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Aspettando Lavapiubianco

Sono stato intervistato da +Alessandro Rizzo del Milk di Milano che il 24 p.v. mi ospiterà per parlare del mio romanzo Lavapiubianco.

1. Perché il titolo “Lavapiubianco”?
Prima di tutto specifico che Lavapiubianco è il nome della protagonista femminile. Dunque è un nome proprio. Nel romanzo, poi, tra i comprimari, c’è anche Piulattemenocacao… Da tali particolari, credo sia facile comprendere come si stia parlando di un romanzo ambientato in una società in cui la pubblicità è arrivata a condizionare le persone al punto che gli slogan diventano nomi propri… Il romanzo racconta di vari tipi di condizionamenti e di come la voce narrante, per amore di Lavapiubianco, tenti di superarli.

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Come già sono

Conservo le foto che mi mandi: coprono la distanza, leniscono l’assenza.
Sei l’imprevisto che in silenzio attendevo;la giovane follia chemi emoziona.
Non sarò maicome mi sogni, perché mi vuoi come già sono.

La rispettabilità genera "doppi" | AMLETO

Ci sono romanzi talmente famosi che i loro titoli entrano, addirittura, nel linguaggio comune e le cui storie sono tanto note che si può avere la sensazione di averli già letti.
Uno di tali romanzi è sicuramente Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson che ieri ho letto e oggi recensito su AMLETO.

Quando stavo per morire

Ho già scritto che sono stato a un passo dalla Morte: nell’agosto del 2000, mentre ero in vacanza in Calabria, ho avuto uno shock anafilattico e mi sono stati “annunciati” 10 minuti di vita.
La crisi si è manifestata all’improvviso: mi si è gonfiato parte del volto (in particolare il naso e la bocca) e ho iniziato ad avere dei crampi talmente forti da non riuscire a respirare.
La prima cosa che la dottoressa della Guardia medica ha voluto sapere (credo a causa delle convulsioni) era se fossi in crisi d’astinenza.Le ho risposto che non ero (e non sono tuttora) un tossicodipendente.
Allora ha capito (o ha avuto certezza) che si trattava di uno shock anafilattico.Mi ha chiesto se fossi allergico al cortisone, mia unica speranza di vita.Ho risposto che non sapevo neppure di essere allergico a qualcosa d’altro.
Mi ha detto che, se fossi stato allergico anche al cortisone, sarei morto; altrimenti, senza l’iniezione di cortisone, sarei morto soffocato entro dieci minuti.A me la scelta.Ho scelto…