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La Politica è Mediazione

Saper mediare è un’arte di cui il politico dovrebbe essere esperto.

Infatti, i politici, partendo da posizioni a volte assai distanti, dovrebbero, per il bene di tutta la comunità e non solo della parte che rappresentano, sapere trovare i punti di convergenza tra le varie esigenze, in modo da emanare leggi equilibrate, proprio perché rispettose delle istanze di tutti i cittadini.

Regole condivise sono più facili da rispettare, perché nessuno le percepisce come imposte dalla parte avversa, ma come frutto di una mediazione capace di guardare alle giuste richieste e ai bisogni di tutte le parti.

Mediare dà la possibilità a tutti i soggetti di portare il proprio contributo alla costruzione del futuro e alla gestione del presente della comunità. Significa, in altre parole, dare valore e realizzare nel concreto una democrazia.

Legiferare e governare senza mediare tra le parti, senza tenere conto delle necessità delle minoranze, significa, invece, tirannegiare.

Ottenere la maggioranza dei voti alle elezioni, non traforma affatto il vincitore in despota, ma, oltre a dargli un maggiore peso nelle contrattazioni (perché rappresentante di un maggior numero di elettori), gli conferisce, sopratutto, l’onere e l’onore di gestire la mediazione.

Chi non cerca la mediazione, cerca lo scontro.

Contrattazioni e confronti devono, se si vuole governare con saggezza, essere costantemente ricercati proprio da coloro che rappresentano la maggioranza, per evitare il pericolo di diventare sordi alle richieste delle minoranze.


E l’ascolto attento e disponibile di tutte le parti evita che una vittoria elettorale si trasformi nella sconfitta della democrazia.

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