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Un Tempio che tutti gli italiani dovrebbero vedere


C’è un luogo a Roma che tutti gli italiani dovrebbero vedere: la Sinagoga, ossia il Tempio Maggiore degli ebrei romani.
La Sinagoga si erge lungo le rive del Tevere ai limiti di quello che un tempo era il Ghetto di Roma (voluto da papa Pio IV nel 1555 e chiuso solo nel 1870 con l’Unità d’Italia).
La Sinagoga fu costruita tra il 1901 e il 1904 da Vincenzo Costa e Osvaldo Armanni e voleva celebrare la rinnovata unione tra la città di Roma e i cittadini di religione ebraica che lo Stato Pontificio, invece, aveva ridotto a condizione di inferiorità. Come la cupola di San Pietro, anche quella del Tempio doveva, perciò, essere visibile da ogni punto panoramico della città.
La Sinagoga è molto bella e artisticamente è eclettica (ovvero richiama molti stili). Siccome è un obiettivo a rischio attentato terroristico (come dimostra quello subito nel 1982), la Sinagoga può essere visitata solo accompagnati da una guida turistica che spiega non solo la storia di tale luogo di preghiera, ma anche le usanze e la religione ebraica.
Chi scrive ha l’impressione che la Sinagoga sia, in qualche modo, sottovalutata come monumento artistico-culturale e, di conseguenza, trascurata dai turisti. Essa, invece, dovrebbe entrare nei tour perché, oltre che luogo di culto, essa è un monumento che riproduce appieno e in modo assai degno lo stile artistico di inizio Novecento e, inoltre, veicola valori condivisibili: per quanto scritto sopra, infatti, essa è un monumento-simbolo all’integrazione. Integrazione tra cittadini italiani, tra uomini di diverse religioni.

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