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Expo 2015

L'Albero della Vita... bagnato
Il tema dell’Expo 2015 è “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”.
Pensavo che il filo rosso di un’Expo fosse, in qualche modo, condizionante.
Mi sbagliavo.

Ieri, tra scioperi dei treni e rovesci temporaleschi, ho visitato l’Expo di Milano. Ho visto, scegliendo a caso, i padiglioni di alcuni paesi: Italia (ovviamente); Russia; Stati Uniti; Cina; Vietnam; Repubblica di Corea; Spagna e Argentina.
Ho anche visitato i padiglioni Zero; Coop e Slow food.
Ovviamente, ho fotografato l’Albero della Vita da ogni angolo e altezza e ho firmato la Carta di Milano.

Cosa ho imparato di come si voglia nutrire il Pianeta? Poco e nulla.
Il perché è presto detto: nei vari padiglioni che ho visto, non mi sembra si sia, generalmente, tenuto in gran conto del tema dell’Expo.
Ho avuto l’impressione, invece, che si puntasse molto sul marketing turistico, sperando di attrarre potenziali turisti, mostrando loro le meraviglie del paese titolare del padiglione. E tanti saluti al resto del Pianeta e alla nutrizione in genere!
Ecco, allora, che ho potuto vedere fantastiche videoproiezioni di monumenti, paesaggi, usi e costumi. 
Tutti hanno mostrato il meglio e nessuno ha accennato ai problemi che quotidianamente affliggono il Pianeta, come, ad esempio, l’inquinamento, la morte per fame o la scarsezza delle risorse idriche...
Però, nei vari padiglioni, ho potuto ammirare i giochi di luce e d’acqua; gli spettacoli dal vivo; l’architettura esterna dei padiglioni stessi e sono stato colpito dalla bellezza di molte delle ragazze e di alcuni giovanotti che in essi vi lavorano (mai viste tante meravigliose creature riunite nello stesso posto).

Nel padiglione della Russia
L’impressione ricevuta è che, nell’ideare i vari padiglioni, si sia dato più importanza al coinvolgimento emotivo che dell’impegno pedagogico necessario per affrontare adeguatamente un tema tanto impegnativo come quello di questa esposizione. 
L’effetto complessivo, un po’ spiacevole, è che le varie nazioni si siano cimentate in una sorta di gara adolescenziale a chi lo ha più lungo. E, allora, si è fatto ampio uso degli ultimi ritrovati tecnologici per impressionare i visitatori. Una sorta di globale “Potevamo stupirvi con effetti speciali… e lo abbiamo fatto!”.
Il risultato è che, più che un’Expo, sembra di visitare un grande parco giochi.


Per quanto detto finora, quindi, il padiglione di maggiore impatto è quello della Repubblica di Corea che, oltre a essere iper-tecnologico, ha anche il merito di aver parlato di nutrizione!

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