Epstein al di sopra della Legge


Coloro che hanno sentito anche solo di sfuggita qualcosa sul caso Epstein sanno che il pedofilo seriale era miliardario. 
Ciò che, però, spesso si ignora, è l’ammontare complessivo della sua “fortuna”: pare che essa superasse i 577 milioni di dollari. Una cifra astronomica che è anche difficile da visualizzare nella mente.

Tenerla presente, però, fa capire un po’ meglio come Jeffrey Epstein potesse considerarsi al di sopra della Legge, specie negli Stati Uniti dove con i soldi si risolvono parecchie controversie legali, senza necessità di varcare la soglia di un’aula giudiziaria.

Un potere, quello legato al denaro, che va di pari passo al potere che deriva dal conoscere e frequentare le persone giuste, quelle che contano.

Se, poi, di tali persone si possiedono anche documenti compromettenti, come pare Epstein possedesse, allora si capisce ancora meglio come il miliardario pedofilo potesse essere preda di un delirio di onnipotenza difficile da curare.


Barry Levine in I veri Epstein files edito da Newton Compton, ha ricostruito l’intera vicenda, partendo dalla biografia di Epstein e allargando l’indagine ai suoi collaboratori, alle vittime e agli amici/complici.

Ne esce un quadro a tratti raccapricciante: si parla di adolescenti abusate ripetutamente e “cedute” agli amici per “divertimento”; di minorenni usate come prossenete; e di ragazzine che venivano costrette ad avere rapporti sessuali tra di loro mentre Epstein guardava o che venivano abusate da colei che è indicata dalle vittime come la sua più stretta collaboratrice: Ghislaine Maxwell.


I nomi degli “amici” di Epstein che vengono fatti nel volume sono tanti e tutti altisonanti.

Tra questi quello di maggior “peso” è, senza alcun dubbio, quello dell’attuale Presidente degli Stati Uniti. 

Quel Donald Trump che, ricorda Levine, non ha mai speso una parola a favore delle vittime di Epstein e che si è autodefinito vittima quando è stato a sua volta accusato di essere un abusatore sessuale.

Quello stesso Donald Trump che, quando Maxwell, un anno dopo il decesso in carcere di Epstein, è stata arrestata, ha dichiarato di sperare per lei un esito positivo della sua vicenda.


Un volume, quello di Levine, di cui si consiglia vivamente la lettura per rendersi conto di quanto certi ambienti possano essere marci e disgustosi.


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