Scorie digitali


Non posso negare di avere una preoccupante tendenza all’accumulo.
Mi si accatastano libri che non ho ancora avuto tempo di leggere.
Compro materiale di cancelleria che uso un paio di volte e poi resta nel cassetto.
Faccio fatica a smaltire marsupi che da anni non uso più.
Ho in rubrica numeri di telefono di persone che non ho più idea di chi siano.

Ecco, da ieri la mia visione delle cose è cambiata e, quando mi sono reso conto di avere in rubrica più di 1730 contatti, ho iniziato a fare pulizia.

Conto, prima della fine dell’anno, di riuscire a cancellare

  • le schede di persone che non so più chi sono; 
  • quelle delle persone che so chi sono ma è da un decennio che non sento più neppure per gli auguri di Natale (e che, per quanto ne so, potrebbero anche essere morte); 
  • e quelle di coloro con cui anni fa ero in contatto per ragioni di lavoro e che, oggi, non c’è ragione che restino nella mia rubrica.

Se va come dovrebbe, spero di scendere a 300 contatti al massimo.


La nuova visione porta con sé anche l’idea di fare drastica pulizia anche nei miei profili social, a iniziare da Facebook.

Il mio profilo personale diventerà strettamente privato e terrò tra gli amici solo le persone di cui voglio vedere i contenuti. 

Gli altri saranno cancellati. Se vogliono, posso seguire la mia pagina pubblica


Questo perché mi sono accorto che, da alcuni anni, gli unici due social che uso appieno (ossia che utilizzo anche per guardare quanto pubblicato dagli altri e non solo per postare i miei contenuti) sono Instagram e YouTube.  

Gli altri social li uso solo per pubblicare e questo, fondamentalmente, avviene perché ho trascurato l’opera di “filtro”, accettando di connettermi con chiunque.

Si rimedia…


Ora tutto quanto non mi interessa lo considero una scoria. 

E, ad oggi, le scorie digitali sono davvero troppe.

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