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Profumi e puzze

Credo (ne sono convinto) di essere un olfattivo: l’odore di un’altra persona, per me, conta molto. Lo sento anche se non vorrei, anche quando non vorrei. Lo cerco in certe situazioni. Ad esempio, di un corpo ne devo innanzitutto sentire e gradire l’odore, prima di goderne sessualmente…
Se, in genere, quando si è innamorati, si dice che si hanno le “fette di salame sugli occhi”, io credo – da innamorato – di avere il naso compromesso: dell’altra persona percepisco solo il profumo e non le puzze (e, questo, in sostanza, sia metaforicamente, sia letteralmente: ovvero, ne percepisco solo le positività).
Di un amico, invece, percepisco nettamente anche le puzze, ma tali puzze non mi impediscono né di percepire anche i suoi profumi, né di essergli amico: le puzze le incamero e le “sopporto”. Sono le puzze di un amico, di una persona cui voglio bene. Puzze che conosco. Sopportabilissime e non repellenti.
Quando, invece, una persona proprio non mi va a genio, allora il mio naso percepisce e cataloga solo le puzze… E arrivo a non sopportarne l’odore. È come se il mio senso di repulsione si concentrasse tutto nel naso.
Quando sto male… non sopporto l’odore di nessuno, neppure il mio.

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Come già sono

Conservo le foto che mi mandi: coprono la distanza, leniscono l’assenza.
Sei l’imprevisto che in silenzio attendevo;la giovane follia chemi emoziona.
Non sarò maicome mi sogni, perché mi vuoi come già sono.

La rispettabilità genera "doppi" | AMLETO

Ci sono romanzi talmente famosi che i loro titoli entrano, addirittura, nel linguaggio comune e le cui storie sono tanto note che si può avere la sensazione di averli già letti.
Uno di tali romanzi è sicuramente Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson che ieri ho letto e oggi recensito su AMLETO.

Quando stavo per morire

Ho già scritto che sono stato a un passo dalla Morte: nell’agosto del 2000, mentre ero in vacanza in Calabria, ho avuto uno shock anafilattico e mi sono stati “annunciati” 10 minuti di vita.
La crisi si è manifestata all’improvviso: mi si è gonfiato parte del volto (in particolare il naso e la bocca) e ho iniziato ad avere dei crampi talmente forti da non riuscire a respirare.
La prima cosa che la dottoressa della Guardia medica ha voluto sapere (credo a causa delle convulsioni) era se fossi in crisi d’astinenza.Le ho risposto che non ero (e non sono tuttora) un tossicodipendente.
Allora ha capito (o ha avuto certezza) che si trattava di uno shock anafilattico.Mi ha chiesto se fossi allergico al cortisone, mia unica speranza di vita.Ho risposto che non sapevo neppure di essere allergico a qualcosa d’altro.
Mi ha detto che, se fossi stato allergico anche al cortisone, sarei morto; altrimenti, senza l’iniezione di cortisone, sarei morto soffocato entro dieci minuti.A me la scelta.Ho scelto…