Passa ai contenuti principali

Fiero e onorato


Ci sono persone che apprezzo e stimo e con le quali è stato per me sempre un piacere e un onore poter lavorare.
Una di tali persone è Edvige Invernici della U.I.L.D.M., una vera e propria colonna portante del volontariato bergamasco.
Nel numero di febbraio (il 106esimo!) de “Il Jolly” (organo di informazione della U.I.L.D.M. di Bergamo) alle pagine 32 e 33 c’è un articolo co-firmato da me e da Edvige.
Difficile descrivere quanto mi sento fiero per il fatto che la mia firma sia abbinata alla sua!

Grazie per l’onore, Edvige!


Vite per frammenti è il mio pezzo edito su "Il Jolly".

Commenti

Post più letti durante la settimana

La rispettabilità genera "doppi" | AMLETO

Ci sono romanzi talmente famosi che i loro titoli entrano, addirittura, nel linguaggio comune e le cui storie sono tanto note che si può avere la sensazione di averli già letti.
Uno di tali romanzi è sicuramente Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson che ieri ho letto e oggi recensito su AMLETO.

Gli occhiali d'oro di Bassani

La prima volta che ho letto Gli occhiali d'oro di Giorgio Bassani ero un ragazzo: avevo 18 anni ed ero stato spinto alla lettura del romanzo dall'uscita del film di Giuliano Montalto.
Ho riletto il libro e l'ho - nuovamente - trovato un capolavoro assoluto. Ne ho scritto su Parole GLBT.
Credo che prossimamente rivedrò pure il film...

Quando stavo per morire

Ho già scritto che sono stato a un passo dalla Morte: nell’agosto del 2000, mentre ero in vacanza in Calabria, ho avuto uno shock anafilattico e mi sono stati “annunciati” 10 minuti di vita.
La crisi si è manifestata all’improvviso: mi si è gonfiato parte del volto (in particolare il naso e la bocca) e ho iniziato ad avere dei crampi talmente forti da non riuscire a respirare.
La prima cosa che la dottoressa della Guardia medica ha voluto sapere (credo a causa delle convulsioni) era se fossi in crisi d’astinenza.Le ho risposto che non ero (e non sono tuttora) un tossicodipendente.
Allora ha capito (o ha avuto certezza) che si trattava di uno shock anafilattico.Mi ha chiesto se fossi allergico al cortisone, mia unica speranza di vita.Ho risposto che non sapevo neppure di essere allergico a qualcosa d’altro.
Mi ha detto che, se fossi stato allergico anche al cortisone, sarei morto; altrimenti, senza l’iniezione di cortisone, sarei morto soffocato entro dieci minuti.A me la scelta.Ho scelto…