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Visualizzazione dei post da Marzo, 2020

I Borgia di Dumas | AMLETO

La mia emergenza pandemica sta trascorrendo all’insegna della lettura e, oggi, ho terminato la lettura di un libro che mi ha avvinto fin dalle prime pagine: I Borgia di Dumas. Ne ho scritto una recensione su AMLETO.

La strada per l’ospedale di Bergamo

Per una serie di motivi che è inutile dire qui, non uscivo da 20 giorni. Oggi - sempre per ragioni che non ha senso raccontare - ho percorso la strada che da casa di mia madre porta a casa mia e ritorno. Si tratta di una delle arterie che portano all’Ospedale Papa Giovanni XXIII.










Sai riconoscere una fake news?

In questo periodo di emergenza causata dalla pandemia di coronavirus in cui la coesione sociale andrebbe sollecitata, c’è chi, invece, “avvelena i pozzi” inondando il Web con le fake news.
Dalla frequenza con cui esse vengano condivise, è evidente che molti non sanno riconoscere una fake news e distinguerla da una notizia vera.
Nel video spiego come capire quando ci si trova di fronte a una fake news.

Wilde era un gigante | Parole GLBT

Ho approfittato di questi giorni in cui tutti noi siamo “invitati” a restare a casa per leggere una corposa biografia di Oscar Wilde. Il saggio è opera dello studioso inglese Matthew Sturgis e ne ho fatto una recensione su Parole GLBT.

Nessuna penitenza!

Il nuovo coronavirus non è un castigo, ma una malattia. Per combattere una malattia non servono penitenze, ma cure. Cure non solo per il corpo, ma anche per la mente.
Essere in buona salute, infatti, significa avere sia il corpo, sia la mente prive di malattie. E non si sottovaluti mai la salute mentale!
Ciò detto, risulterà facilmente comprensibile a chiunque come un qualsiasi atteggiamento penitenziale in questo momento di emergenza non sia proprio ciò di cui le nostre menti hanno bisogno. Non serve a nulla, anzi peggiora la situazione.
Il Covid-19 va combattuto seguendo le indicazioni dei medici, dei virologi, degli epidemiologi e non quelle di qualche predicatore con evidenti problemi psichiatrici.
E, lo so, può essere difficile da sentirselo dire, ma anche i lutti che questa pandemia ci infligge non vanno affrontati abbandonandosi al dolore più cupo. Niente e nessuno ci restituirà alla vita i nostri cari; ma i nostri cari possono vivere in noi solo quando il lutto viene elaborato. E per el…

I nostri morti

I nostri morti viaggiano in coppia su 30 carri dell’esercito verso i forni crematori di altre 12 città.
Sono 60 defunti che non possono essere cremati nel cimitero di Bergamo perché ormai la struttura, come l’ospedale cittadino, è in una situazione che definire drammatica è poco. 
Quei morti, quei morti che affrontano il loro ultimo viaggio sulle camionette dell’esercito, però non sono soli come può sembrare. Lo so, ne sono certo. Non sono soli. No, con loro ci sono i nostri cuori. Li accompagnato le nostre lacrime.
Sono i nostri morti.

I cieli di Bergamo

Su Bergamo  cieli luminosi  di speranza sporcati dal suono delle sirene.
Notti d’attesa prive di canti e preghiere, sotto stelle distanti e lune giganti.
A Bergamo  si muore immersi nel silenzio dei respiratori.
Cieli luminosi di speranza su Bergamo.

Il conteggio

Chiunque, in questi giorni, abbia dato un’occhiata ai numeri del contagio del nuovo coronavirus in Europa e nel resto del mondo si sarà sicuramente chiesto come sia possibile che in alcuni Stati il virus abbia provocato e stia provocando centinaia di decessi al giorno e in altri Stati, invece, no. Ossia, come mai in alcuni Paesi si muore a centinaia di coronavirus e in altri no.
Alla domanda spontanea e legittima si risponde in vari modi. Ad esempio,  - si sottolinea come la progressione dei decessi dipenda molto da quella della malattia (ossia più contagiati ci sono stati per la presenza da più tempo del virus sul territorio e più morti ci sono);  - si evidenzia come, là dove il virus ha colpito - per varie ragioni - fasce di popolazione con meno criticità di salute di altre, esso sia stato meno letale;  - e si pone l’accento sui differenti criteri di notifica del decessi adottati da ogni Paese. 
Ora, se sui primi due punti si può davvero dire poco e nulla, sull’ultimo, invece, va fatta qua…

Il desiderio di Vauro

Mi è capitato nel 2012 di analizzare due vignette di Vauro: in una mettevo l'accento sul fatto che, a mio avviso, la vignetta era omofoba; mentre nell'altra parlavo di maschilismo.
Oggi sono tornato a Vauro e a una delle sue tavole e in modo, spero, satirico. Leggi su Parole GLBT.

La tecnologia annulla la differenza di genere | Parole GLBT

Ho provato a immaginare come, da qui a 10 anni, la tecnologia possa influire sulla differenza di genere. Il video in cui ne parlo può essere visto su Parole GLBT.