Ecco perché non scaricherò Immuni


Per quanto se ne sa oggi sull'app Immuni, la mia idea è che non la scaricherò sul mio smartphone.
Di seguito spiego il perché.

A cosa dovrebbe servire Immuni

1.
Stando a quanto si può leggere sul sito del Ministro dell’Innovazione lo scopo dell'app è di essere utile «al Governo e ad alle altre istituzioni nel definire politiche di contenimento del contagio da coronavirus [...]»*.
Se si capisce bene, quindi, Immuni serve per tracciare una fotografia quanto più veritiera della situazione in un contesto circoscritto. 
Ovvero, sapere a che punto è lo stato del contagio, al fine presumibile di capire se un territorio stia diventando un nuovo focolaio epidemico/pandemico e prendere, per ciò, le dovute iniziative per combattere la diffusione del virus, monitorando il territorio anche a pandemia terminata, dato che si afferma che la app si realizzerà «anche a emergenza terminata». 

2.
Inoltre, sempre dal sito del Ministro dell’Innovazione, si apprende che «Qualora determinazioni di Governo e Parlamento permettessero di renderlo operativo, il contact tracing potrebbe aiutare a identificare individui potenzialmente infetti prima che emergano sintomi e, se condotto in modo sufficientemente rapido, potrebbe impedire la trasmissione successiva del virus dai casi secondari.»*.
In altre parole, se si è capito bene, la app servirebbe per avvertire coloro che sono venuti in contatto con qualche positivo, che sono, appunto, venuti in contatto con un positivo.

Come funziona Immuni

Tramite il segnale Bluetooth, gli smartphone che hanno la app Immuni tengono traccia del fatto che sono venuti in contatto tra di loro. 
Nel caso uno degli smartphone appartenga a un contagiato, la app trasmetterà i dati dell’interessato a un server centrale che manderà un alert a tutti gli smartphone con cui il contagiato è entrato in contatto.

Perché non scaricherò Immuni

- Premesso che la mia non è una decisione definitiva: in presenza di informazioni più dettagliate sulla sua utilità, posso sempre cambiare idea;
- premesso anche che la mia decisione attuale non è determinata da timori per la mia privacy che non sarebbe tutelata (in quanto i dati non sarebbero resi anonimi, ma solo “anonimizzati”), ma se ritenessi la app vantaggiosa, sarei anche disposto a sorvolare sulla tutela della mia privacy personale;
non scaricherò Immuni perché la ritengo praticamente inutile.

O, meglio, non dubito che possa essere utile per “scattare una fotografia” di un territorio come da punto 1.
Non dubito neppure che essa possa anche stabilire, con una certa accuratezza, le persone alle quali mandare un alert in caso di necessità.

Essa, però, resta inutile perché, per determinare se un territorio è una “zona rossa”, basta il monitoraggio dei medici di quel territorio, così come è sempre avvenuto.
Quanto, poi, al sapere se si è venuti a contatto con una persona contagiata… già ora, noi tutti, possiamo rispondere affermativamente…

Temo, poi, che coloro che scaricheranno Immuni, possano avere l’errata percezione che essa, in qualche modo, li renda… immuni al virus e li porti a non applicare il distanziamento sociale e a indossare i dispositivi di sicurezza.

Infine, di fronte all'emergere di un nuovo focolaio, dubito fortemente che certi politici e amministratori locali agirebbero nell'interesse collettivo bloccando di nuovo tutto...

In altre parole, contro il virus a me non serve Immuni
Serve una classe dirigente preparata.
Serve che venga mantenuto il distanziamento sociale e l’uso dei dispositivi di sicurezza.
Serve che, nel dubbio, si possa fare tempestivamente il tampone per sapere se si è o meno positivi.
Serve un Servizio Sanitario davvero Nazionale e non regionalizzato.


* Un aggiornamento sull’applicazione di contact tracing digitale per l’emergenza coronavirus, sito del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, 21.04.20.

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