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Preferisco il cartaceo

Nel pomeriggio mi è venuto il desiderio di leggere Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle per soffermarmi con attenzione sulla descrizione che in questo romanzo l'autore, per bocca di Watson, fa di Sherlock Holmes. Avevo due possibilità di lettura: un vecchio volume del 1988 o un ebook scaricato dal Web.
Ho iniziato a leggere l'ebook con il mio tablet. Ho letto una quarantina di pagine e... mi sono arreso! Ho preso in mano il cartaceo e ho continuato la lettura. Tutto un altro piacere; tutta un'altra comodità!
Sarò antiquato, ma, per ora, preferisco leggere testi di una certa lunghezza su carta.
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Il vizietto

Non so dire quante volte ho visto Il vizietto per la regia di Édouard Molinaro con Michel Serrault e Ugo Tognazzi. Trovo sia un vero capolavoro della cinematografia, ma fino a questa mattina non ne avevo mai fatto una recensione. Su Parole GLBT ho scritto la mia sul film.

Il mondo delle perfette cretine

Esiste un mondo, una “bolla” (come direbbero quelli bravi), popolato da perfette cretine.
È il mondo nel quale una donna, per il solo fatto di essere donna, è una principessa e/o una fatina buona priva di qualsiasi difetto e cattiveria. Perfetta in quanto donna.
È il mondo nel quale le donne, mentre si laccano le unghie parlando al telefono con le amiche, si lodano perché si riconoscono in grado di fare due cose contemporaneamente (ossia, appunto, laccarsi le unghie e parlare al telefono).
È il mondo in cui vengono bandite le parole “violente” dell’anatomia e sostituite con quelle tranquillizzanti della fanciullezza.  Un mondo in cui, quindi, risuonano leggiadre parole come “farfallina”, “patatina” e “passerina”.
Un mondo in cui non si entra mai nel merito delle cose, ma si preferisce liquidare le critiche accusando l’autore delle stesse di essere “misogino”, “violento”, “irrisolto”, “maschilista”, “brutale”... Un mondo, quindi, in cui la realtà dei fatti è bandita. E questo perché, se si ent…

La rispettabilità genera "doppi" | AMLETO

Ci sono romanzi talmente famosi che i loro titoli entrano, addirittura, nel linguaggio comune e le cui storie sono tanto note che si può avere la sensazione di averli già letti.
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