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L'emozione dell'oggetto

Ho ricevuto la copia cartacea del mio Parla Egisto.
Mi sono emozionato: tenere il libro tra le mani, nella sua concretezza, nella sua solida realtà di oggetto, mi ha dato delle piacevoli sensazioni che un file non riuscirà mai a darmi.
Ho potuto sfogliarne le pagine, odorarle, aprire il volume a caso, guardarlo da tanti punti di vista.
E mi sono fatto anche una foto. Con quale file mi sarei potuto fotografare?
Ovvio che l’emozione mi è venuta non tanto dall’oggetto libro in quanto tale, ma dal fatto che quel libro fosse il mio libro...

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Come già sono

Conservo le foto che mi mandi: coprono la distanza, leniscono l’assenza.
Sei l’imprevisto che in silenzio attendevo;la giovane follia chemi emoziona.
Non sarò maicome mi sogni, perché mi vuoi come già sono.

La rispettabilità genera "doppi" | AMLETO

Ci sono romanzi talmente famosi che i loro titoli entrano, addirittura, nel linguaggio comune e le cui storie sono tanto note che si può avere la sensazione di averli già letti.
Uno di tali romanzi è sicuramente Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson che ieri ho letto e oggi recensito su AMLETO.

Gli occhiali d'oro di Bassani

La prima volta che ho letto Gli occhiali d'oro di Giorgio Bassani ero un ragazzo: avevo 18 anni ed ero stato spinto alla lettura del romanzo dall'uscita del film di Giuliano Montalto.
Ho riletto il libro e l'ho - nuovamente - trovato un capolavoro assoluto. Ne ho scritto su Parole GLBT.
Credo che prossimamente rivedrò pure il film...