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Il canto di Saviano. Un altro linguaggio televisivo

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Appunti La TV prima di Mediaset In Italia, prima di Mediaset, la TV era la RAI.  Il linguaggio televisivo della RAI-preMediaset era generalmente (e fatte le dovute eccezioni) ispirato al teatro di parola borghese ottocentesco, anche quando il genere era il varietà (altra forma teatrale).  Tutto aveva (o fingeva avere) un filo narrativo unitario, conseguenziale, razionale.  I programmi erano in maggior parte ispirati da un intento vagamente didascalico, una sorta di “qui si fa gli italiani o si chiude”. Gli spettatori non si stupivano per la messa in onda di rappresentazioni teatrali, perché non avvertiva la differenza narrativa tra i due media, in quanto, sostanzialmente, essa non esisteva. Anche visivamente il linguaggio era ispirato al teatro.  Ad esempio l'uso delle luci, in molti programmi, era di chiara ispirazione teatrale e non era inusuale, ad esempio, che un “personaggio” (conduttore, comico o narratore che fosse) venisse illumin...

La RAI spegne una voce scomoda

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Ieri sera durante la trasmissione di Simona Ventura ( L’isola dei famosi ) il concorrente Aldo Busi (noto scrittore omosessuale) ha dichiarato, tra l’altro, che il vero problema per la società sono gli omofobi in quanto repressi e ha espresso il dubbio che il Governo Berlusconi non serva, in quanto neppure in grado di varare una semplice riforma fiscale che faccia pagare le tasse a tutti. Ovviamente, parlando di omofobia, Aldo Busi – con i modi che gli sono propri e che gli spettatori TV conoscono bene – non ha potuto fare a meno di chiamare in causa il Papa, le cui posizioni omofobe sono altrettanto note della dichiarata omosessualità dello scrittore. In un Paese normale l’opinione di uno scrittore di fama sarebbe ascoltata , magari contraddetta, ma tutto sarebbe circoscritto nei limiti di una normale dialettica. In Italia no. In Italia, coloro che dirigono un servizio pubblico com'è la RAI dimenticano che un servizio pubblico deve favorire la plura...

La libertà si perde un pezzo alla volta

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Ieri a Mentana Condicio Enrico Mentana ha ospitato Giovanni Floris e si è parlato del blocco dei talk show imposto dalla RAI in periodo elettorale (a causa di un discutibile Regolamento sulla Par condicio ). Durante l’intervista, tra l’altro Floris, con un atteggiamento molto pacato, ha fatto notare che «la libertà si perde un pezzo alla volta», ovvero, se ancora non si può parlare di fine della libertà di stampa o della democrazia, la perdita di un “pezzo” è un segnale da non sottovalutare. Sia detto tra parentesi: anche sul web (la trasmissione va in onda sul sito del “Corriere della Sera”) Mentana dimostra di essere un grande conduttore e un serio professionista.