Il mondo deve saperlo | Giorno X Tardo pomeriggio



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Giorno X Tardo pomeriggio


«Papà!» ha esclamato mio figlio appena mi ha visto entrare nella stanza dove lo tenevano rinchiuso. 

Si è alzato, si è liberato in un lampo dai sensori e mi è venuto incontro. 

Prima di abbracciarmi mi ha guardato negli occhi per una frazione di secondo e, poi, si è stretto forte a me. 

«Come stai? Hai freddo? Ti trattano bene? Hai mangiato?» gli ho chiesto.

«Bene, no, sì al quadrato.» ha risposto, stringendosi a me ancora di più. Non c’erano dubbi: era mio figlio e, più del DNA, me lo confermava quel “sì al quadrato” che era stata una mia personale modalità di risposta alle insistenti domande di mio padre.

«Perché sei senza mascherina?» gli ho chiesto con un tono di rimprovero nella voce.

«Perché io, da piccolo, sono stato vaccinato al Covid e a tante altre malattie e non corro alcun pericolo!» 

«Perdona la domanda: come ti chiami?»  

Ha riso e, mollando la presa, ha detto: «Mi hai chiamato Ulisse, come il viaggiatore omerico!». 

Ci siamo seduti entrambi sulla branda che c’era nella sua stanza. Mi teneva una mano.

«Devo chiedertelo: perché non vuoi vedere tua madre?»

«Ci sta ascoltando, vero?»

«Sei un tipo sveglio!»

«Non importa… La verità è che ne avrei una gran voglia, ma non mi è concesso vederla: i protocolli mi vietano di avere di lei una memoria diretta. L’unica memoria che ho di mia madre deve essere quella che mi hai trasmesso tu.»

«Non capisco.» ho detto con sincerità.

«Io non l’ho mai conosciuta.»

«Oh… Vuoi dire che ci ha abbandonati?» 

«Non per sua volontà! Purtroppo è andata così e nessuno ci ha potuto fare nulla: è la vita.»

Siamo rimasti in silenzio per un minuto o due. Avevo compreso l’immensità della tragedia.

Poi ho parlato: «Sono obbligato a chiedertelo: dove hai nascosto la macchina del tempo?».

Ha riso di gusto: «La macchina del tempo è nel 2045 e io sono nel 2021!»

«Ma come è possibile? Come tornerai indietro?»

«Lo vedrai a tempo debito. Per ora vi basti sapere, a te e ai cervelloni che ci stanno ascoltando, che l’intuizione di mamma è esatta: “Il calore è movimento e il movimento è tempo” con quel che segue!»

«Non capisco!» 

Ha riso: «Neppure io! Il fisico teorico era mamma! Noi ci occupiamo di cose più terra terra!»

«A proposito: di che ti occupi tu?»

«Di cause legali tra umani e androidi.»  

«Santo cielo!»

«Papà di nuovo con questa storia? Fattene una ragione: è questo il lavoro che fa per me!». L’ho guardato sinceramente stupefatto. Se n'è accorto e ha aggiunto con un sorriso: «Scusa! Stando qui con te ho dimenticato per un attimo che siamo nel passato e tu non puoi sapere che eri contrario a questa mia scelta!». Ho sorriso anch’io.

«Un’ultima domanda che mi hanno chiesto di farti: perché sei arrivato a Brescia e non direttamente da me a Bergamo?»

«Oh… Abbiamo commesso un errore: nel mio spazio-tempo le due città sono una città unica e non abbiamo tenuto conto che nel 2021, invece… Cose che possono succedere, non accuso nessuno, sia chiaro!» e letta l'espressione interrogativa nei miei occhi, ha aggiunto sorridendo: «Non ci stanno ascoltando solo i cervelloni del 2021!» 


Continua…

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