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Visualizzazione dei post con l'etichetta contenuti

Ha ancora senso creare contenuti per il Web?

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Da qualche tempo mi chiedo se abbia ancora senso, per me, creare contenuti per il Web. La domanda mi nasce dalle seguenti constatazioni: ormai, quando facciamo una ricerca, difficilmente approfondiamo cliccando sul link da cui il motore di ricerca ha estratto le informazioni che ci interessano. Ci accontentiamo della risposta immediata e questo è quanto ; decine di siti pubblicano post a raffica scritti dall’AI. Non mi esprimo sulla qualità di tali contenuti, ma mi domando se valga la pena condividere uno “spazio” con chi - facendo scrivere i testi a una AI e non mettendoci del suo - dimostra di non avere rispetto per i propri lettori; i social network di oggi sono, semplicemente, infrequentabili. La voglia, quindi, di metterci la testa e produrre contenuti originali da pubblicare sul Web mi sta un po’ venendo meno. D’altra parte la ragione fondamentale per la quale avevo aperto il mio primo spazio online resta ancora valida e risiede nella necessità che ho sempre sentito di potermi co...

Content curation con Wakelet

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Wakelet è una piattaforma di content curation completamente gratuita che può essere adoperata, da chi fa informazione, per aggregare contenuti in modo ragionato da pubblicare assieme ai propri articoli. Per testare le potenzialità di tale piattaforma, ho creato una “collection” dedicata proprio alla content curation tramite Wakelet.

Social: quantità o qualità?

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Fare contenuti di qualità non è uno scherzo, ma i social, per loro natura, premiano la quantità.  Che fare? Nel video ho detto come la penso. Leggi anche: Contenuti durevoli

Contenuti durevoli

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Proprio perché Internet vive di quello che mi piace definire un Eterno presente , lascio che della “cronaca spicciola” si occupino i siti delle testate giornalistiche. Io preferisco sganciarmi da vecchie logiche da carta stampata e non rincorro i clic pubblicando post relativi al fatto sensazionalistico del giorno. Ai clic (che lascio volentieri a quei siti-monnezza che ne vanno a caccia), antepongo le relazioni basate sulla fiducia nelle mie capacità di scrittore e critico. In altre parole, al “mordi e fuggi” del titolo acchiappa-clic, preferisco di gran lunga tentare di creare e diffondere contenuti durevoli . Contenuti che fanno lo sforzo di affrontare un qualsiasi argomento con uno “sguardo lungo” che vada oltre il dato specifico e contingente. Non per generalizzare o banalizzare, ma per tentare di trovare un senso più ampio e “stabile” nel tempo. Contenuti, quindi, che possano essere validi e fruibili anche a distanza di tempo da quando sono stati pubblicati, perché ritenuti an...

Il contenuto vince su tutto

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Nel 2012, nel post La morte del template , ragionavo sul perché, a mio avviso, l’era del template era finita e, tra le varie cose, affermavo che si stava andando verso la «supremazia della parte contenutistica/comunicativa a scapito di quella grafica/ornamentale».  Oggi sono sempre più convinto che la parte contenutistica di un sito web abbia definitivamente vinto sulle altre, al punto da rendere inutile non solo il template, ma, sostanzialmente, anche la stessa homepage. Ormai ai contenuti pubblicati sul web si arriva generalmente o tramite una ricerca su Google, o tramite un link postato su un social network, o tramite la lettura dei feed RSS. Come ho già detto in altri post, difficilmente oggi si naviga come si faceva anni fa, ovvero aprendo le varie homepage dei siti preferiti per leggervi le novità. Ora si va direttamente al contenuto desiderato e, poi, si torna alla piattaforma da cui si gestisce la propria navigazione (il motore di ricerca, il social, il le...

L'Era degli Influencer

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Questa è l’Era degli Influencer . Non ho idea di quanto possa durare, ma è sicuramente il loro momento. Ma chi sono gli Influencer? Il termine indica una galassia assai variegata di persone e non potrebbe essere altrimenti.  Semplificando molto, si va da personaggi (vere e proprie star dei social) che hanno milioni di follower sul web e la loro importanza sta tutta nel numero di persone che li segue; a persone con molti ma molti meno follower, ma che basano la loro influenza sulle loro competenze specifiche. Ciò che accomuna gli Influencer, ad ogni modo, è il fatto che chi li segue si fida di loro. Li tratta da amici e da loro sono trattati come amici. La conversazione tra un Influencer e i propri follower non si interrompe mai, perché è la relazione in essere tra i soggetti che fa la differenza tra un Influencer e, mettiamo, un generico giornalista, un blogger o un utente medio dei social. Una relazione che rende l’Influencer un soggetto in grado di influenzare (l...

Contenuti in movimento

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Chi diffonde i propri contenuti nel Web gradisce che essi siano usufruiti anche da coloro (e sono sempre di più) che non usano i computer per navigare. Per raggiungere chi adopera lo smartphone e/o il tablet per tenersi aggiornato, ci sono svariati modi, tra cui la diffusione di una newsletter , la condivisione dei contenuti tramite i social network o l’uso dei Feed RSS … La creazione di una App specifica per diffondere i propri contenuti non va trascurata.  Non sempre, però, il navigatore ha voglia di istallare sul proprio dispositivo una nuova App... o non sempre esiste una App che funzioni sul proprio sistema operativo... Ecco, allora, che potrebbe anche essere utile usare delle App assai diffuse come WhatsApp e Telegram (per dirne due che funzionano sui principali sistemi operativi) per veicolare i propri contenuti. WhatsApp mette a disposizione degli utenti le “Liste di distribuzione” con le quali poter mandare uno stesso messaggio a tutti coloro che sono i...

Perché tenere un Blog al tempo di Facebook

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Perché tenere un Blog oggi che c’è Facebook? Conosco persone che si sono poste la domanda e hanno risposto ad essa chiudendo i loro Blog* e pubblicando solo su Facebook, il luogo oggi più popoloso della Rete. Al tempo di Facebook Molti, moltissimi, sono approdati a Internet grazie a Facebook. A tale social network si deve, infatti, in larga misura, l’ingresso del Web nella vita quotidiana di milioni di persone. La maggioranza di tali persone, oltre a Facebook, non sente la necessità di avere un altro posto, in Rete, dove pubblicare le proprie idee, emozioni, informazioni… Conoscono Facebook e ad esso affidano la loro presenza in Rete. Al tempo di Facebook, molti credono che Facebook sia sinonimo di Web. Ad altri, invece, Facebook non basta... Altre persone, invece, sentono che Facebook non basta e aprono e/o tengono aperti i loro blog. A costoro Facebook non basta anche perché  è un posto chiuso. Un luogo in cui i contenuti condivisi sono generalmen...

La morte del template

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Chi mi segue si è sicuramente accorto che la parte grafica dei template che uso per i miei siti è ridotta al minimo o, addirittura, assente .  Sono, infatti, un tipo iper-minimalista e il massimo che mi concedo è un paio di gif animate! Ho sempre avuto un certo fastidio, navigando, di fronte a quei siti che si presentano ai lettori con grafiche scintillanti a mo’ di vetrina di pasticceria.  Penso, infatti, forse sbagliando, che dentro un pacco particolarmente elaborato il contenuto perda di importanza.  Mentre sono convinto che un fornaio fidelizzi i suoi clienti per il buon odore che c’è nel suo negozio e per il pane fresco che propone. Ecco, io ho sempre tentato di regalare delle oneste e fresche michette a chi ha la bontà di leggere quanto scrivo.  Ho, in altre parole, privilegiato i contenuti , cercando di usare dei template che favorissero la loro leggibilità. Oggi, navigando, a differenza di quanto avveniva non molti anni fa, ho come l’impress...

Quando il Web adotta vecchie logiche da carta stampata

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Spesso, leggendo quanto postato sui blog che seguo, ho l’impressione che molti blogger siano ancorati, nel pubblicare i loro contenuti, a vecchie logiche da carta stampata , tradendo, in tal modo, le molteplici possibilità che il Web 2.0 offre a tutti noi. Alcune di tali logiche le ho già ricordate in questo blog. Ad esempio, la rincorsa ai grandi numeri che è una logica da ritorno economico o meglio, dati i tempi, da copertura delle spese di stampa che, per ovvie ragioni, sul Web non ha ragione di esistere. Inoltre, resto convinto che il Web trovi la propria forza paradossale nella democraticità delle piccole community (vedi Piccoli numeri preziosi ).  la forzata periodicità con cui alcuni pubblicano , indipendentemente dalla reale spinta a trattare un determinato argomento (vedi Periodicità superata ).  il pensare ai propri lettori soltanto come a dei destinatari passivi e non come a coloro che potranno - volendo - partecipare attivamente alla crescita del b...

I contenuti degli altri

Il mio uso dei social network e dei miei blog sta mutando rapidamente, soprattutto per quanto attiene alla condivisione dei contenuti altrui. Infatti, fino a qualche tempo fa alcuni contenuti che trovavo in Rete e che volevo condividere con gli altri li postavo su quello dei miei blog che ritenevo attinente per tematica.  Oggi, invece, condivido quasi tutto con Twitter, Facebook e Google+ ed è diventato più raro che io faccia un post ad hoc per condividere un contenuto. La ragione principale sta, ovviamente, nella rapidità e facilità che i social network offrono proprio nella condivisione dei contenuti.  Basta davvero qualche secondo perché un post che ho letto o un video che ho visto e che reputo interessante possa essere condiviso con le persone con cui sono in contatto.  Tale facilità di utilizzo ha fatto sì che io condivida molti più contenuti rispetto a prima. L'aumentata frequenza con cui condivido i contenuti altrui, ritengo abbia, in qualche modo, ...

Creatore di contenuti

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Fino a qualche tempo fa mi definivo semplicemente “scrittore”. Poi, per definirmi, ho iniziato a usare la parola “giornalista”. Non so perché ma non ho mai usato la parola “blogger” per indicare me stesso. Ora inizio a pensare a me come a un “creatore di contenuti”. Potrei usare il più comune “autore”, ma, lo ammetto, il termine di dà soggezione. “Creatore di contenuti” e non più (e non solo) “scrittore”, perché i miei contenuti non prendono vita solo grazie alla parola scritta.  “Creatore di contenuti” e non più (e non solo) “giornalista”, perché i mie contenuti non sono solo frutto del lavoro giornalistico. “Creatore di contenuti” sembra generico, ma, paradossalmente, oggi è, per me, la definizione più appropriata.

TAG sempre più importanti

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Nell'era digitale l'informazione viaggia attraverso pacchetti di bit. Tali bit possono essere definiti, in base al loro contenuto, grazie ad altri bit che fungono da etichette (altrimenti dette tag ). I contenuti possono essere definiti o in modo del tutto generico (ad esempio indicando solo l'argomento principale e/o l'autore del contenuto e/o il supporto con il quale il contenuto è fruibile, ecc. ecc.), oppure in modo preciso (ovvero dando etichette a singoli parti del contenuto come possono essere i paragrafi di un testo o le sequenze di un video ecc. ecc.). Etichettare i contenuti facilita la loro fruizione da parte degli utenti in quanto facilita la loro reperibilità.  Un contenuto, infatti, può essere fruito o perché lo si è trovato per puro caso, oppure perché si è legati in qualche modo al contenitore che lo diffonde (un blog, un sito web, un canale video, un feed RSS, un giornale...), oppure perché si è fatto ricorso a un motore di ri...