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Visualizzazione dei post con l'etichetta blogging

Ha ancora senso creare contenuti per il Web?

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Da qualche tempo mi chiedo se abbia ancora senso, per me, creare contenuti per il Web. La domanda mi nasce dalle seguenti constatazioni: ormai, quando facciamo una ricerca, difficilmente approfondiamo cliccando sul link da cui il motore di ricerca ha estratto le informazioni che ci interessano. Ci accontentiamo della risposta immediata e questo è quanto ; decine di siti pubblicano post a raffica scritti dall’AI. Non mi esprimo sulla qualità di tali contenuti, ma mi domando se valga la pena condividere uno “spazio” con chi - facendo scrivere i testi a una AI e non mettendoci del suo - dimostra di non avere rispetto per i propri lettori; i social network di oggi sono, semplicemente, infrequentabili. La voglia, quindi, di metterci la testa e produrre contenuti originali da pubblicare sul Web mi sta un po’ venendo meno. D’altra parte la ragione fondamentale per la quale avevo aperto il mio primo spazio online resta ancora valida e risiede nella necessità che ho sempre sentito di potermi co...

Me online from January 2021

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  Da settembre scorso la mia presenza online ha iniziato a cambiare, a volte in modo radicale.   Ad esempio: ho chiuso il mio account WhatsApp; ho disinstallato Messenger dai miei dispositivi; ho chiuso il mio Tumblr; ho chiuso la mia app per dispositivi Android. 📌 Ciò mi ha permesso di concentrarmi di più su Telegram , dove, tra l’altro, ho aperto un canale dedicato a Salvatore Quasimodo ( @salvatorequasimodo ) e un canale personale ( @ruoccolive ). Considero Telegram lo strumento comunicativo più flessibile tra quelli che ho avuto modo di provare e, perciò, ho scelto - come già detto - di chiudere le altre chat e di ridimensionare la mia presenza su alcuni social che considero troppo caotici e dispersivi (come, ad esempio Facebook), e di sperimentarne altri, come Mastodon (che mi sembra abbia delle buone basi di partenza).  📌 Ho, da poco, scoperto i “Video brevi” su YouTube e me ne sono innamorato: fanno per me e ho intenzione di farne un uso intenso.   ...

Di blog in blog

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Ho sempre considerato i blog la vera svolta del Web: ciò che lo ha trasformato da spazio pieno di siti vetrina in un luogo popolato da persone comuni. In altre parole, con i blog, Internet è diventato il Web 2.0 . Nel corso del tempo ho aperto vari blog su diverse piattaforme (molte delle quali non esistono più), a volte condividendoli con amici. Ogni volta che ho chiuso un blog, ho trasferito tutti i contenuti fin lì pubblicati in nuovi blog o in blog che già erano online, in modo da non dover cancellare neppure un post. Oggi ho tentato di ricostruire la cronologia della mia presenza online. Maggio 2001: DaniloRuocco.it (nato come sito vecchio stampo e solo successivamente diventato un blog) Giugno 2003: CulturaItalia Settembre 2003: Under_Line Gennaio 2004: Pensierini Marzo 2005: Fotogrammi Maggio 2005: SalvatoreQuasimodo.it Ottobre 2005: Divismo Aprile 2006: AMLETO.info   Maggio 2006: XZone Luglio 2007: OpenReview Dicembre 2008: SpazioComunicazione Gennaio 2010: WebCultura Di...

Come cambia la mia presenza online da settembre

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Si sa: settembre, come gennaio, è un mese di ripartenza e buoni propositi. Durante la pausa estiva ho avuto modo di riflettere sul mio uso dei social e, più in generale, sulla mia presenza online e, piano piano, è maturata in me la decisione di cambiare alcune cose. Il mutamento partirà dal primo settembre e fino al 31 dicembre sarò in fase “beta”. Poi dal primo gennaio 2021 si vedrà! Ecco qualche cambiamento: Instagram : ho intenzione di usarlo molto di più, sia seguendo più account e sia pubblicando di più. La maggior parte delle nuove foto, però, a differenza di quanto ho fatto finora, resteranno su Instagram e non saranno condivise su Facebook. YouTube : voglio rendere il mio canale più “mosso”. Non so ancora bene come. Si accettano suggerimenti. Telegram : progressivamente la chat @daniloruocco sostituirà Whatsapp (che sto pensando, addirittura, di chiudere) e il canale @ruoccolive sarà sempre più centrale nel mio essere online. Twitter : riprenderà centralità a scapito del tempo ...

Come cambia il Web dal 4 febbraio

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La notizia dell’imminente chiusura di G+ pare essere stata generalmente recepita con disinteresse. Molti, infatti, hanno semplicemente fatto spallucce pensando che, tanto, usano Facebook. Se dal punto di vista dell’utilizzo dei social network, la chiusura di G+ può non interessare gli utenti dei social concorrenti, da quello della gestione e fruizione dei siti Web, invece, dovrebbe interessare chiunque. Infatti, la chiusura definitiva di G+ (fissata per il 2 aprile 2019) porta con sé, a cascata, una serie di conseguenze a partire dal 4 febbraio prossimo. Non solo, progressivamente, verranno cancellati gli account, le pagine e tutti i contenuti postati sul social network di Google, ma saranno eliminati da tutti i siti (e non solo da quelli gestiti con Blogger) anche i commenti postati da quegli utenti che si erano autenticati usando le credenziali di G+. Ciò significa che, a partire dal 4 febbraio , il Web così come lo conosciamo sarà decisamente più povero d...

Il contenuto vince su tutto

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Nel 2012, nel post La morte del template , ragionavo sul perché, a mio avviso, l’era del template era finita e, tra le varie cose, affermavo che si stava andando verso la «supremazia della parte contenutistica/comunicativa a scapito di quella grafica/ornamentale».  Oggi sono sempre più convinto che la parte contenutistica di un sito web abbia definitivamente vinto sulle altre, al punto da rendere inutile non solo il template, ma, sostanzialmente, anche la stessa homepage. Ormai ai contenuti pubblicati sul web si arriva generalmente o tramite una ricerca su Google, o tramite un link postato su un social network, o tramite la lettura dei feed RSS. Come ho già detto in altri post, difficilmente oggi si naviga come si faceva anni fa, ovvero aprendo le varie homepage dei siti preferiti per leggervi le novità. Ora si va direttamente al contenuto desiderato e, poi, si torna alla piattaforma da cui si gestisce la propria navigazione (il motore di ricerca, il social, il le...

La quantità senza spessore

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Da anni scrivo online e dal 2003 pubblico, con una certa frequenza, post nei miei blog. Alcuni di tali blog (e le piattaforme che li ospitavano) non ci sono più, anche se ho fatto in modo di trasferire quanto avevo pubblicato in quei luoghi nei blog che li hanno sostituiti. Per farla breve, ad oggi è possibile leggere gratuitamente online più di 1250 post pubblicati dal sottoscritto. Una cifra che, lo ammetto, mi impressiona. Più di 1250 articoli che, a volerli stampare, produrrebbero un volumone da autore classico e prolifico. Roba da scrittore ottocentesco, per capirci… Ma, oggi, quegli oltre 1250 post non creano spessore . Approdando in uno dei miei blog, in genere, il lettore distratto difficilmente può rendersi subito conto di quanto materiale è a sua disposizione.  Questo perché siamo ancora legati al peso e allo spessore . Valutiamo gli oggetti da quanto sono grandi e da quanto pesano. E, in genere, se sono grandi e pesanti ne restiamo impressionati e...

Vite per frammenti

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Sempre di più descriviamo le nostre vite ai nostri contatti online per frammenti minuscoli : un tweet, uno status, una foto... Sono piccolissime tessere di un mosaico che dovrebbe raccontarci; mostrarci agli altri nella nostra interezza. Dovrebbe ma, paradossalmente, non ci riesce: infatti, più il mosaico è formato da tessere minuscole, e meno tali tessere sono capaci di comporre un’immagine unitaria. Vivono per se stesse e creano un’immensa immagine che, per abbondanza di dettagli, diventa illeggibile. Per giunta, tali frammenti sono spesso aggregati senza alcun filtro: tutti i nostri tweet, i nostri status di Facebook, le nostre foto... finiscono in enormi e caotici calderoni senza che essi possano essere ordinati e separati con un qualche ragionato criterio.  Sui social non si divide neppure quanto creato in prima persona da quanto postato da altri e condiviso da noi per le più svariate ragioni... E, allora, alla nostra immagine si sovrappongono le immagin...

Facebook, Twitter e blog: ecco come li uso

FACEBOOK Mantengo le relazioni con i miei “amici”, ad esempio commentando i loro status, o esprimendo il mio gradimento ai loro link. Uso molto anche la chat. Ritengo che il valore di FB sia proprio nella sua capacità di creare e mantenere attive le relazioni grazie a semplici gesti come un clic su “Mi piace”. Non ritengo FB ancora in grado di organizzare i contenuti, anche se può dare loro grande visibilità. Una visibilità momentanea. Per ora, lo scambio dei contenuti è funzionale alla relazione. TWITTER Lo uso per aggiornare velocemente “il mondo” su tutto ciò che mi riguarda: vita e contenuti pubblicati. Assieme a Feedly e a Facebook è il mio strumento privilegiato per tenermi aggiornato. Mi piace fare il Retweet delle notizie che più mi colpiscono BLOG Li uso per pubblicarvi i contenuti che creo personalmente e, anche se più raramente, quelli creati da altri che ritengo utile condividere. La forza dei blog sta nel fatto che i contenuti possono essere ...

Quando muore un blog?

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Periodicamente si ripresenta nella blogosfera la questione di quando un blog si possa definire morto. La domanda potrebbe sembrare peregrina, ma la sua insistenza ci dice, quantomeno, che il problema è sentito. Le domande associate alla possibilità che un blog muoia sono molteplici. La prima è sostanziale: quando si può affermare che un blog è morto?  Quando non viene più aggiornato da molto tempo, oppure quando non viene più letto?  Le due eventualità non sono collegate tra loro: un blog può essere “fermo” con gli aggiornamenti, ma custodire in sé contenuti ancora validi per un certo numero di lettori che lo leggono, lo commentano e lo citano; così come può essere aggiornato con regolarità, ma non essere appetibile dai lettori e quindi letto, sostanzialmente, solo dal suo autore. Un blog, quindi, muore quando lo decide il suo autore o quando viene abbandonato dai lettori? Muore quando smette di essere uno strumento di dibattito tra coloro che lo frequentano...

Blog esercizio di democrazia

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Il 27 luglio 2005 per  la trasmissione Cult di  “RadioE” ho intervistato Sergio Maistrello (autore di Come di fa un blog e di La parte abitata della Rete ). Ripropongo qui la prima parte dell'intervista perché mi pare ancora  attuale.

La normalità della e nella blogosfera

Navigando nella blogosfera ho avuto l’impressione che – almeno in Italia – la maggioranza dei blog pubblicati contengano i pensierini e i fatterelli quotidiani di adolescenti, ragazzi/e, e giovani adulti/e.  In altre parole, ciò che fino a poco tempo fa si scriveva sul proprio diario personale e si faceva leggere al massimo all'amico/a del cuore, oggi si pubblica su Internet nel proprio blog personale, in linea di massima dando a chiunque la possibilità di leggere ciò che vi è scritto. In definitiva, gli italiani che hanno aperto un blog hanno preso alla lettera ciò che esso designa: un web log (contratto in blog), ossia, appunto, un diario di bordo (log) in rete (web).  Ecco, allora, che sfogliando un blog dopo l’altro si possono leggere le giornate di un italiano medio: la scuola e il lavoro che non piacciono, i piccoli dissidi tra fidanzati e coniugi, le preoccupazioni per i figli e le incomprensioni con i genitori, l’elenco di ciò che rende felici e di ciò che, inve...