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Non saprei cosa salvare


La tragedia del Ponte Morandi di Genova, oltre ad avermi profondamente colpito e rattristato, mi sta tuttora interrogando: se dovessi abbandonare in fretta e furia casa mia, cosa salverei?

In altri casi di calamità, come, ad esempio, i terremoti, gli sfollati che tornano, per qualche minuto, nelle loro case danneggiate e semidistrutte per portar via, oltre allo stretto necessario, anche qualche oggetto-ricordo hanno, in qualche modo, poco da scegliere: si salva ciò che non è andato distrutto. Si salva, letteralmente, il salvabile.
Coloro, invece, che, come gli sfollati genovesi, rientrano in una casa intatta, presumibilmente per l’ultima volta e solo per portar via poche cose, che scelta fanno?
Io che salverei fossi costretto a dover lasciare casa mia in fretta e furia?

A parte lo smartphone (che, comunque, ho sempre con me) e il tablet, che porterei via da casa?
Smartphone/tablet/pc mi paiono scelte obbligate non perché in essi vi siano file irrecuperabili (ho tutto nel cloud), ma per poter essere operativo e raggiungibile anche lontano da casa.
Ma una scelta obbligata, in fondo, ha ben poco della scelta!
Oltre a questi oggetti e a qualche mutanda, che porterei via?
Non so rispondere.
Non possiedo nulla di insostituibile, ovvero, che non possa essere comprato all'occorrenza.
In casa mia abbondano i libri e ho una nutrita collezione di DVD.
Ma dubito che mi sarebbe concesso di portarli via.

Infine, non potrei neppure scegliere un oggetto-feticcio guardando il quale mi torna alla mente il ricordo di una persona cara, in quanto io non lego il ricordo delle persone agli oggetti.
In conclusione, non saprei cosa salvare.

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