: temevo di avere ormai sorpassato la soglia della dipendenza e di soffrire di astinenza di fronte a un black out tecnologico. Invece…  Invece posso ancora passare un pomeriggio in un luogo dove non c’è il segnale del cellulare e dove non ci si può collegare a internet. Certo, questa mattina avevo controllato la mia posta elettronica e navigato… oltre che parlato e inviato e letto sms! Cosa che ho potuto rifare abbondantemente questa sera…

Malattia epidemica

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Ogni tanto, sul portone di casa, appare il cartello riprodotto nella fotografia. Non so per quale strana associazione di idee, ma a me, l'avviso fa venire subito in mente il diffondersi di qualche strana malattia epidemica .

La paradossale labilità di Internet

Internet è un mezzo potenzialmente eterno.  Infatti, ciò che vi viene pubblicato non subisce l'usura del tempo.  Certo, un qualsiasi contenuto può perdere di interesse e di immediatezza, ma a differenza di altri "supporti", il sito internet non si deteriora come, ad esempio, avviene per il supporto cartaceo. Eppure - allo stato attuale - internet, paradossalmente, è uno dei mezzi più labili attraverso il quale lasciare traccia del proprio pensiero.  Infatti, a dispetto del fatto che esso possiede in potenza l'eternità del marmo, oggi ha la stessa consistenza della sabbia.  Basta, infatti, davvero un click perché un contenuto venga cancellato da un sito e di conseguenza dal web. Che fare, dunque, per rendere meno labile il mezzo e salvaguardare i contenuti degni di lettura?  Per ora, non resta che affidarsi alla lungimiranza e professionalità dei bibliotecari ed archivisti.  La soluzione, però, mi pare un po' "limitata" rispetto alle potenzi...

Se Google non indicizza...

Sono talmente abituato a fare ricerca in internet usando il motore di ricerca Google che, quando non vi trovo quello che cerco ci resto male... Ieri cercavo delle fotografie di scena dello spettacolo Lolita per la regia di Luca Ronconi. Sono andato su Google e ho fatto la ricerca. Zero risultati. Ho provato digitando altre chiavi di ricerca, ma sempre ottenendo uno zero come risultato. Delusione. Leggero senso di spaesamento. "E ora?" mi sono chiesto. Poi mi sono dato del coglio... e sono andato sul sito del Piccolo Teatro di Milano, per il quale lo spettacolo era stato realizzato. Ho scritto "Lolita" nel loro form di ricerca e... bingo ! Ergo: Google non sempre ti indicizza..

La virtù del mezzo

Mi si chiede spesso perché, di tanto in tanto, apro un sito internet nuovo, invece di scrivere tutto in quelli che ho già. La risposta è molto semplice e di banalità sconcertante: sono abituato, fin dai tempi delle scuole elementari (si chiamano ancora così?) a usare un quaderno diverso a seconda della materia .  Lo stesso concetto lo applico nella Rete: a seconda del tema che voglio trattare, apro un sito.  Ovvio che avrei anche potuto aprire un sito molto più generalista (e in qualche modo l’ho fatto), ma il rischio che corro è la dispersione mia e di chi mi legge.  Molto più semplice e veloce è andare, invece, a cercare quel che serve nel “quaderno” dedicato. Certo, ora va di moda copiare lo stile dei college americani e usare un solo quaderno per tutte le materie (e allora, vai di quadernone con fogli a righe, a quadretti e unruled), ma io sono della vecchia guardia e non riesco proprio ad adeguarmi. Per la stessa ragione di cui sopra, tendo a non mischiare...

La Morte e Internet

È un po’ che ci penso.  Possiedo vari siti/blog nei quali scrivo regolarmente e che tento di tenere sempre aggiornati.  Ognuno di questi luoghi è deputato a contenere i miei scritti su un determinato argomento (come se fossero i quaderni scolastici di tante materie diverse).  Alcuni di questi siti hanno domini a pagamento e  sono ospitati su piattaforme che regalano lo spazio ai loro utenti. Ebbene, cosa succederà alla mia morte?  I domini a pagamento scadranno e scompariranno dal Web.  Ma i siti, invece, potrebbero restare on line per molto tempo anche dopo la mia morte, ma non sarebbero mai più aggiornati e – siccome le mie password non sono conosciute da altri – in quelle pagine non comparirebbe da nessuna parte la notizia che sono morto. Che Internet ci regali la vita eterna?

L'amore per corrispondenza

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Chi crede che Internet abbia inventato una modalità nuova di amarsi e relazionarsi (roba in stile C'è posta per te ), forse ignora che l'amore per corrispondenza è fatto antico .  E non penso solo a matrimoni combinati per posta tra persone che a stento si conoscevano e spesso vivevano in città distanti l'una dall'altra. Penso, invece, a relazioni nate e sviluppatesi di lettera in lettera tra persone che nulla sapevano l'una dell'altra se non lo pseudonimo usato dal corrispondente.  Ovviamente, al posto dell'odierna e-mail, c'era il numero di una casella postale. E ieri come oggi, il completo anonimato favoriva lo scambio di confidenze e l'apertura di sé all'altro. Per fare un esempio concreto, ricordo il caso dello scrittore Federico Tozzi che, nel novembre del 1902, lesse su un giornale l'annuncio di una «Giovane signorina», che si firmava Annalena, desiderosa di intraprendere una corrispondenza.  Tozzi rispose all'...

L'ho letto su Internet...

Si sente dire spesso: "L'ho trovato su Internet" e con questa frase si intende accreditare quanto affermato, come se si stesse citando una fonte al di sopra di ogni sospetto.  In realtà, invece di nominare genericamente Internet come fosse una fonte unica e indifferenziata, sarebbe più corretto nominare il sito e/o il blog specifico nel quale si è letto ciò che si sta citando .  È questione di correttezza... Ma, al di là delle considerazioni appena fatte, ciò che preoccupa di quel "L'ho letto su Internet" è il fatto che per molti (troppi) individui Internet è diventata l'unica fonte di informazione, sapere e cultura .  In particolar modo, per costoro, sembra non esserci più il sapere derivante dalla lettura di un libro.  Per tali persone sembra che ciò che possono conoscere su di un argomento qualsiasi dalla lettura di una o due (o più) paginette su Internet, sia paragonabile alla conoscenza che dello stesso argomento se ne può avere dalla lett...