Il mondo deve saperlo | Giorno X Serata



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Giorno X Serata     

                                     

«Starei qui con te ancora per molto, ma non è possibile: tra poche ore il mio tunnel spazio-tempo si chiuderà e io devo tornare indietro.»

«Ma devi proprio?».

Mi ha sorriso e ha detto: «Tranquillo che tra qualche mese ci rivedremo: io sarò un poppante e tu dovrai imparare a cambiare i pannolini!». Abbiamo riso entrambi.

Poi si è fatto serio. Molto.

«Sono qui per una missione mai tentata prima: l’umanità del mio spazio-tempo - ripeto, per la prima volta - vuole interferire con il passato. Siamo sull’orlo di una guerra planetaria umani contro androidi e solo se interveniamo sul passato tutto questo può essere scongiurato. O, almeno, lo speriamo, perché il rischio che corriamo è davvero enorme!»

«In che senso lo sperate? Non siete certi del successo dell’iniziativa?»

«No: nessuno ha mai tentato di modificare gli eventi del passato! In effetti, non sappiamo neppure se ciò sia possibile! Sono qui per scoprirlo!»

«Ah!... Ma io… che posso fare? Perché sei venuto da me?»

«Tu sei essenziale… Potresti esserlo, intendo!»

«Non capisco!» 

«Da qualche mese hai iniziato a far emergere le criticità degli algoritmi, o sbaglio?»

«Oh… Detta così sembra una cosa seria! Ma ti assicuro che le mie osservazioni non sono nulla di straordinario o di tecnico: solo frutto di osservazione e di qualche lettura!»

«Sei sulla strada giusta, anche se molti ti dicono il contrario.»

«Ok, sono lieto di saperlo, ma... »

«Ma devi insistere e devi sapere ciò che sappiamo noi: gli algoritmi, l’intelligenza artificiale e la robotica generano macchine stupide. Profondamente stupide e odiose. Macchine prive di dubbi e di scrupoli.»

«Oh, ma non è questo ciò che si pensa oggi! Stiamo puntando tutto sugli algoritmi, sull’intelligenza artificiale e sulla robotica!»

«Lo so ed è un errore che l’umanità deve assolutamente evitare! Ecco perché sono qui! Il mondo deve saperlo!»  

«Ma come?»

«Devi divulgare questa conversazione.»  

«Ma mi prenderanno per pazzo!» 

«Lo scrittore sei tu! Inventati il modo, ma fai sapere al mondo che si deve cambiare registro: non possiamo affidare il destino dell’umanità a delle macchine! Sarebbe… è un suicidio di massa!». 

Siamo rimasti in silenzio per un paio di minuti. Poi, con un sorriso ammiccante ha detto: «Mettila così: se il futuro cambia, è assai probabile che io non mi dedichi al diritto umano-androide e ti faccio contento studiando medicina come mi hai sempre suggerito!»  

«E se il futuro cambia in peggio?»

«Al punto in cui siamo arrivati, è un rischio che dobbiamo correre!» ha risposto senza esitazioni.


Continua…

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