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Quando muore un blog?

Periodicamente si ripresenta nella blogosfera la questione di quando un blog si possa definire morto.

La domanda potrebbe sembrare peregrina, ma la sua insistenza ci dice, quantomeno, che il problema è sentito.
Le domande associate alla possibilità che un blog muoia sono molteplici.
La prima è sostanziale: quando si può affermare che un blog è morto? 
Quando non viene più aggiornato da molto tempo, oppure quando non viene più letto? 
Le due eventualità non sono collegate tra loro: un blog può essere “fermo” con gli aggiornamenti, ma custodire in sé contenuti ancora validi per un certo numero di lettori che lo leggono, lo commentano e lo citano; così come può essere aggiornato con regolarità, ma non essere appetibile dai lettori e quindi letto, sostanzialmente, solo dal suo autore.
Un blog, quindi, muore quando lo decide il suo autore o quando viene abbandonato dai lettori?
Muore quando smette di essere uno strumento di dibattito tra coloro che lo frequentano, quando smette di generare contenuti?

E nel caso si ritenga che un blog è vivo se suscita dibattito anche se non più aggiornato, esso muore se il suo autore non partecipa più al dibattito (perché magari è morto), oppure resta vivo anche se a dibattere e commentare sono solo i lettori?
E un blog letto solo dal suo autore è davvero un blog morto?

E, poi, altra questione: una volta che un blog venga ritenuto morto, cosa fare dei suoi contenuti? 
Essi vanno cancellati o conservati?

Chi abbia una certa familiarità con una biblioteca vecchio stampo sa che quando un libro viene definito morto esso viene dismesso (buttato, regalato...). 
Infatti, per problemi di economia (intesa in senso ampio) una biblioteca non-conservativa non ritiene opportuno conservare un libro morto (ovvero, un libro che non viene più richiesto in lettura da molto tempo).

Un blog, però, non è un libro. 
A differenza di un libro, può inglobare in sé i contenuti scritti dai lettori che hanno voluto far sapere il loro pensiero tramite i commenti. 
Inoltre, un blog non porta con sé gli stessi problemi di spazio e di deterioramento che ha un libro, seppur abbia altri tipi di problematiche che, però, al momento, non sembrano essere comunemente percepite come gravi.

Un blog morto deve, dunque, restare on line, oppure sarebbe più opportuno che venisse cancellato?

Domande, quelle poste finora, cui oggi non è facile dare una risposta (ed è per questo che esse si ripresentano con regolarità), forse anche perché il fenomeno dell’espressione in pubblico tramite lo strumento del blog è ancora troppo recente e, quindi, non si ha quel distacco necessario per una valutazione oggettiva che possa portare alla stesura di criteri ampiamente ritenuti validi.

In altre parole, ritengo che, oggi, alle domande sopra ricordate si possa rispondere solo “soggettivamente”. 
A mio avviso ne segue, quindi, che solo l’autore di un blog possa decidere se il suo prodotto è morto e se esso debba, comunque, restare on line oppure essere cancellato.
Ai lettori la facoltà di dimenticarlo.

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