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Visualizzazione dei post con l'etichetta coronavirus

Votare al Tempo del Covid

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Sono andato a votare anche mosso dalla curiosità di vedere come avrebbe funzionato la macchina organizzativa in tempo di pandemia da Covid 19. Nei giorni scorsi ho ricevuto una lettera dal Comune di Bergamo con la quale mi si informava che, per ragioni organizzative, mi era stato cambiato il seggio e mi si invitava ad andare a ritirare il nuovo tagliandino autoadesivo da applicare sulla mia tessera elettorale. All’inizio di questa settimana mi sono recato nel luogo indicato e ho ritirato l’adesivo senza aver dovuto fare alcuna coda, credo per un caso fortuito. Oggi mi sono recato nel nuovo seggio elettorale che sta esattamente di fronte alla scuola dove ho votato nelle passate elezioni. Ho fatto meno coda di quanto mi aspettassi, anche perché l’organizzazione era ottima: siamo stati divisi subito per sezioni già all’esterno dell’edificio e invitati a entrare solo al momento effettivo del voto. Prima di entrare nell’edificio, ho chiesto al piantone se potevo - come giornalista - scattar...

La prima passeggiata per Bergamo

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Oggi pomeriggio ho fatto la mia prima passeggiata per Bergamo. Era dall’inizio di marzo che non andavo in centro. Via Broseta e via XX Settembre e ritorno. Le sensazioni sono state molteplici. Non c’era molta gente in giro. L’atmosfera era simile a quella di lenta e sonnacchiosa ripresa che si respira, in genere, l’ultima decade di agosto, quando si rientra dalle vacanze e non tutti i negozi sono di nuovo aperti o gli amici già tornati. Ho voluto aggrapparmi a questa suggestione che è anche una speranza: che la ripresa ci sia davvero e che Bergamo riesca a uscire dal coma in cui si trova… Però la verità è che molti negozi non riapriranno più. E, purtroppo, anche molte persone non faranno più ritorno.

Cambierà la socialità

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Ho più volte detto che, durante la Fase 2 (che ritengo durerà a lungo), i nostri stili di vita muteranno notevolmente .  Ho sottolineato come il distanziamento sociale porterà con sé una diversa organizzazione del lavoro e, di conseguenza, diversi orari in cui vivere “il tempo libero”. Per farla breve, se gli spazi aperti al pubblico tenderanno a dilatare i loro orari di apertura - arrivando fino a luoghi in cui, necessariamente, si resterà aperti h24 7/7 (come avverrà, presumibilmente, in molti centri commerciali) - ciò porterà con sé una turnazione e un orario di lavoro del tutto nuovi per un paese come l’Italia. Di conseguenza, anche il tempo libero sarà vissuto in orari ora “inediti”. E la rivoluzione degli orari, sommata al distanziamento sociale, porterà al cambiamento della socialità . Avrà senso organizzare il proprio tempo libero con una comitiva di amici? Probabilmente no. Oltre che difficoltoso far coincidere gli orari di tutti, si penserà, m...

Ecco perché non scaricherò Immuni

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Per quanto se ne sa oggi sull'app Immuni , la mia idea è che non la scaricherò sul mio smartphone. Di seguito spiego il perché. A cosa dovrebbe servire Immuni 1. Stando a quanto si può leggere sul sito del Ministro dell’Innovazione lo scopo dell'app è di essere utile «al Governo e ad alle altre istituzioni nel definire politiche di contenimento del contagio da coronavirus [...]»*. Se si capisce bene, quindi, Immuni serve per tracciare una fotografia quanto più veritiera della situazione in un contesto circoscritto.  Ovvero, sapere a che punto è lo stato del contagio, al fine presumibile di capire se un territorio stia diventando un nuovo focolaio epidemico/pandemico e prendere, per ciò, le dovute iniziative per combattere la diffusione del virus, monitorando il territorio anche a pandemia terminata, dato che si afferma che la app si realizzerà «anche a emergenza terminata».  2. Inoltre, sempre dal sito del Ministro dell’Innovazione, si apprende che «...

Nessuna visibilità ai bufalari

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Stiamo vivendo un periodo davvero difficile, in cui - come ho già detto altrove - è essenziale la coesione sociale . Ognuno di noi - e non solo i giornalisti - si deve impegnare per diffondere solo notizie vere e verificate , perché le “bufale” sono confezionate ad arte proprio per “avvelenare i pozzi” e minare la coesione sociale. La diffusione di notizie vere - ripeto - va fatta da tutti e non solo dagli organi di informazione. E se la condivisione di una “bufala” sul proprio social network è stata fatta in totale buona fede, una volta scoperto che si tratta di una notizia falsificata ad arte, essa va cancellata dalle proprie bacheche. Sì, va cancellata: non si tratta di censura, perché non c’è alcuna notizia vera da censurare. Si tratta di cestinare l’immondizia (mediatica). Se nessuno dà visibilità ai bufalari, prima o poi essi saranno sconfitti e vincerà la democrazia . Sì la democrazia: è la democrazia che resiste alla verità dei fatti, mentre i regimi p...

Cambiare vita | Atto secondo

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In un post precedente ho provato a fare un mini-elenco di come potrebbe cambiare la nostra vita nella Fase 2 (—> Come immagino la Fase 2 ). Ora faccio un paio di riflessioni in più, sempre con la convinzione pessimistica che la Fase 2 durerà a lungo, ossia mesi, se non anni (anche perché, pure a vaccino trovato, prima di riuscire a vaccinare in sicurezza 60 milioni di persone…). Il distanziamento sociale per funzionare davvero deve essere distanziamento vero.  Questo significa che se un mezzo di trasporto è pensato per 60 persone a sedere, essi dovranno essere ripensati per trasportarne 30 al massimo. Di conseguenza, si devono aumentare i mezzi di trasporto pubblici in circolazione, ma si devono anche ripensare completamente gli orari di lavoro delle persone che non potranno fare lo smart working. In altre parole, se una struttura fino a prima della pandemia ospitava 15 dipendenti durante un orario di apertura fisso e immutabile, durante la Fase 2, presum...

Iconografia di una pandemia

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Certe immagini che riguardano, a vario titolo, la pandemia che stiamo vivendo, mi hanno spinto a scrivere delle riflessioni su questo blog. Ora voglio condividere in questo post “in divenire” le immagini che, ne sono certo, diventeranno, nel mio immaginario, “iconiche” di questo periodo. 📷 19.03.20 | Bergamo, Colonna di mezzi militari che trasportano salme da far cremare in altre città  📷 27.03.20 | Città del Vaticano, Papa Francesco celebra messa in una Piazza San Pietro deserta 📷 12.04.20, Pasqua | Sindone di Angelo Ruta 📷 25.04.20, Festa della Liberazione | Roma, Il Presidente della Repubblica sale le scale dell’Altare della Patria  📷 4.5.20 | ANSA, Titolo di lancio del Rapporto ISTAT-ISS  📷 16.5.20 | Le nuove e le vecchie forme di protezione

Come immagino la Fase 2

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Elenco delle cose che vanno cambiate prima che venga trovato un vaccino contro il nuovo coronavirus In questi ultimi giorni non si fa altro che parlare della “fase 2” e di come poterla organizzare, senza che, peraltro, venga mai detto quando essa possa divenire operativa. Penso sia abbastanza normale, nel chiuso delle nostre case, immaginare come si possa svolgere tale “fase 2” e come essa possa influire sulla nostra vita quotidiana. Temo - senza alcuna base scientifica - che prima di trovare un vaccino, o una cura certa, ci vorrà un certo numero di mesi (un paio d’anni come minimo).  Forse sono particolarmente pessimista, ma sono stato adolescente negli anni dell’esplosione dell’AIDS e, ora che sono un uomo maturo, non ho ancora visto il vaccino contro l’HIV... Per tale motivo ho provato a fare un mini-elenco di come la lotta al nuovo coronavirus potrà modificare le nostre abitudini e i nostri stili di vita. Saluto: basta strette di mano, baci e abbrac...

La strada per l’ospedale di Bergamo

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Per una serie di motivi che è inutile dire qui, non uscivo da 20 giorni. Oggi - sempre per ragioni che non ha senso raccontare - ho percorso la strada che da casa di mia madre porta a casa mia e ritorno. Si tratta di una delle arterie che portano all’Ospedale Papa Giovanni XXIII.

Nessuna penitenza!

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Il nuovo coronavirus non è un castigo, ma una malattia. Per combattere una malattia non servono penitenze, ma cure. Cure non solo per il corpo, ma anche per la mente. Essere in buona salute, infatti, significa avere sia il corpo, sia la mente prive di malattie. E non si sottovaluti mai la salute mentale! Ciò detto, risulterà facilmente comprensibile a chiunque come un qualsiasi atteggiamento penitenziale in questo momento di emergenza non sia proprio ciò di cui le nostre menti hanno bisogno. Non serve a nulla, anzi peggiora la situazione. Il Covid-19 va combattuto seguendo le indicazioni dei medici, dei virologi, degli epidemiologi e non quelle di qualche predicatore con evidenti problemi psichiatrici. E, lo so, può essere difficile da sentirselo dire, ma anche i lutti che questa pandemia ci infligge non vanno affrontati abbandonandosi al dolore più cupo. Niente e nessuno ci restituirà alla vita i nostri cari; ma i nostri cari possono vivere in noi solo q...

I nostri morti

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I nostri morti viaggiano in coppia su 30 carri dell’esercito verso i forni crematori di altre 12 città. Sono 60 defunti che non possono essere cremati nel cimitero di Bergamo perché ormai la struttura, come l’ospedale cittadino, è in una situazione che definire drammatica è poco.  Quei morti, quei morti che affrontano il loro ultimo viaggio sulle camionette dell’esercito, però non sono soli come può sembrare. Lo so, ne sono certo. Non sono soli. No, con loro ci sono i nostri cuori. Li accompagnato le nostre lacrime. Sono i nostri morti.

I cieli di Bergamo

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Su Bergamo  cieli luminosi  di speranza sporcati dal suono delle sirene. Notti d’attesa prive di canti e preghiere, sotto stelle distanti e lune giganti. A Bergamo  si muore immersi nel silenzio dei respiratori. Cieli luminosi di speranza su Bergamo.

Il conteggio

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Chiunque, in questi giorni, abbia dato un’occhiata ai numeri del contagio del nuovo coronavirus in Europa e nel resto del mondo si sarà sicuramente chiesto come sia possibile che in alcuni Stati il virus abbia provocato e stia provocando centinaia di decessi al giorno e in altri Stati, invece, no. Ossia, come mai in alcuni Paesi si muore a centinaia di coronavirus e in altri no. Alla domanda spontanea e legittima si risponde in vari modi. Ad esempio,  - si sottolinea come la progressione dei decessi dipenda molto da quella della malattia (ossia più contagiati ci sono stati per la presenza da più tempo del virus sul territorio e più morti ci sono);  - si evidenzia come, là dove il virus ha colpito - per varie ragioni - fasce di popolazione con meno criticità di salute di altre, esso sia stato meno letale;  - e si pone l’accento sui differenti criteri di notifica del decessi adottati da ogni Paese.  Ora, se sui primi due punti si può davvero dire...