Votare al Tempo del Covid


Sono andato a votare anche mosso dalla curiosità di vedere come avrebbe funzionato la macchina organizzativa in tempo di pandemia da Covid 19.


Nei giorni scorsi ho ricevuto una lettera dal Comune di Bergamo con la quale mi si informava che, per ragioni organizzative, mi era stato cambiato il seggio e mi si invitava ad andare a ritirare il nuovo tagliandino autoadesivo da applicare sulla mia tessera elettorale.

All’inizio di questa settimana mi sono recato nel luogo indicato e ho ritirato l’adesivo senza aver dovuto fare alcuna coda, credo per un caso fortuito.


Oggi mi sono recato nel nuovo seggio elettorale che sta esattamente di fronte alla scuola dove ho votato nelle passate elezioni.

Ho fatto meno coda di quanto mi aspettassi, anche perché l’organizzazione era ottima: siamo stati divisi subito per sezioni già all’esterno dell’edificio e invitati a entrare solo al momento effettivo del voto.


Prima di entrare nell’edificio, ho chiesto al piantone se potevo - come giornalista - scattare una foto dell’ingresso.

Mi ha risposto che, secondo lui, era vietato, ma andava a chiedere conferma a un presidente di seggio.

Il permesso mi è stato accordato e ho scattato la foto.



Poi sono entrato, mi sono igienizzato le mani e mi sono recato nella stanza adibita a seggio dove, prima di consegnarmi tessera e matita, mi è stato chiesto di depositare il cellulare nell’apposito recipiente. 

Ho chiesto il permesso di poter lasciare lo smartphone nel marsupio e di poter dare a loro il tascapane così com’era, in quanto ritenevo non igienico il dover mettere il mio telefono in un posto dove lo avevano messo tutti. 

Mi è stata data ragione e ho potuto votare.


Uscito dalla cabina, ho nuovamente igienizzato le mani e me ne sono tornato a casa.


A parte il dettaglio del cellulare da depositare in una vaschetta usata da tutti, mi pare di poter esprimere un giudizio positivo all’organizzazione nel complesso.

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