Il conteggio


Chiunque, in questi giorni, abbia dato un’occhiata ai numeri del contagio del nuovo coronavirus in Europa e nel resto del mondo si sarà sicuramente chiesto come sia possibile che in alcuni Stati il virus abbia provocato e stia provocando centinaia di decessi al giorno e in altri Stati, invece, no.
Ossia, come mai in alcuni Paesi si muore a centinaia di coronavirus e in altri no.

Alla domanda spontanea e legittima si risponde in vari modi.
Ad esempio, 
- si sottolinea come la progressione dei decessi dipenda molto da quella della malattia (ossia più contagiati ci sono stati per la presenza da più tempo del virus sul territorio e più morti ci sono); 
- si evidenzia come, là dove il virus ha colpito - per varie ragioni - fasce di popolazione con meno criticità di salute di altre, esso sia stato meno letale; 
- e si pone l’accento sui differenti criteri di notifica del decessi adottati da ogni Paese. 

Ora, se sui primi due punti si può davvero dire poco e nulla, sull’ultimo, invece, va fatta qualche riflessione. 
O, meglio, ci si deve porre qualche domanda.

Come è possibile che non esista un unico criterio per contare i morti causati da una pandemia?
In altre parole, come sarebbe a dire che ogni Stato sceglie come tenere il conteggio dei deceduti?

Capisco che a livello teorico e di “esattezza” medico-scientifica si dovrebbe sempre stabilire, con un esame post mortem, cosa effettivamente abbia causato il decesso di una persona, ossia, nel caso specifico, se essa sia effettivamente morta DI coronavirus o per altre patologie in presenza nell’organismo ANCHE del nuovo coronavirus.

Ma vorrei far notare che, probabilmente, molte, moltissime delle persone decedute perché affette già da altre patologia, se non avessero contratto anche il Covid-19, forse starebbero ancora combattendo contro i mali di cui soffrivano!
In altre parole, e per essere più chiari, a ucciderli è stata la presenza nel loro corpo del nuovo coronavirus che, debilitandoli ulteriormente, ha impedito loro di combattere sia contro la loro precedente malattia con la stessa energia con cui combattevano prima di infettarsi, e sia contro il Covid-19 stesso.

Stare a distinguere ora, a pandemia in corso, se si è deceduti DI o CON e quindi tenere “pallottolieri” differenti a seconda se si è morti DI o CON, mi pare, francamente, un’operazione poco utile e anche un po’ meschina.

Sarebbe come voler distinguere i morti di un’alluvione tra coloro che sono effettivamente morti annegati (dunque DI) e coloro che sono morti perché colpiti da una trave del soffitto della loro casa caduta perché travolta da una frana verificatasi durante l’alluvione (i CON).
Una follia da azzeccagarbugli, non pare anche a voi?

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