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Incollati alla TV

A giudicare da come molte persone fruiscono dei programmi televisivi, direi che l'espressione "restare incollati davanti alla TV" è ormai un sinonimo di "addormentarsi davanti alla TV".

Sudori

Non sapeva spiegarsi perché, ma la nuca gli restava perennemente bagnata a causa del sudore. Altre parti del corpo gli si asciugavano, ma la nuca no: sempre bagnata, sempre appesantita dal ciuffo di capelli stanchi anch’essi avviliti dal sudore. Il clima era quello che era: un caldo torrido da settembre a luglio e il mese di agosto tempestato dai monsoni tropicali. Milano, decisamente, non era più quella di una volta, quella che lui aveva imparato a conoscere da adolescente, quando, dalla periferia, si muoveva con il resto del branco e scorrazzava per le vie del centro in cerca di compagnia. No, Milano non era più quella di una volta: il fetore si era fatto insopportabile e il rumore era diventato indefinibile. Eppure, c’era stato un tempo in cui lui, ancora, giurava che Milano era una bella città. Una città nella quale poter scoprire angoli inaspettati rigogliosi di verde. Una città nella quale fare incontri che potevano lasciarti vivo e orgoglioso di te, se non addirittura del genere...

Malattia epidemica

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Ogni tanto, sul portone di casa, appare il cartello riprodotto nella fotografia. Non so per quale strana associazione di idee, ma a me, l'avviso fa venire subito in mente il diffondersi di qualche strana malattia epidemica .

Il peso del no

Anche quando so che dire «no» è necessario, mi riesce difficile il farlo. In genere non sono capace di no netti e definitivi: sono sempre combattuto, anche quando sono più che sicuro che «no» sia la risposta da dare. Non saper dire «no» mi pesa, come mi pesa il dirlo!... La parola no , insomma, per me, è pesante !

Tramonto a Tenerife

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L'ho fatto di nuovo e... ho scattato un'altra foto crepuscolare...  Questa fissa un tramonto a Tenerife (mentre l'altra a cui mi riferisco quando scrivo di averlo "fatto di nuovo" riprendeva un tramonto in riva al lago di Garda).

Memoria creativa

A volte, può capitare che un libro ci piaccia davvero molto, al punto che ci si identifica con uno dei personaggi. A volte, può capitare che da quel libro che abbiamo amato, si tragga un film, ben fatto, anche se non bello come il libro. Al termine del film, può capitare di chiedersi perché il regista abbia terminato la storia in quel punto e non l’abbia portata a termine.  Poi, presi dal dubbio, si torna alle ultime pagine del libro e si scopre che il regista ha posto la parola “fine” là dove la poneva l’autore. A volte può capitare di avere una “memoria creativa”: una memoria che – aiutata dalla fantasia e dalla vita reale – porta avanti autonomamente la storia scritta dall’autore solo fino a un certo punto.

Io e Marta

Io e Marta adoriamo andare per mercatini a cercare "le occasioni". Passiamo da una bancarella all'altra, spulciando con meticolosità e segnalandoci gli oggetti più belli o soltanto curiosi. Non sempre compriamo qualcosa... Anzi, a dire il vero, quasi mai compriamo qualcosa, perché quando un oggetto meriterebbe davvero di essere portato a casa, di solito costa un occhio e non ce lo possiamo permettere. Non manchiamo, però, mai di portare a Mirko qualche scemenza. Marta ama Mirko proprio come fosse figlio suo, voglio dire che lo ama come se lo avesse partorito lei. Invece Mirko è nato dalla mia unione precedente. Mirko stravede per Marta e ne è anche un po' geloso. A volte è perfino geloso di me. Io non me la prendo, anzi!: è una gioia sapere che si vogliono bene.