venerdì 3 maggio 2013

Le foto che non scatto

0 commenti
Nessuna foto al mio pianto.
Non scatto ricordi di me.
Cancello il presente dal futuro
mentre sorrido all'obiettivo.

martedì 23 aprile 2013

Parla Egisto disponibile su Amazon

0 commenti
Il mio Parla Egisto è disponibile, in edizione cartacea, anche nel catalogo di Amazon, la più grande libreria online del mondo.


  

mercoledì 17 aprile 2013

Il rito

0 commenti
La notte, prima di coricarmi, compio una sequenza di azioni che sono, ormai, un rito.
Posso aver trascorso la serata fuori casa, o sul divano a vedere un programma TV, oppure steso a letto a leggere un libro o anche a navigare nel Web, ma, quando ho deciso che sto per andare a dormire, quella sequenza si presenta uguale a se stessa e delimita un confine.
Il confine tra la veglia e il sonno.
Anzi, il rito facilita il sonno. Lo introduce e ne spiana l’arrivo, perché, in qualche modo, mi rassicura.
  • Per prima cosa mi accerto che la porta di casa sia chiusa a chiave. Lo è sempre, perché chiudo a chiave appena entro in casa. Ma io mi accerto lo stesso.
  • Poi bevo.
  • Spengo i cellulari.
  • Mi soffio il naso. Sempre, anche se non ne sento la necessità. Me lo soffio.
  • Faccio la pipì e mi lavo.
  • Metto una crema idratante su mani, naso e fronte. Operazione che ha un nome preciso nel personale lessico familiare: “Metto la palta”.
  • Infine mi stendo nel letto. Posiziono il pene lungo il ventre, perché so che adagiato sullo scroto mi darebbe fastidio, soprattutto perché, prima che mi vinca il sonno, ho sempre un’erezione. Erezione che ritrovo al mattino (ovviamente è un’altra erezione)...

E tu? Hai una sequenza, un rito, oppure ogni notte fa storia a sé?

mercoledì 3 aprile 2013

L'emozione dell'oggetto

0 commenti
Ho ricevuto la copia cartacea del mio Parla Egisto.
Mi sono emozionato: tenere il libro tra le mani, nella sua concretezza, nella sua solida realtà di oggetto, mi ha dato delle piacevoli sensazioni che un file non riuscirà mai a darmi.
Ho potuto sfogliarne le pagine, odorarle, aprire il volume a caso, guardarlo da tanti punti di vista.
E mi sono fatto anche una foto. Con quale file mi sarei potuto fotografare?
Ovvio che l’emozione mi è venuta non tanto dall’oggetto libro in quanto tale, ma dal fatto che quel libro fosse il mio libro...