Il padrone di Palantir: Peter Thiel
Luca Ciarrocca in L’anima nera della Silicon Valley edito da FuoriScena ha scritto la biografia di Peter Thiel, mettendo in evidenza i punti che ne fanno un pericolo per la democrazia occidentale; gli obiettivi reconditi (o, perlomeno, mai esplicitati pubblicamente) che lo hanno fatto diventare, appunto, l’anima nera della Silicon Valley.
Obiettivi che Thiel persegue con determinazione, spesso restando dietro le quinte, ma sempre decidendo in modo da tagliare i suoi traguardi con il maggior profitto, sia in termini economici, sia in termini di potere reale.
Sua è la creatura tecnologica oggi al centro di più di una polemica e preoccupazione: quella Palantir che da AI in grado di rintracciare i terroristi - utilizzata a piene mani dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 - è, ora, diventata un sistema di super-sorveglianza dei comuni cittadini ed è utilizzata anche in scenari di guerra per determinare gli obiettivi da colpire con precisione pressoché chirurgica.
Palantir, ricorda Ciarrocca, è nata con l’obiettivo di diventare il “sistema operativo” delle spie statunitensi; un’interfaccia grazie alla quale masse di dati possono essere analizzate al fine di svelare connessioni nascoste.
In breve tempo, però, Palantir è diventato «un “dispositivo di potere”, una macchina che dà a chi la usa il vantaggio strategico di poter vedere più lontano e muoversi prima.».
Un «dispositivo di potere» che è, tra l’altro, in grado di fare arrivare a Thiel fiumi di denaro tramite commesse con gli apparati di intelligence e le forze armate degli USA e dei Governi ritenuti amici.
Denaro che Thiel utilizza sia per finanziare altre imprese (suoi, ad esempio, i capitali per lanciare Facebook e Airbnb), e sia per scopi dichiaratamente politici.
Thiel è uomo della destra radicale e finanzia lautamente sia Fondazioni che orientano le decisioni di chi il potere politico già lo detiene per mandato elettorale; sia per finanziare generosamente e dirigere concretamente le campagne elettorali di candidati che lui ritiene più vicini alle sue idee.
Per fare un solo nome, l’attuale vice-presidente degli Stati Uniti J.D. Vance è - come si usa dire - a tutti gli effetti un uomo di Thiel.
«Nel nuovo Partito Repubblicano, Vance fa da cerniera tra l’America dimenticata [...] e l’élite tecnologica potenzialmente antidemocratica che fa capo a Peter Thiel [...]».
E, puntualizza Ciarrocca, «In controluce, affiora il piano di un “fascismo digitale” che, saldando il potere politico con la tecnologia di Palantir, fa scivolare l’America verso un assetto autocratico.».
Ciarrocca analizza nel dettaglio tutti gli asset che fanno capo a Thiel e il quadro che ne emerge non è affatto rassicurante.
Un saggio, il suo, che non solo fa luce sulla figura di Thiel, ma che ha anche il merito di rendere evidenti gli obiettivi a medio e lungo termine di tecnocrati e tycoon dell’area MAGA e della destra radicale degli Stati Uniti.
Non c’è di che stare tranquilli.
Un libro di cui si consiglia vivamente un’attenta lettura.
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