Contenuti durevoli


Proprio perché Internet vive di quello che mi piace definire un Eterno presente, lascio che della “cronaca spicciola” si occupino i siti delle testate giornalistiche.


Io preferisco sganciarmi da vecchie logiche da carta stampata e non rincorro i clic pubblicando post relativi al fatto sensazionalistico del giorno.

Ai clic (che lascio volentieri a quei siti-monnezza che ne vanno a caccia), antepongo le relazioni basate sulla fiducia nelle mie capacità di scrittore e critico.


In altre parole, al “mordi e fuggi” del titolo acchiappa-clic, preferisco di gran lunga tentare di creare e diffondere contenuti durevoli.

Contenuti che fanno lo sforzo di affrontare un qualsiasi argomento con uno “sguardo lungo” che vada oltre il dato specifico e contingente.

Non per generalizzare o banalizzare, ma per tentare di trovare un senso più ampio e “stabile” nel tempo.

Contenuti, quindi, che possano essere validi e fruibili anche a distanza di tempo da quando sono stati pubblicati, perché ritenuti ancora utili dai navigatori che vi accedono.


Ad esempio, quando scrivo la recensione di un libro, lo faccio partendo dall’assunto che valga la pena parlare di quel prodotto, indipendentemente dalla data di uscita del medesimo.

In altre parole, non è la novità editoriale in sé che suscita il mio interesse, ma la qualità del contenuto prodotto.


Questo perché sono convinto del fatto che i contenuti durevoli sono quelli che si occupano di contenuti di qualità, con competenza, onestà e trasparenza.




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