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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2016

La scuola maestra di cittadinanza | Basta finanziamenti alle private!

Nel 1950 Piero Calamandrei scriveva nel Discorso a difesa della scuola nazionale* delle parole illuminanti sia a proposito del ruolo della scuola pubblica e sia sulla inopportunità di finanziare, con soldi pubblici, le scuole private.
Dopo aver chiesto retoricamente al suo uditorio riunito a Roma “[...] siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica?”, Calamandrei, con poche parole, traccia quella che dovrebbe essere la strada maestra per tutti coloro che ritengono che la scuola formi innanzitutto dei cittadini consapevoli, prima che dei lavoratori o, peggio, dei sudditi:

Ti ripenso nella notte

Ci separano gli anni
ci unisce un desiderio
forte come il tuo corpo.

Ti domino con decisione.
Mi inciti supplicando pietà.

Il tuo seme 
profuma di giovinezza.
Il mio, dici, sa di allenatore.

Ti docci. Ti vesti.
Torni a casa.
Ti ripenso nella notte.
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Adolescente annoiato

Sono stato un adolescente annoiato. Non che non mi sia divertito (e tanto)! Ma, nel complesso, mi sono annoiato. Ricordo le lunghissime e noiosissime ore a scuola. Una scuola inadeguata a stimolare i miei interessi. Ricordo le (poche) ore passate sui libri di studio pensando ad altro. Ricordo il fastidio di non essere ancora un adulto. Sono stato un adolescente con i capelli! 

Infanzia preWeb

C'è stato un tempo in cui non esistevano le macchine fotografiche digitali. Un tempo in cui le fotografie si facevano sviluppare. Un tempo in cui gli scatti non si condividevano sul Web. In quel tempo ho vissuto la mia infanzia.

Instagram | Comunicare con le immagini

Sono convinto che, al momento, Instagram sia il social network più interessante tra quelli usati maggiormente (Facebook, Twitter, et similia). Lo è perché  è di facile utilizzo, in quanto assai intuitivo.si basa sul potere evocativo ed esplicativo delle immagini (e si dice spesso che un’immagine valga più di mille parole…).le immagini possono essere comprese in ogni parte del globo senza bisogno di dover tradurre un testo.favorisce un immediato coinvolgimento. permette di condividere i propri scatti anche sugli altri social.forse più degli altri social stimola la creatività.
Sia che si sia una persona comune, sia che si sia un influencer, o un comunicatore, o una pubblica amministrazione o un brand famoso, vale la pena utilizzare Instagram per comunicare con i propri follower e condividere con loro momenti importanti, piacevoli, significativi…
Per usare in modo corretto Instagram e comunicare con il social in modo efficace, si può leggere un ebook davvero ben fatto: Instagram. Comunicare …

Non devo parlarti

“Nonna dice che
fai male a mamma”
rivela tuo figlio.
“Sono molto amico di papà
e mamma lo sa” spiego.
Non sembra convinto.

“Nonna dice che
sei cattivo e
non devo parlati”.
“Se non mi parli
qui non vengo più”.

Mi guarda.
Capisce che sono serio.
Si alza. Viene da me.
Mi abbraccia. Stringe forte.
“Non sei cattivo” sussurra.

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Cannabis: perché legalizzarla

Il fondatore e segretario di PossibileGiuseppe Civati (detto Pippo) ha scritto un libro, Cannabis. Dal proibizionismo alla legalizzazione, per spiegare le ragioni del perché è opportuno legalizzare la cannabis.  Il volume, ora in libreria, edito da Fandango libri, è introdotto da Roberto Saviano e spiega assai bene le ragioni dei sostenitori del progetto di legge a favore della legalizzazione della cannabis su cui, da luglio di quest’anno, il Parlamento è chiamato a discutere e decidere.

Vai subito al punto, grazie!

La nostra, ormai, è una società che comunica per iscritto e, ad esempio, alla telefonata ha, in molti casi, sostituito la chat, magari di gruppo.
I messaggi scritti, così, si sono moltiplicati in modo vertiginoso e, progressivamente, si sono anche fatti sempre più lunghi.
Se anni fa una chiamata sul cellulare, causa gli alti costi, era garanzia di brevità, oggi chi scrive sembra associare la gratuità con la quale accede alle piattaforme di pubblicazione/condivisione con la possibilità di dilungarsi.
Come “Stato” di WhatsApp ho scritto “Vai subito al punto, grazie!” con la speranza che i miei interlocutori lo leggano e agiscano di conseguenza.
Devo dire che, però, la battaglia è persa: molti, troppi, continuano a essere inutilmente prolissi.
Per difendermi dalla noia e dal fastidio che gli sproloqui mi provocano ho un metodo infallibile: smetto di leggere; cancello il messaggio; passo ad altro. E faccio ciò non solo su WhatsApp, Telegram, Facebook et similia, ma anche quando leggo un …

Ho raccontato l'Italia | Intervista a Dario Fo

A dicembre del 2000 ho avuto la fortuna di poter intervistare Dario Fo. Rileggendo l'intervista mi sono stupito del fatto che gli abbia dato del "tu". Probabilmente me lo aveva chiesto lui, perché, conoscendomi, non avrei mai osato rivolgermi a un uomo di una certa età e, per giunta, Premio Nobel per la Letteratura, dandogli del "tu". L'intervista, pur avendo 16 anni, sembra data ieri, in quanto si fa riferimento a fatti di attualità anche oggi: si parla, infatti, di bombe (quelle dei terroristi) e di Giubileo (quello di papa Giovanni Paolo II)...
Ho raccontato l'Italia Di Danilo Ruocco in "Il Nuovo Giornale di Bergamo", 23 dicembre 2000

Le tue voci

Quando leggi le favole
a tuo figlio
la voce si riempie
di tenerezza.

In palestra è
aggressiva e metallica.

Con me supplichevole,
calda e sensuale.

Le tue voci
mi eccitano al pari
dei tuoi glutei.
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Immagini dal passato | 11 ottobre 2000

Stavo cercando nei miei CD-Rom il testo di un'intervista che ho fatto nel 2000 a Dario Fo e ho trovato una cartella contenente delle foto che mi hanno strappato un sorriso misto a qualche lacrima (in quanto nonno Marco non c'è più da qualche anno e zio Ruben è morto il 18 agosto scorso). Le foto furono scattate l'11 ottobre 2000 (ossia 16 anni fa!) Ho deciso di condividerle con voi...



Quando Dario Fo vinse il Premio Nobel per la Letteratura

Quando Dario Fo vinse il Premio Nobel per la Letteratura io collaboravo con una rivista ("Piè di pagina") edita da un editore siracusano che mi telefonò subito e mi chiese un articolo da pubblicare nel numero successivo. Avevo ripubblicato l'articolo in una delle prime versioni di questo sito e, tra un cambiamento e l'altro, si è cancellato. Nel giorno della morte di Dario Fo e dell'annuncio della vittoria del Premio Nobel per la Letteratura di Bob Dylan (citato nel mio articolo) sento la necessità di ripubblicare quanto avevo scritto nel 1997.
GUARDA CHE FO COL NOBEL... Di Danilo Ruocco In «Piè di pagina», nn. 4-5, ottobre-novembre, 1997.

La Rabbia e l'Orgoglio torna in edicola

A 15 anni dalla sua prima edizione e a 10 dalla scomparsa dell’Autrice, La Rabbia e l’Orgoglio di Oriana Fallaci resta, purtroppo, un libro attuale. Chi, però, pensa che la Fallaci avesse doti profetiche non solo è in errore, ma fa torto proprio alla Fallaci che, semmai, era un’esperta Cronista. Il libro della Fallaci è ancora attuale, quindi, non perché la Scrittrice avesse doti divinatorie, ma perché in 15 anni la Cronaca (quella degli eventi che ci coinvolgono tutti) non è mutata. Non lo è nonostante “l’urlo” della Fallaci, la sua “chiamata alle armi”.

Ti prendo con rabbia

Mi massaggi i piedi
e dici che hai voglia.

Sono solo un diversivo?
mi chiedo e fingo indifferenza.

Hai fretta di andare in palestra.
Sei eccitato. 
Ma fingo indifferenza.

Ti spogli.
Ti offri.
Mi nego.
Insisti e mi tocchi.
Cedo e
ti prendo con rabbia.
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Ecco perché Usuale e Normale non sono sinonimi

Lo so: Usuale e Normale vengono comunemente usati come sinonimi. Nelle righe che seguono spiegherò perché, a mio avviso, i due termini non siano affatto sinonimi intercambiabili e come possa addirittura essere pericoloso usarli proprio in funzione di sinonimi.

A che servono Regioni e Senato?

Leggendo la Riforma costituzionale che il 4 dicembre il Referendum dovrà confermare o annullare, ci si chiede quale effettiva utilità potranno avere le Regioni e il Senato dato che tutto, se la Riforma venisse confermata, passerebbe sostanzialmente nelle mani decisioniste del Governo o della Camera dei Deputati, che, a causa dell’Italicum, corre il rischio di diventare ancillare rispetto al Governo.

Gelosie

“Quando sei qui, è felice” ammette.
Illumino un sorriso.
“Sono gelosa” confessa.

Entri e ti percuote.
Resti immobile.
Stringi i pugni, ma
resti immobile.
Tuo figlio piange.
“Non è niente” dico
e lo porto via.

Dalla portafinestra 
vi guardo fare l’amore.
Sono geloso.
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