Dall’idea al progetto | Dalla nota al testo



È sempre bene memorizzare un’idea con una nota: si evita di dimenticarla e la si può sviluppare in seguito con tutta calma.

Avere tante singole note su un unico argomento, magari prese in un arco di tempo relativamente lungo, può, però, essere inutile dal punto di vista produttivo, perché manca una visione di insieme

Ecco perché è sempre meglio riunire tali note in una bacheca tematica.

Tale bacheca può trasformare quelle note in un progetto unitario, molte volte dando slancio al proprio lavoro.


Ciò detto, di seguito mostro come utilizzo tre potenti strumenti per trasformare un’idea in un testo da pubblicare (ma l’esempio vale per qualsiasi tipo di progetto).

Strumenti che, oltre a essere potenti, hanno anche il triplice vantaggio di essere gratuiti; di poter essere usati con tutti i propri device indistintamente e di consentire di condividere il proprio lavoro con le persone con le quali si collabora.


Uso Keep per memorizzare le mie idee.

Praticamente inizio sempre da Keep.

Si tratta di uno strumento che consente di creare “note” partendo dalla tastiera (per appuntare una frase o un elenco); dal pennino; dal microfono (e il vocale viene anche trascritto); e dalla fotocamera.


Tengo traccia delle varie idee “in sospeso” con una nota riepilogativa che mi dà un’idea immediata di ciò su cui sto lavorando.


Ovviamente, non sempre è necessario creare una bacheca tematica per sviluppare un'idea. 

A volte mi è sufficiente partire da una singola nota per scrivere un testo da pubblicare.


Tra l’altro, Keep può trasformare una nota direttamente in un documento di Google Docs (Documenti di Google), consentendomi di lavorare con uno strumento pensato appositamente per creare testi organizzati in paragrafi e capitoli, “formattandoli” come ritengo più utile, e - quando necessario - corredandoli di citazioni, note, link, immagini, tabelle e grafici...


Se, invece, per il testo che voglio scrivere, non basta partire da una singola nota, allora passo a Trello, strumento con il quale sviluppo un'idea iniziale con delle “liste” apposite che corrispondono ai vari step del mio personale processo creativo.


Creo una “bacheca” tematica nella quale apro una prima “lista” di “schede” che chiamo Idee, nella quale importo le relative note precedentemente create con Keep e che integro con le schede aperte direttamente con Trello.


Ogni scheda della lista Idee contiene anche l'elenco dei materiali di varia natura che ho recuperato per sviluppare l'argomento e che posso anche allegare direttamente alla scheda. 

E se parte del materiale che mi serve si trova già in un'altra scheda di Trello, allora mi basta "correlare" tra loro le due schede.


Quando l’idea produce qualche frase più articolata o, nei casi più fortunati, interi paragrafi, allora la scheda viene spostata nella lista Bozze dove, pian piano, prende forma il mio testo.


Nel momento in cui decido di lavorare più estesamente su quel contenuto, trasferisco la bozza testuale in Google Docs e inizio la fase di redazione vera e propria. 

Collego il nuovo documento alla scheda dalla quale è “nato”, in modo da poter lavorare partendo indifferentemente da Trello o da Google Docs.


Infine nelle bacheche di Trello destinate alla mia attività editoriale ho anche una lista dedicata alla fase di post-pubblicazione contenente sia le azioni da fare dopo avere pubblicato uno scritto (come, ad esempio, pubblicizzarlo); sia gli eventuali testi già pubblicati e che voglio "sviluppare" con ulteriori interventi.


Utilizzare tre strumenti differenti per redigere un singolo testo, per quanto articolato esso possa essere, o gestire un determinato progetto più o meno complesso, potrebbe sembrare dispersivo, ma nel mio caso non lo è affatto.

Anzi, mi aiuta ad aumentare la produttività, permettendomi di gestire al meglio tutto il processo creativo.


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Leggi anche:

👉 Le 4 fasi per confezionare un contenuto 

 

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