Passa ai contenuti principali

Aborto e obiezione

SCANDALOSI! "@repubblicait: Jesi, stop a interruzioni di gravidanza i ginecologi sono tutti obiettori bit.ly/RUeaer"
— Danilo Ruocco (@daniloruocco) Settembre 8, 2012
Personalmente ritengo sia un fatto scandaloso che in un ospedale pubblico la maggioranza (o addirittura il 100%) dei ginecologi possa essersi dichiarato obiettore e, quindi, si rifiuti di praticare un’interruzione di gravidanza.
So bene che la legge 194 all’art. 9 consente ai ginecologi la possibilità, appunto, di non partecipare alle interruzioni di gravidanza laddove queste non siano necessarie per evitare alla donna gravi pericoli per la sua salute.
Ma è altrettanto vero che la medesima legge prevede all’art. 4 che alla donna sia data la possibilità di ricorrere, entro i primi novanta giorni, all’interruzione della gravidanza nel caso in cui 
[...] accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito [...].
Se, poi, mettiamo nel conto che per una donna decidere di ricorrere all’interruzione di gravidanza non è mai una scelta semplice, mi pare che consentire il verificarsi di situazioni in cui è difficile, se non impossibile, ricorrere all’aiuto di medici ginecologi per interrompere la gravidanza sia una vera e propria violenza operata sulla donna. Una violenza che non pare essere solo di natura psicologica.
E mi pare, poi, che oltre che alla donna, la violenza sia fatta allo Stato e ai suoi cittadini: penso, infatti, che sia un vero e proprio abuso il fatto che in una struttura che si mantiene grazie al contributo pubblico sia impedito a delle cittadine di avvalersi di una Legge dello Stato.
Credo, infine, che sia arrivato il momento di far comprendere ai ginecologi che in Italia, dal 1978, è in vigore la Legge 194 che consente alle cittadine il diritto di ricorrere all’interruzione di gravidanza. Coloro che sono contrari per motivi ideologici all’interruzione di gravidanza e desiderano dedicarsi da professionisti alla ginecologia, possono benissimo operare in strutture ospedaliere private che non si avvalgono di contributi economici pubblici. Meglio sarebbe, a mio avviso, che costoro non si dedicassero affatto alla ginecologia, in quanto, mi pare palesino chiaramente un disprezzo per la donna e i suoi diritti che mi sembra non aver pari nel mondo medico.
A più di trenta anni dall’entrata in vigore della Legge 194, mi pare sia arrivato il momento di consentire alle donne di poter liberamente esercitare i propri diritti in materia, senza il pericolo e la brutalità di trovarsi di fronte, in una struttura pubblica, a un muro di gomma che non glielo consente. 

Commenti

Post più letti durante la settimana

Il vizietto

Non so dire quante volte ho visto Il vizietto per la regia di Édouard Molinaro con Michel Serrault e Ugo Tognazzi. Trovo sia un vero capolavoro della cinematografia, ma fino a questa mattina non ne avevo mai fatto una recensione. Su Parole GLBT ho scritto la mia sul film.

Il mondo delle perfette cretine

Esiste un mondo, una “bolla” (come direbbero quelli bravi), popolato da perfette cretine.
È il mondo nel quale una donna, per il solo fatto di essere donna, è una principessa e/o una fatina buona priva di qualsiasi difetto e cattiveria. Perfetta in quanto donna.
È il mondo nel quale le donne, mentre si laccano le unghie parlando al telefono con le amiche, si lodano perché si riconoscono in grado di fare due cose contemporaneamente (ossia, appunto, laccarsi le unghie e parlare al telefono).
È il mondo in cui vengono bandite le parole “violente” dell’anatomia e sostituite con quelle tranquillizzanti della fanciullezza.  Un mondo in cui, quindi, risuonano leggiadre parole come “farfallina”, “patatina” e “passerina”.
Un mondo in cui non si entra mai nel merito delle cose, ma si preferisce liquidare le critiche accusando l’autore delle stesse di essere “misogino”, “violento”, “irrisolto”, “maschilista”, “brutale”... Un mondo, quindi, in cui la realtà dei fatti è bandita. E questo perché, se si ent…

La rispettabilità genera "doppi" | AMLETO

Ci sono romanzi talmente famosi che i loro titoli entrano, addirittura, nel linguaggio comune e le cui storie sono tanto note che si può avere la sensazione di averli già letti.
Uno di tali romanzi è sicuramente Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson che ieri ho letto e oggi recensito su AMLETO.