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Visualizzazione dei post con l'etichetta Bergamo

Io c’ero | Foto ricordo #2

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Ho già scritto che, quando presenzio a un evento, spesso mi dimentico di chiedere a qualche amico di scattarmi una foto. Come ho già fatto per il post Io c’ero | Foto ricordo , riunisco qui qualche scatto che sono riuscito a recuperare qui e là nel Web relativo a manifestazioni a cui ho partecipato dal palco. 📌  Medea di Pier Paolo Pasolini. Uno scontro fra due civiltà Lunedì 25 marzo 2002 alle 20.30 presso la Libreria Mondadori di Bergamo. Danilo Ruocco prima dell'arrivo del pubblico Presentazione dell'evento apparsa su "L'Eco di Bergamo" 23.3.2002 📌  Matteo B. Bianchi presenta "Fermati tanto così". Coordina Danilo Ruocco Venerdì 4 ottobre 2002 dalle ore 18.30 presso la Libreria Mondadori di Bergamo. Danilo Ruocco e Matteo B. Bianchi 📌  Riderne si può. La rappresentazione dell’handicap nel cinema di animazione Sabato 31 gennaio 2004 presso l’Auditorium della Provincia di Bergamo. Con Leonida Pozzi, Bruno Bozzetto, Danilo Ruocco, Stefano Borgato, Guid...

Votare al Tempo del Covid

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Sono andato a votare anche mosso dalla curiosità di vedere come avrebbe funzionato la macchina organizzativa in tempo di pandemia da Covid 19. Nei giorni scorsi ho ricevuto una lettera dal Comune di Bergamo con la quale mi si informava che, per ragioni organizzative, mi era stato cambiato il seggio e mi si invitava ad andare a ritirare il nuovo tagliandino autoadesivo da applicare sulla mia tessera elettorale. All’inizio di questa settimana mi sono recato nel luogo indicato e ho ritirato l’adesivo senza aver dovuto fare alcuna coda, credo per un caso fortuito. Oggi mi sono recato nel nuovo seggio elettorale che sta esattamente di fronte alla scuola dove ho votato nelle passate elezioni. Ho fatto meno coda di quanto mi aspettassi, anche perché l’organizzazione era ottima: siamo stati divisi subito per sezioni già all’esterno dell’edificio e invitati a entrare solo al momento effettivo del voto. Prima di entrare nell’edificio, ho chiesto al piantone se potevo - come giornalista - scattar...

La prima passeggiata per Bergamo

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Oggi pomeriggio ho fatto la mia prima passeggiata per Bergamo. Era dall’inizio di marzo che non andavo in centro. Via Broseta e via XX Settembre e ritorno. Le sensazioni sono state molteplici. Non c’era molta gente in giro. L’atmosfera era simile a quella di lenta e sonnacchiosa ripresa che si respira, in genere, l’ultima decade di agosto, quando si rientra dalle vacanze e non tutti i negozi sono di nuovo aperti o gli amici già tornati. Ho voluto aggrapparmi a questa suggestione che è anche una speranza: che la ripresa ci sia davvero e che Bergamo riesca a uscire dal coma in cui si trova… Però la verità è che molti negozi non riapriranno più. E, purtroppo, anche molte persone non faranno più ritorno.

La strada per l’ospedale di Bergamo

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Per una serie di motivi che è inutile dire qui, non uscivo da 20 giorni. Oggi - sempre per ragioni che non ha senso raccontare - ho percorso la strada che da casa di mia madre porta a casa mia e ritorno. Si tratta di una delle arterie che portano all’Ospedale Papa Giovanni XXIII.

I nostri morti

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I nostri morti viaggiano in coppia su 30 carri dell’esercito verso i forni crematori di altre 12 città. Sono 60 defunti che non possono essere cremati nel cimitero di Bergamo perché ormai la struttura, come l’ospedale cittadino, è in una situazione che definire drammatica è poco.  Quei morti, quei morti che affrontano il loro ultimo viaggio sulle camionette dell’esercito, però non sono soli come può sembrare. Lo so, ne sono certo. Non sono soli. No, con loro ci sono i nostri cuori. Li accompagnato le nostre lacrime. Sono i nostri morti.

I cieli di Bergamo

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Su Bergamo  cieli luminosi  di speranza sporcati dal suono delle sirene. Notti d’attesa prive di canti e preghiere, sotto stelle distanti e lune giganti. A Bergamo  si muore immersi nel silenzio dei respiratori. Cieli luminosi di speranza su Bergamo.

Una targa per Quasimodo alla Rocca di Bergamo Alta

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Danilo Ruocco e Alessandro Quasimodo Questa mattina ho accompagnato Alessandro Quasimodo alla Rocca di Bergamo Alta dove si è svolta la cerimonia di svelamento della targa in onore di Salvatore Quasimodo che a Bergamo fu imprigionato per non aver risposto alla cartolina-precetto inviatagli dalla Repubblica di Salò ( LEGGI ). Alessandro Quasimodo e Danilo Ruocco

Giovanni XXIII torna a Bergamo

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Giovanni XXIII Oggi ho avuto l’onore di partecipare “alla cerimonia di accoglienza delle venerate spoglie del Santo Papa Giovanni XXIII ” a Bergamo. Giorgio Gori È stata una manifestazione assai sobria che si è svolta in Piazza Vittorio Veneto (il cuore di Bergamo Bassa), durante la quale le spoglie del Santo bergamasco sono state accolte con un saluto-ringraziamento da S.E. il Vescovo Francesco Beschi , dalla Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi e dal Sindaco di Bergamo Giorgio Gori . Erano anche presenti personalità cittadine come, ad esempio, l’on. Elena Carnevali, il vicesindaco Sergio Gandi, l’assessore Giacomo Angeloni e il Rettore dell’Università Remo Morzenti Pellegrini. Vedere il corpo imbalsamato del Santo Papa chiuso in una teca di cristallo trasportata sotto il sole cocente da un’autovettura qualunque mi ha dato sensazioni contrastanti:  sicuramente c’era la consapevolezza di prendere parte da una posizione privilegiata (quella riservat...

Al Bergamo Pride | Parole GLBT

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Dopo essere stato ai Pride di varie città, tra cui Milano, Roma e Torino, oggi ho potuto, finalmente, partecipare a un Pride nella mia Bergamo . Ne ho parlato su Parole GLBT .

Dettagli di città

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Chi mi segue sui social sa che tra giovedì e ieri mi sono mosso tra Bergamo, Milano e Pavia. Oltre alle immagini che ho postato nei giorni scorsi, ho scattato qualche foto che che pubblico qui. Bergamo Milano Pavia

Il selfie di maggio

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Il "selfie del mese" vuole anche essere un modo simpatico per ricordare un appuntamento: domenica 4 giugno alle 17.30 alla IBS di via XX Settembre a Bergamo presento con Sergio Cotti il suo nuovo libro su Adriano Celentano .  Ricordo anche che, prima dell'uscita del volume, ho realizzato un'intervista video a Cotti proprio su questo suo nuovo lavoro.  Per vedere tutte le mie foto, seguimi su Instagram (@daniloruocco).

Pronto Soccorso o Cappella?

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Si alzano le sbarre e l’auto può entrare nell’area dell’Ospedale di Bergamo (il Papa Giovanni XXIII ) dedicata al Pronto Soccorso. L’auto, oltre al guidatore, contiene una donna che sta male e il marito della donna. Lungo la strada che porta al Pronto Soccorso vero e proprio il guidatore nota una statua di Padre (san) Pio. Arrivati al portellone di ingresso del Pronto Soccorso la donna e il marito scendono, mentre il guidatore varca il portellone di uscita.  Fa 10 metri e si trova di fronte a una simil grotta nella quale una piccola figura femminile in ginocchio, mani giunte, prega una Madonna. Trovato un posteggio, il guidatore entra nella Sala d’attesa del Pronto Soccorso, si siede e di fronte a sé, attaccato alla parete, vede un crocifisso.

Un angolo di Bergamo

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Si dice che le immagini possano dire più di mille parole... E, a volte, basta poco per trasformare un'immagine in qualcosa di suggestivo ed evocativo...  A volte basta un bianco e nero... Ecco una foto ritoccata (in automatico da Google Foto ) di un angolo di Bergamo che ho fotografato la scorsa domenica.

Primi freddi del 2016 a Bergamo

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Meritata la bocciatura di Bergamo a Capitale europea della Cultura

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La bocciatura della candidatura di Bergamo a Capitale europea della Cultura per il 2019 è - a mio parere - pienamente meritata. Bergamo, infatti, d’abitudine, non produce o ospita Cultura di respiro europeo . Anche a livello culturale, infatti, è abbondantemente chiusa su se stessa e per nulla aperta all’Altro, al Diverso. Si pasce e si bea di un localismo culturale di basso profilo che mette i brividi. Mancano, a Bergamo, luoghi (spazi) di tipo europeo in cui tutti i cittadini possano liberamente pensare, creare e fruire “fatti” culturali. Ci sono solo “parrocchiette” (uso il termine in senso estensivo) in cui, metaforicamente parlando, la polvere si mischia all’incenso e in cui la Cultura (quella con la lettera maiuscola e quella di livello europeo) non abita, ma, in casi fortunati, fa sporadiche visite. Come città di respiro europeo, Bergamo mi pare francamente inesistente. Non basta uno scalo aeroportuale per essere davvero internazionali! Bisogna mentalment...

Politica è guardare lontano. Bergamo è miope

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Fare   Politica , a mio parere,  significa   progettare il futuro e governare il presente . In altre parole, significa avere una visione di insieme del reale capace di generarne una che guardi al futuro, in modo da creare i presupposti affinché si possano “indirizzare” gli eventi instradandoli verso le mete che si desidera raggiungere e, laddove la visione si rivelasse sbagliata (in parte o in toto), saperla governare correggendola, dando risposte sensate e che abbiano, esse stesse, una visione di futuro. Ciò detto, mi pare di poter affermare che, oggi, sono davvero pochi, se non pochissimi, i politici italiani (da quelli locali a quelli nazionali) che hanno davvero una visione di insieme tale che generi un’idea di futuro. Per portare un’esempio concreto di  miopia politica , il caso del  nuovo ospedale di Bergamo  mi pare essere, in qualche modo, calzante. Quando è stato deciso che si doveva costruire un ospedale che sostituisse quello...

Terme onsen e saune

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Le saune, le terme e gli onsen (温泉) sono posti in cui mi sento completamente a mio agio. Il corpo si rilassa, elimina le tossine e la mente si svuota. Rinasco. In Italia, tra le altre, sono stato alle Terme di Saturnia.  Piscine all’aperto nelle quali si accede in costume da bagno. Vasche e cascate con acqua naturalmente calda. Solforosa, dunque dal caratteristico odore.  Ai lati delle piscine pubbliche c’è il giardino con delle sdraio dove stendersi dopo i bagni. Alla fine lunga doccia con saponetta profumata per togliere l’odore di uova marce dalla pelle.  In Giappone sono stato, tra l’altro, in un onsen vicino Kyoto con piscina con acqua calda all’aperto e vasca con acqua gelata all’interno.  Si sta nudi, divisi per sesso.  Prima di immergersi nell’acqua, ci si lava da capo a piedi seduti su uno sgabello. Per lavarsi il sedere da seduti si insapona una salviettina e la si fa passare tra le natiche.  La vista che si godeva dalla ...

Stesso letto. Stesso soggetto. Anni diversi

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2007 OGGI

Al Teatro Donizetti c’è chi è rimasto all’Era 1.0

Questa è l’Era 2.0 ossia, semplificando, è l’epoca in cui la comunicazione via Web è fondamentale : spesso ciò che viene pubblicato sui blog, postato su Twitter, condiviso su Facebook e G+ è noto anche a chi non è assiduo frequentatore del Web 2.0, perché ripreso anche da testate giornalistiche vecchio stampo (come giornali, radio e TV). In questa Era sempre connessa, però, può accadere quanto segue... Ieri pomeriggio ho ricevuto una telefonata dall'Ufficio Stampa del Teatro Donizetti (persona che reputo assai competente) che mi informava che il Direttore del teatro aveva stabilito che, da quel momento in poi, non si sarebbero più dati accrediti stampa ai blogger come me .  Ciò significava, proseguiva l’Ufficio Stampa, che saltavano i posti anche per la prima che sarebbe andata in scena ieri sera stessa. Ho tentato di darmi una spiegazione plausibile del perché un Direttore di un teatro pubblico debba arrivare a prendere una decisione ai miei occhi tanto incomprensi...