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Tasks non fa per me, torno a Todoist

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Il mio ritorno a Tasks di Google è durato pochi mesi. Il tempo necessario per capire che tale strumento non fa per me: la sua semplicità mi crea disordine e, quindi, disagio. Non starò a ripetere quanto ho già scritto in altri post, ma voglio ribadire, a mo’ di promemoria personale, che Tasks ha dei limiti che me lo rendono uno strumento improduttivo: non ha i tag: ogni compito può essere inserito in una lista, ma non può essere etichettato. Per me è un limite, in quanto tendo a dare ai miei tasks almeno un tag; la ricerca in Calendar di Google non li trova!; i tasks non generano link, per cui non li si può linkare in altri contesti. Limiti di cui ero già pienamente cosciente, ma che speravo sarebbero stati risolti da Google, cosa che, in questi mesi, non è avvenuta. Limiti che mi hanno portano a riattivare Todoist .  Ad oggi ho solo due liste : Azioni e Scadenze , ma ho una dozzina di tag che mi aiutano notevolmente a organizzare i miei compiti. Ho, poi, creato tre filtri : Tas...

Come la pensa Danilo Ruocco in politica? Rispondono Gemini e Copilot

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Cosa sanno esattamente di noi le Intelligenze Artificiali ? Chiaramente tutto ciò che pubblichiamo (sia online, sia offline) "può essere usato contro di noi”. Ma partendo dai dati che trovano, fin dove le IA possono spingersi con le deduzioni, restando nel campo del lecito?  Ovvero, fin dove possono legittimamente elaborare i dati “grezzi” che ci riguardano per compilare profili dettagliati su di noi e le nostre opinioni?  La questione non è irrilevante: partendo da un dato “grezzo” è facile equivocare se non si tiene conto di una moltitudine di fatti/dati che possono non essere a disposizione dell’IA in quanto, per una serie di motivi, sottaciuti. Ho voluto testare due IA per sapere cosa sanno su di me in ambito politico . Le risposte sono, per certi versi, entrambe sorprendenti:  Copilot si è mantenuto su una posizione di moderata deducibilità, partendo da ciò che ho pubblicato nel corso degli anni;  Gemini , invece, ha messo il turbo e ha spinto al massimo le su...

Perché sono passato a Substack per le mie newsletter

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Negli ultimi tempi ho deciso di riorganizzare la mia comunicazione e trasferire la gestione delle mie newsletter su Substack .  Fermo restando che ritengo ancora validi i motivi “generali” che mi hanno spinto a gestire delle newsletter (e che ho elencato nel post I vantaggi della newsletter | La mia esperienza ) , la scelta di “migrare” su Substack è stata presa dopo aver fatto un’attenta valutazione di quello che ritengo oggi serva davvero a chi scrive e a chi legge online. Ho riassunto i motivi principali per i quali ho scelto Substack, dividendoli in quattro grandi aree. 1. Una struttura ibrida e versatile Substack non è un semplice software di email marketing: è una piattaforma ibrida che fonde newsletter, blog e social . Invio e pubblicazione flessibile: ogni volta che creo un contenuto posso decidere se spedirlo via email, pubblicarlo sul blog o fare entrambe le cose contemporaneamente. Un archivio sempre aperto: il blog funziona da archivio storico di tutte le newsletter i...

Gli appunti cartacei al tempo dell’IA

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Uso le Intelligenze Artificiali principalmente per interrogarle sul materiale che io stesso ho prodotto (appunti, articoli, saggi, interviste…). Ciò mi consente, tra l’altro, di dare nuova linfa al mio lavoro, per esempio evidenziando connessioni che, in un primo momento, avevo tralasciato.  Negli ultimi tempi, quindi, quando lavoro su un argomento che approfondisco da anni, apro un notebook in Gemini Notebook (già NotebookLM) e lo riempio con il materiale che ho già realizzato nel corso del tempo e che non è solo testuale, ma anche audiovisivo (ho lavorato in radio e ho da anni un canale YouTube). Con il materiale che è già in un formato digitale, le cose sono molto rapide: mi basta importare in Gemini Notebook i relativi file. Diversa è la questione, invece, con il materiale cartaceo: va digitalizzato, prima di poterlo “dare in pasto” all’IA! Ho centinaia di schede di lettura manoscritte* e altri appunti preparatori e per digitalizzarli sto utilizzando l’IA: fotografo quanto ho s...

Whitechapel e Jack lo Squartatore

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Durante la fine dell’estate e l’autunno del 1888 il quartiere londinese di Whitechapel fu terrorizzato da una serie di efferati omicidi, cinque dei quali vennero addebitati a un assassino ribattezzato Jack lo Squartatore la cui identità, tutt’oggi, resta ignota. Paul Begg in Jack lo Squartatore: la vera storia , edito da Utet, ricostruisce non solo i cinque omicidi “canonicamente” addebitati a Jack lo Squartatore, ma si dedica anche (e, in alcuni capitoli, soprattutto) a ricostruire la storia di Whitechapel e del East End e a ricapitolare le lotte intestine al Ministero dell’Interno. Ne esce un quadro davvero sconsolante: l’architettura sociale dell'Inghilterra vittoriana era inverosimilmente classista, e al suo vertice c’era una classe dominante che non aveva alcun interesse nei confronti delle classi subalterne. Non era interessata a sapere quali fossero le reali condizioni di vita delle persone che abitavano nell’East End e non aveva alcuna remora, se considerato necessario...

CULT Recap Governare il Futuro

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Il secondo CULT Recap nasce dall'idea che siamo giunti  a un momento della Storia dove il Futuro ha smesso di essere un orizzonte lontano ed è diventato il Presente o, comunque, un Futuro-molto-prossimo. Ciò significa che, ora, vanno fatte delle scelte precise, specie nel campo del progresso tecnologico, delle biotecnologie e dell’IA. Ossia, ora bisogna avere il coraggio di Governare il Futuro . CULT Recap Governare il Futuro di Danilo Ruocco Harari Zuboff Leone XIV Leggi su Substack Il pdf di CULT Recap Governare il Futuro è disponibile in Academia .

Epstein al di sopra della Legge

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Coloro che hanno sentito anche solo di sfuggita qualcosa sul caso Epstein sanno che il pedofilo seriale era miliardario.  Ciò che, però, spesso si ignora, è l’ammontare complessivo della sua “fortuna”: pare che essa superasse i 577 milioni di dollari. Una cifra astronomica che è anche difficile da visualizzare nella mente. Tenerla presente, però, fa capire un po’ meglio come Jeffrey Epstein potesse considerarsi al di sopra della Legge, specie negli Stati Uniti dove con i soldi si risolvono parecchie controversie legali, senza necessità di varcare la soglia di un’aula giudiziaria. Un potere, quello legato al denaro, che va di pari passo al potere che deriva dal conoscere e frequentare le persone giuste, quelle che contano. Se, poi, di tali persone si possiedono anche documenti compromettenti, come pare Epstein possedesse, allora si capisce ancora meglio come il miliardario pedofilo potesse essere preda di un delirio di onnipotenza difficile da curare. Barry Levine in I veri Epstei...