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Il mondo delle perfette cretine


Esiste un mondo, una “bolla” (come direbbero quelli bravi), popolato da perfette cretine.

È il mondo nel quale una donna, per il solo fatto di essere donna, è una principessa e/o una fatina buona priva di qualsiasi difetto e cattiveria.
Perfetta in quanto donna.

È il mondo nel quale le donne, mentre si laccano le unghie parlando al telefono con le amiche, si lodano perché si riconoscono in grado di fare due cose contemporaneamente (ossia, appunto, laccarsi le unghie e parlare al telefono).

È il mondo in cui vengono bandite le parole “violente” dell’anatomia e sostituite con quelle tranquillizzanti della fanciullezza. 
Un mondo in cui, quindi, risuonano leggiadre parole come “farfallina”, “patatina” e “passerina”.

Un mondo in cui non si entra mai nel merito delle cose, ma si preferisce liquidare le critiche accusando l’autore delle stesse di essere “misogino”, “violento”, “irrisolto”, “maschilista”, “brutale”...
Un mondo, quindi, in cui la realtà dei fatti è bandita.
E questo perché, se si entrasse nel merito, è probabile che tali fatine senza macchia sarebbero costrette a fare autocritica!

Un mondo in cui, mentre i mariti si rompono la schiena lavorando, le mogli organizzano tornei di canasta durante i quali, tra un pasticcino e l’altro, si accusano gli uomini di essere insensibili e menefreghisti perché incapaci di accorgersi della loro nuova acconciatura. 

Un mondo in cui gli uomini hanno piena cittadinanza solo se disposti a diventare eunuchi ubbidienti.

Un mondo da incubo che non mi interessa frequentare.
Preferisco quello reale nel quale le donne, come gli uomini, sono imperfette e hanno pregi e difetti.

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