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TAG sempre più importanti

Nell'era digitale l'informazione viaggia attraverso pacchetti di bit.
Tali bit possono essere definiti, in base al loro contenuto, grazie ad altri bit che fungono da etichette (altrimenti dette tag).

I contenuti possono essere definiti o in modo del tutto generico (ad esempio indicando solo l'argomento principale e/o l'autore del contenuto e/o il supporto con il quale il contenuto è fruibile, ecc. ecc.), oppure in modo preciso (ovvero dando etichette a singoli parti del contenuto come possono essere i paragrafi di un testo o le sequenze di un video ecc. ecc.).

Etichettare i contenuti facilita la loro fruizione da parte degli utenti in quanto facilita la loro reperibilità. 
Un contenuto, infatti, può essere fruito o perché lo si è trovato per puro caso, oppure perché si è legati in qualche modo al contenitore che lo diffonde (un blog, un sito web, un canale video, un feed RSS, un giornale...), oppure perché si è fatto ricorso a un motore di ricerca al quale si è affidato il compito di trovare un argomento specifico.

Ovviamente, siccome i contenuti vengono veicolati non solo per mezzo di parole scritte, ma sempre più spesso grazie a video, audio e a fotografie, è importante assegnare loro delle etichette che li definiscano in modo preciso.

Se, invece, si affida al solo titolo l'onere di definire il contenuto dell'informazione, la probabilità che il proprio messaggio venga fruito diventa sempre minore via via che il sistema di ricerca e assemblaggio dei contenuti per mezzo dei tag si raffina.

L'assemblaggio dei contenuti, infatti, sarà – con tutta probabilità - sempre più la modalità usuale con la quale li usufruiremo. 
Ovvero, non sarà necessario dover vagliare le fonti di informazioni una per una per poter essere informati al riguardo di temi specifici, ma ci affideremo sempre più ad aggregatori di informazioni che assembleranno le varie fonti al posto nostro utilizzando anche i tag assegnati ai contenuti. 
Tutti i messaggi che viaggeranno con i tag specificati nella nostra ricerca saranno presi in considerazione dal sistema di aggregazione dei contenuti e saranno sottoposti alla nostra attenzione in base alla loro rilevanza (valutata per mezzo di algoritmi sempre più sofisticati).

In definitiva: non basta creare un contenuto perché esso sia fruito, ma bisogna anche saperlo definire se si desidera che esso sia facilmente trovato.

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Ora vorrei aggiungere che io sorrido alla Vita. Sorrido con la consapevolezza profonda, radicata, che essa possa cessare in qualsiasi istante. Sorrido per la sua insensatezza. Sorrido perché i piccoli dispiaceri quotidiani non diventino, ai miei occhi, tragedie immani. Sorrido tentando di prendere il meglio da ciò che mi viene offerto. 
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