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Il padrone di Palantir: Peter Thiel

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Luca Ciarrocca in L’anima nera della Silicon Valley edito da FuoriScena ha scritto la biografia di Peter Thiel , mettendo in evidenza i punti che ne fanno un pericolo per la democrazia occidentale; gli obiettivi reconditi (o, perlomeno, mai esplicitati pubblicamente) che lo hanno fatto diventare, appunto, l’anima nera della Silicon Valley.  Obiettivi che Thiel persegue con determinazione, spesso restando dietro le quinte, ma sempre decidendo in modo da tagliare i suoi traguardi con il maggior profitto, sia in termini economici, sia in termini di potere reale. Sua è la creatura tecnologica oggi al centro di più di una polemica e preoccupazione: quella Palantir che da AI in grado di rintracciare i terroristi - utilizzata a piene mani dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 - è, ora, diventata un sistema di super-sorveglianza dei comuni cittadini ed è utilizzata anche in scenari di guerra per determinare gli obiettivi da colpire con precisione pressoché chirurgica. Palantir, ric...

L'illusione dei terroristi | 25 anni fa l'11 settembre

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Diapositiva preparata da Danilo Ruocco per un corso sulla Comunicazione del 2001 Credo sia innegabile il fatto che, a venticinque anni di distanza dagli attentati dell'11 settembre 2001 , le immagini delle Torri Gemelle colpite e implose su se stesse siano incise nella memoria collettiva globale.  Quell'evento ha segnato un netto spartiacque tra il prima e il dopo , e ha ridefinito, forse per sempre, la percezione della vulnerabilità dell'Occidente. All’epoca dei fatti, l’eccezionale portata dell'attacco fu amplificata da una perfetta e perversa strategia di comunicazione messa in atto dai terroristi.  Infatti, scegliendo di colpire due volte lo stesso obiettivo , gli attentatori hanno prima convogliato l'attenzione di tutti i media sul luogo del primo impatto, per poi fare schiantare il secondo aereo contro l’altra Torre, atto terroristico che fu trasmesso in diretta TV praticamente da ogni media del pianeta. In questo modo il messaggio dei terroristi giunse ...

CULT Recap Jack lo Squartatore

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  La terribile vicenda che ebbe come protagonista Jack lo Squartatore non dice molto solo dell’epoca vittoriana, ma anche della nostra, in cui si riscontrano ancora troppe delle criticità che erano presenti allora. CULT Recap Jack lo Squartatore di Danilo Ruocco Ieri Whitechapel, oggi noi Leggi su Substack Il pdf del saggio è disponibile in Academia .

Tasks non fa per me, torno a Todoist

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Il mio ritorno a Tasks di Google è durato pochi mesi. Il tempo necessario per capire che tale strumento non fa per me: la sua semplicità mi crea disordine e, quindi, disagio. Non starò a ripetere quanto ho già scritto in altri post, ma voglio ribadire, a mo’ di promemoria personale, che Tasks ha dei limiti che me lo rendono uno strumento improduttivo: non ha i tag: ogni compito può essere inserito in una lista, ma non può essere etichettato. Per me è un limite, in quanto tendo a dare ai miei tasks almeno un tag; la ricerca in Calendar di Google non li trova!; i tasks non generano link, per cui non li si può linkare in altri contesti. Limiti di cui ero già pienamente cosciente, ma che speravo sarebbero stati risolti da Google, cosa che, in questi mesi, non è avvenuta. Limiti che mi hanno portano a riattivare Todoist .  Ad oggi ho solo due liste : Azioni e Scadenze , ma ho una dozzina di tag che mi aiutano notevolmente a organizzare i miei compiti. Ho, poi, creato tre filtri : Tas...

Come la pensa Danilo Ruocco in politica? Rispondono Gemini e Copilot

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Cosa sanno esattamente di noi le Intelligenze Artificiali ? Chiaramente tutto ciò che pubblichiamo (sia online, sia offline) "può essere usato contro di noi”. Ma partendo dai dati che trovano, fin dove le IA possono spingersi con le deduzioni, restando nel campo del lecito?  Ovvero, fin dove possono legittimamente elaborare i dati “grezzi” che ci riguardano per compilare profili dettagliati su di noi e le nostre opinioni?  La questione non è irrilevante: partendo da un dato “grezzo” è facile equivocare se non si tiene conto di una moltitudine di fatti/dati che possono non essere a disposizione dell’IA in quanto, per una serie di motivi, sottaciuti. Ho voluto testare due IA per sapere cosa sanno su di me in ambito politico . Le risposte sono, per certi versi, entrambe sorprendenti:  Copilot si è mantenuto su una posizione di moderata deducibilità, partendo da ciò che ho pubblicato nel corso degli anni;  Gemini , invece, ha messo il turbo e ha spinto al massimo le su...

Perché sono passato a Substack per le mie newsletter

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Negli ultimi tempi ho deciso di riorganizzare la mia comunicazione e trasferire la gestione delle mie newsletter su Substack .  Fermo restando che ritengo ancora validi i motivi “generali” che mi hanno spinto a gestire delle newsletter (e che ho elencato nel post I vantaggi della newsletter | La mia esperienza ) , la scelta di “migrare” su Substack è stata presa dopo aver fatto un’attenta valutazione di quello che ritengo oggi serva davvero a chi scrive e a chi legge online. Ho riassunto i motivi principali per i quali ho scelto Substack, dividendoli in quattro grandi aree. 1. Una struttura ibrida e versatile Substack non è un semplice software di email marketing: è una piattaforma ibrida che fonde newsletter, blog e social . Invio e pubblicazione flessibile: ogni volta che creo un contenuto posso decidere se spedirlo via email, pubblicarlo sul blog o fare entrambe le cose contemporaneamente. Un archivio sempre aperto: il blog funziona da archivio storico di tutte le newsletter i...

Gli appunti cartacei al tempo dell’IA

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Uso le Intelligenze Artificiali principalmente per interrogarle sul materiale che io stesso ho prodotto (appunti, articoli, saggi, interviste…). Ciò mi consente, tra l’altro, di dare nuova linfa al mio lavoro, per esempio evidenziando connessioni che, in un primo momento, avevo tralasciato.  Negli ultimi tempi, quindi, quando lavoro su un argomento che approfondisco da anni, apro un notebook in Gemini Notebook (già NotebookLM) e lo riempio con il materiale che ho già realizzato nel corso del tempo e che non è solo testuale, ma anche audiovisivo (ho lavorato in radio e ho da anni un canale YouTube). Con il materiale che è già in un formato digitale, le cose sono molto rapide: mi basta importare in Gemini Notebook i relativi file. Diversa è la questione, invece, con il materiale cartaceo: va digitalizzato, prima di poterlo “dare in pasto” all’IA! Ho centinaia di schede di lettura manoscritte* e altri appunti preparatori e per digitalizzarli sto utilizzando l’IA: fotografo quanto ho s...