Jack lo Squartatore. Il mistero continua


Il grande merito del saggio di Trevor Marriott Jack lo Squartatore XXI secolo edito da Mondadori nel 2006 è soprattutto quello di aver riprodotto i documenti delle varie inchieste aperte in seguito agli omicidi avvenuti nell’ultimo trimestre del 1888 a Londra.

Il lettore, in tal modo, ha la possibilità di leggere i referti medici e le varie testimonianze rese subito dopo che i brutali omicidi si erano svolti.

E il farlo, rende palese quanto poco fu fatto (e poteva - in effetti - essere fatto) per identificare il serial killer conosciuto con il nome di Jack lo Squartatore.

Le tecniche di indagine allora in uso erano modeste e non ci si poteva neppure avvalere dell’aiuto della scienza: l’uso di prendere le impronte digitali e analizzare i reperti in cerca di tracce del DNA erano di là da venire.

Si poteva solo sperare di cogliere l’omicida sul fatto o di riuscire a far confessare qualche sospettato.


Ma l’Autore del volume, ovviamente, non si è limitato a riportare la documentazione relativa al caso: ha anche svolto ulteriori indagini che lo hanno portato sia a convincersi del fatto che nessuno dei sospetti finora indicati come possibili Jack lo Squartatore potevano in effetti esserlo (neppure quel Sickert indicato dalla Cornwell); sia a indicare dove cercare ulteriori indiziati.

Marriott, infatti, è convinto che Jack lo Squartatore vada cercato tra le fila dei marinai dei mercantili che facevano la spola con Londra e nel libro illustra le sue ragioni.


Un saggio, quindi, che se da un lato pare sgombrare il campo dalle varie ipotesi investigative fatte nel corso dei decenni, dall’altro apre a nuovi filoni di indagini.

Un saggio che merita di essere letto.

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