Cambiare vita | Atto secondo


In un post precedente ho provato a fare un mini-elenco di come potrebbe cambiare la nostra vita nella Fase 2 (—> Come immagino la Fase 2).

Ora faccio un paio di riflessioni in più, sempre con la convinzione pessimistica che la Fase 2 durerà a lungo, ossia mesi, se non anni (anche perché, pure a vaccino trovato, prima di riuscire a vaccinare in sicurezza 60 milioni di persone…).

Il distanziamento sociale per funzionare davvero deve essere distanziamento vero. 

Questo significa che se un mezzo di trasporto è pensato per 60 persone a sedere, essi dovranno essere ripensati per trasportarne 30 al massimo.
Di conseguenza, si devono aumentare i mezzi di trasporto pubblici in circolazione, ma si devono anche ripensare completamente gli orari di lavoro delle persone che non potranno fare lo smart working.

In altre parole, se una struttura fino a prima della pandemia ospitava 15 dipendenti durante un orario di apertura fisso e immutabile, durante la Fase 2, presumibilmente, tale struttura dovrà ripensare l’organizzazione del lavoro per consentire ai dipendenti di recarsi sul luogo di lavoro in sicurezza, oltre che lavorare in sicurezza, mantenendo il distanziamento tra colleghi e con il pubblico.

Ma anche gli utenti di quei servizi, come quelli di cura alla persona, che non possono essere erogati via Internet, devono poter raggiungere la struttura in sicurezza e in sicurezza usufruire dei servizi di cui necessitano.

Ciò significa che gli orari di apertura delle strutture devono essere il più ampio e flessibile possibile.

Per non parlare, poi, di strutture in cui ci si può recare liberamente e senza appuntamenti e prenotazione…
La grande distruzione, ad esempio, dovrà prevedere, non solo la spesa online e la consegna gratuita a domicilio, ma anche orari di apertura h24 7/7.

Quei luoghi, poi, che si frequentano per svago, dovranno essere completamente ripensati e anche i loro orari di apertura dovranno cambiare radicalmente, perché la vita delle persone sarà assai diversa da come è ora.
Ad esempio, chi avrà turni di lavoro nel tardo pomeriggio o la sera, probabilmente vorrà potersi svagare la mattina. Ne consegue…

Insomma, ci siamo capiti: per mantenere le distanze, si devono cambiare i tempi e gli orari.
Si deve cambiare vita.

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