Il tempo ritrovato lasciando Facebook


Chi mi segue sa che dal 18 gennaio ho lasciato Facebook.  

Mi pare giusto - tre mesi dopo - fare un primo bilancio della decisione presa.

Anticipo - ma credo lo si capisca fin dal titolo - che la considero positiva.


Infatti, lasciando Facebook ho “ritrovato” molto di quel tempo che la piattaforma mi aveva tolto.

Facebook - molto più di altri social - sembra progettato per fare in modo che l’iscritto resti sulla piattaforma il più a lungo possibile, purtroppo proponendogli spesso materiali di basso livello qualitativo*.


L’obiettivo di questo post, però, non è quello di analizzare i meccanismi con i quali Facebook monopolizza l’attenzione degli iscritti.

L’obiettivo è, invece, quello di dare dei suggerimenti su come spendere meglio il proprio “tempo ritrovato”, elencando - a mo’ di esempio - alcune delle attività che ho personalmente intrapreso in questi tre mesi.


✅ In seguito al consiglio datomi da Nathan Bonnì, mi sono iscritto ad Academia

Si tratta di una piattaforma nella quale si possono trovare milioni di documenti redatti da ricercatori appartenenti alle più diverse discipline e nella quale ho iniziato a caricare i miei elaborati

Sicuramente un luogo di qualità che necessita di attenzione, ma che vale la pena di essere frequentato, facendo proprio lo spirito di condivisione della conoscenza che animava i primi abitatori del Web.


✅ Ho migrato i miei database in Notion, dando, in tal modo, un nuovo impulso all’impegnativa gestione del materiale in mio possesso e che utilizzo per la creazione dei miei contenuti.


✅Ho traslocato nella piattaforma Revue la mia newsletter drnews e ne ho aperta una nuova (Seven), con la quale condivido con gli iscritti ciò che di interessante trovo sul Web.


✅Grazie ai suggerimenti datomi dai ragazzi di Funziogram, ho migliorato la leggibilità e la fruibilità sia dei vecchi, sia dei nuovi messaggi presenti sui miei canali Telegram.


Insomma, lasciare Facebook mi ha consentito sia di migliorare la presenza online, sia di concentrarmi maggiormente su alcune attività lavorative.


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* Ritengo che la bassa qualità degli input non sia tanto condizionata dalle modalità di utilizzo del singolo iscritto, ma dai meccanismi di cui ho già detto in Un altro Web è possibile e in Dalla suburra social agli ambienti di qualità (a cui rimando).


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