Snowden | “Dire la verità non è un crimine”


All’inizio del giugno 2013 il mondo fu scosso dalle rivelazioni di Edward Snowden, giovane consulente esterno con mansioni di amministratore di sistema dell’NSA, una delle maggiori agenzie di spionaggio del pianeta.
Snowden rivelò che, dopo l’11 settembre 2001, l’NSA iniziò a intercettare tutte le comunicazioni telefoniche ed elettroniche di chiunque e ovunque esse fossero generate.
Un controllo globale e totale che non teneva in alcun conto della privacy dei comuni cittadini (e neppure di quella dei loro rappresentanti) e che andava ben al di là delle esigenze investigative necessarie per combattere il terrorismo.
Un controllo per il controllo, ossia per il potere.

Snowden, in seguito alle sue rivelazioni, divenne, per il Governo degli USA, il nemico n. 1.
Per coloro, invece, che hanno a cuore la verità, Snowden è un eroe costretto a vivere in esilio a Mosca.

Sei anni dopo quel 2013, Snowden ha pubblicato Errore di sistema: autobiografia che va a sommarsi ai libri scritti sulla vicenda e ai film e ai documentari che ne parlano.
Tra di essi il saggio di Luke Harding e il film di Oliver Stone.

Snowden. La vera storia dell’uomo più ricercato del mondo di Luke Harding non si concentra solo su Snowden, ma parla diffusamente anche dei tre giornalisti che lo hanno incontrato per aiutarlo a fare le sue rivelazioni e del lavoro svolto dalla redazione del “Guardian”, quotidiano online sul quale vennero pubblicati gli articoli.

Di Snowden chiarisce in più punti le motivazioni che lo hanno spinto a fare le sue rivelazioni e che si possono riassumere con la volontà di dire la verità ai cittadini, in modo da poter avviare un dibattito pubblico, al fine di salvaguardare i meccanismi democratici.
“Dire la verità non è un crimine” ricorda Snowden.

Il libro si sofferma, spiegandoli in modo comprensibile, anche sugli abusi spionistici scoperti grazie a Snowden.
Ricostruisce nel dettaglio la vicenda, parlando pure del ruolo giocato dalla Gran Bretagna e non solo di quello degli USA; e descrive le conseguenze politiche a livello globale delle rivelazioni di Snowden.

Snowden di Oliver Stone con Joseph Gordon-Levitt nel ruolo del protagonista racconta in flashback di come Snowden abbia maturato la decisione di rivelare al mondo che gli USA avevano messo in piedi una rete colossale in grado di spiare la vita di chiunque.
Si vede, così, come il protagonista perda lentamente fiducia nel suo Paese man mano che viene a conoscenza di ciò che è tenuto segreto ai cittadini e che, in nome della sicurezza, mette in serio pericolo il sistema democratico americano.
Snowden si rende conto che ciò che davvero interessa è il potere e non la lotta al terrorismo che è solo un pretesto.
Sconvolto dall’uso militare dei programmi elettronici che ha contribuito a creare e deluso dalle scelte politiche di chi lo governa, Snowden decide di rivelare al mondo la verità.

Il film è assai ben recitato da tutti gli interpreti e la regia dà un ritmo serrato e incalzante alla narrazione.
Nelle sequenze finali del film Snowden appare nei panni di se stesso. 
Il film è tratto dai libri di Luke Harding e di Anatoly Kucherena.

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