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Gli italiani non credono in se stessi


Ieri a Milano ho partecipato a un corso di formazione per giornalisti* durante il quale Nando Pagnoncelli di Ipsos ha mostrato alcune diapositive relative a una ricerca finalizzata a fotografare il divario esistente tra i dati reali e la realtà percepita.
Una di tali diapositive mi ha colpito in modo particolare in quanto, a mio avviso, più delle altre mostra come gli italiani non credano in se stessi e nelle proprie capacità.


Nella colonna di destra della diapositiva (che riproduco qui), ad esempio, si evidenzia come il 45% delle persone intervistate non ritenga credibile il dato reale che pone l’Italia tra i primi 10 paesi al mondo per investimenti in ricerca e sviluppo (dato conosciuto solo dal 13% degli intervistati).
Analogamente, il 51% degli intervistati non ritiene credibile che l’Italia detenga il primato nella percentuale di riciclo dei rifiuti (dato conosciuto solo dal 10% degli italiani).
Infine, il 36% degli intervistati non ritiene credibile che l’Italia è il secondo paese al mondo per numero di citazioni delle proprie ricerche scientifiche.

In parole povere, gli italiani non si percepiscono come un popolo all’avanguardia nel mondo scientifico o capaci di avere una forte sensibilità ambientalista**.

Il divario tra la realtà e la percezione della realtà, in parte, è dovuto alla bassa scolarizzazione degli italiani (solo il 14% degli italiani è laureato); in parte all’insistenza di certi politici nel propagandare un’immagine dell’Italia irreale e particolarmente negativa al fine di generare e/o cavalcare le paure del popolino e, in parte, a mio modesto avviso, nell’azione della stampa nazionale più propensa a diffondere cattive notizie piuttosto che far conoscere ai propri lettori/spettatori quelle buone (sull’onda dell’adagio che vorrebbe che “una buona notizia non è una notizia”).

E, allora, rivendico con orgoglio l’aver fondato e diretto, anni orsono (2008-2009), un mensile dal titolo “Buone notizie dal volontariato”.
Forse, si dovrebbe dare più spazio alle notizie positive...




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* “Politica, informazione e consenso nella Terza Repubblica tra percezione e realtà: la svolta digitale e la deontologia dei giornalisti” con Nando Pagnoncelli, Marco Marturano e Alessandro Galimberti.
** Gli altri primati positivi non ritenuti credibili mostrati nella diapositiva raccontano anche del fatto che gli italiani non si percepiscono come un popolo manifatturiero e industrializzato.

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