Ho pubblicato più di 2350 articoli nel Web
Esattamente dieci anni fa, nell’aprile del 2016, mi fermavo a riflettere su un numero che allora mi sembrava imponente: 1250 articoli pubblicati online.
Oggi quel tassametro digitale segna una cifra che quasi fatico a razionalizzare: oltre 2350 contenuti (tra recensioni, riflessioni, analisi critiche, esperienze di vita…).
I numeri, nella loro fredda precisione, dicono che, in quest’ultimo decennio, ho aggiunto al mio archivio più di 1100 articoli, mantenendo una media di circa 110 pubblicazioni all'anno.
Vuol dire aver prodotto un contenuto nuovo ogni tre giorni, per 3650 giorni consecutivi.
Ma, al di là del numero complessivo, va detto che ogni articolo che ho pubblicato, anche il più breve, mi ha lasciato un’eco che oggi ritrovo nel modo in cui penso e nel modo in cui guardo il mondo.
La scrittura, infatti, ha generato in me una stratificazione, una sedimentazione: quei 110 articoli annui sono stati, per me, esercizi di osservazione e tentativi di analisi o di riflessione.
Ho, infatti, attraversato questi anni utilizzando la scrittura come strumento di orientamento, come bussola, oltre che come archivio personale e pubblico.
Pubblicare con questa frequenza oggi, in un panorama informativo saturo e dominato da algoritmi sempre più complessi, richiede dedizione e fede nella capacità trasformativa della scrittura che, forse, mi sta venendo meno.
Infatti, continuo a chiedermi se abbia ancora senso pubblicare nel Web!
Non so dove mi porteranno i prossimi dieci anni o quale numero leggerò nell'aprile del 2036 (sempre che ci arrivi indenne).
So che, ora, sento il bisogno di dover dire un grazie sincero a chi ha letto anche uno solo degli oltre 2350 articoli pubblicati nei miei vari siti.
Il viaggio, per ora, continua.
Stay tuned, come dicono quelli bravi.







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