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Europa, ultima chiamata


Nel 2013 scrivevo che «L’Europa non si costruisce (solo) con l’adozione di una moneta unica comune, ma lo si fa, soprattutto, con l’abbattimento delle sovranità dei singoli Stati europei, causa di egoismi nazionali e di mancanza di solidarietà tra cittadini.»  (→ Europa #1). 

Oggi, sempre più convinto della necessità di un’UE politica e fortemente coesa, aggiungo che, forse, non ha senso un’Europa così allargata, comprendente Stati, appartenenti soprattutto all’ex blocco sovietico, che non hanno ben digerito i principi di solidarietà su cui l’UE è nata e che la rendono, oggi più che mai, necessaria.

Sono cosciente del fatto che anche in Italia, purtroppo, ci sono partiti sovranisti che spingono in modo sconsiderato verso un’uscita dall'Europa.
Ma, sono altrettanto convinto che gli italiani, adeguatamente informati di fronte ai vantaggi di un’Europa davvero unita e agli svantaggi di un’uscita dell’Italia dall’UE, sapranno scegliere per il meglio, ossia, vorranno un’Europa più unita.

Di più: secondo me, l’Italia, così come, a suo tempo, ha praticamente fondato l’UE*, dovrebbe, oggi, farsi promotrice di un’idea forte di Unione
Un’idea che ci renda pienamente cittadini europei.

Anche perché, la pandemia in corso, ci ha plasticamente dimostrato che certi confini non hanno proprio alcuna ragione di esistere. 

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* Non è un caso che una delle ali dell’edificio che a Bruxelles ospita il Parlamento Europeo sia dedicata ad Altiero Spinelli e l’altra a Paul-Henri Spaak.

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