10 anni fa Fukushima



L'11 marzo 2011 si è verificato il disastro di Fukushima: quel giorno un terremoto di magnitudo 9 ha generato un devastante tsunami che, colpendo la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, ha mandato fuori uso i sistemi di raffreddamento, causando una catena impressionante di eventi.


Come ho fatto in occasione del decennale degli attentati terroristici che colpirono gli USA l'11 settembre 2001, voglio ora ricordare qui come vissi quei terribili giorni che sconvolsero il Giappone e tennero il mondo con il fiato sospeso per alcuni mesi.


La mattina dell'11 ero appena salito su un aereo che mi avrebbe portato per la prima volta a Stoccolma quando, poco prima di prendere posto e spegnere il cellulare, mi arrivò un SMS dall'ANSA che mi avvertiva della tragedia che stava colpendo Fukushima.

Uno shock.


La mente andò subito al disastro nucleare di Černobyl' del 26 aprile 1986 e il viaggio aereo fu un misto di ansia per le sorti del Giappone; di ricordi dei giorni immediatamente successivi al disastro ucraino e... di aspettative per quello che avrei fatto di bello a Stoccolma.

Un mix di sensazioni strane da ricordare e razionalizzare.


Sarebbe facile, ora, scrivere che la mia mente era tutta concentrata sugli eventi in corso in Giappone, ma sarebbe una menzogna: in aereo immaginavo anche ciò che avrei fatto una volta atterrato in Svezia: i musei che avrei visitato; i posti della città da scoprire; i cibi da assaggiare...


Il soggiorno svedese fu, complessivamente, assai piacevole, anche se, di tanto in tanto, la mente correva al Giappone e agli sviluppi della situazione, anche perché, con regolarità, ricevevo dall'ANSA gli SMS con i terrificanti aggiornamenti.


Il disastro giapponese si impose decisamente alla mia attenzione quando tornai in Italia e accesi la TV e il computer. 

La situazione si faceva di giorno in giorno sempre più critica e imprevedibile, tanto che, a un certo punto, si pensò anche che non ci fosse più nulla che si potesse fare per arrestare il precipitare degli eventi.


Poi, dopo alcuni mesi, si ebbe la sensazione che i tecnici giapponesi avessero ripreso il controllo della situazione.

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