Tradire per salvare il mondo
Non si scordi, tra l’altro, che molti di coloro che guidavano la Gran Bretagna dell’epoca avevano più di una simpatia per Hitler…
Dei cinque giovani studenti di Cambridge che tradirono la Patria e passarono all’Unione Sovietica si occupa il bel saggio Le spie di Stalin di Giorgio Ferrari.
Nel volume, l’Autore segue i cinque ragazzi dagli studi alla morte, tentando non solo di spiegare le motivazioni che spinsero ognuno di loro a imboccare la strada del tradimento, ma anche - per quanto possibile - tentando di ricostruire la loro attività spionistica.
Ovviamente nessuno è in grado di sapere con certezza quali informazioni i cinque passarono al “nemico”, ma è assai probabile, date le posizioni apicali che i cinque riuscirono a raggiungere nei loro settori, che esse giocarono un ruolo non secondario nel pareggiare gli equilibri mondiali, soprattutto quelli tra le due superpotenze nucleari che USA e URSS sarebbero diventate alla caduta del nazismo.
Si è detto che i cinque, con ogni probabilità, tradirono spinti soprattutto dalla convinzione che l’Unione Sovietica fosse l’unica potenza in grado di fermare Hitler.
Almeno tre di loro, però, in quanto omosessuali, potrebbero anche essersi percepiti come discriminati da una società, quella britannica, omofoba a livello istituzionale e aver creduto nel sogno utopico di un’Unione Sovietica in cui si credeva si stesse realizzando una liberazione sessuale non ostile all’amore tra maschi.
Spiega Ferrari, a tale proposito, che anche gli omosessuali che appoggiarono l’ascesa di Hitler lo fecero in quanto convinti che il regime nazista fosse, in qualche maniera, omofilo.
Scrive il saggista: «L’omoerotismo è stato l’ariete con cui entrambi - gli intellos filonazisti in Francia e i volenterosi marxisti di Cambridge - hanno dato l’assalto alla fortezza delle certezze borghesi [...]».
Inevitabile, per gli appartenenti a entrambe le posizioni, una cocente disillusione una volta in cui la realtà si palesò, con tutta la sua violenza, ai loro occhi.
Ad ogni modo, i cinque di Cambridge continuarono la loro attività di spionaggio anche ben oltre la fine della Seconda Guerra mondiale e tre di essi furono costretti a riparare in URSS una volta che i servizi segreti del loro Paese ne scoprirono il tradimento.
La vita nel Paese comunista non fu, per loro, una passeggiata di salute.
I loro ideali si scontrarono con una società asfittica, nella quale loro erano sorvegliati speciali: se era vero che avevano lavorato nel loro Paese come spie dell’Unione Sovietica, ora nessuno, nel loro nuovo Paese, poteva giurare sul fatto che non stessero lavorando per la Gran Bretagna.
Si sa, spesso le spie fanno il doppio o triplo gioco…
Un saggio, Le spie di Stalin, di cui si consiglia la lettura anche per “rinfrescare” la memoria su cosa fu il mondo durante il Novecento.
Le spie di Stalin è disponibile su Amazon.







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