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Scrivo storie verosimili | I reali e lo stalliere

Mi piacerebbe saper scrivere una bella storia d’amore.
Una di quelle in cui lui ama lei riamato.
Un racconto in cui lui è il principe e lei la principessa ed entrambi sono persone sagge e giuste e vegliano sul loro popolo e dai sudditi sono visti come dei buoni sovrani e, per questo, rispettati.
In altre parole, mi piacerebbe saper scrivere una bella favola romantica.

Purtroppo, però, io non sono incline all’irrealtà del romanticismo.
Sono, invece, portato a immaginare vicende verosimili, più vicine alla cronaca piuttosto che alla fiaba.
Racconti in cui, se ci sono un principe e una principessa, compare anche lo stalliere e non certo come figura marginale o secondaria, ma come coprotagonista.
Uno stalliere con il quale sia il principe, sia la principessa hanno un feeling particolare.
Un’intesa che va ben al di là di quella che, comunemente, i sovrani hanno (o dovrebbero avere) con le persone al loro servizio.

E, allora, nella mia vicenda di cronaca, potremmo assistere ogni mattina a scene di sesso sfrenato tra il principe e il suo stalliere. 
Lunghe sequenze nelle quali i due giovanotti si danno piacere l’un l’altro come non ci fosse un domani.

Analogamente, ogni sabato pomeriggio, mentre il principe riposa tranquillo e giusto nelle sue stanze, potremmo spiare scene di sesso di gruppo in cui la principessa è al centro di una gang bang alla quale, oltre allo stalliere, partecipano il maggiordomo e il capo delle guardie che, sia detto per inciso, è il padre biologico del secondogenito della coppia reale.

Certo, nello staff personale dei miei reali contemporanei, oltre all’autista di fiducia (ossia lo stalliere di cui sopra), al capo delle guardie (meglio noto come bodyguard) e al maggiordomo, sicuramente opererebbe anche una bella, dinamica e procace responsabile della comunicazione…  

Ecco il tipo di storie d’amore che immagino e scrivo.
Pensandoci bene, però, non è detto che siano meno romantiche di quelle narrate nelle fiabe… 
E neppure è detto che i reali delle mie “favole moderne” siano, dai loro sudditi, meno rispettati di quelli dei romanzi canonici.

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