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L’importanza di Internet per creare relazioni

Il volontariato italiano è assente dalla Rete globale. 
È un fatto che l’utilizzo che se ne fa sia troppo spesso limitato alla posta elettronica e/o a una distratta navigazione. 

Le ragioni di tale assenza sono molteplici e andrebbero indagate attentamente, ma ci si limita qui ad elencarne alcune:
  • La supposta difficoltà del mezzo.
  • La demonizzazione del mezzo operata da certi settori della società civile.
  • L’idea errata che si debba avere un costoso pc di ultima generazione.
  • Il pensare di non avere l’età giusta per… (ossia credere che Internet possa essere vissuta solo da giovani e giovanissimi).
  • Il credere che essere presenti in Rete abbia dei costi economici elevati.


Un elenco di motivi tutti non più reali. 
Oggi, infatti, per essere presenti in Internet non serve un pc potente (semmai un collegamento a banda larga dal costo di pochi euro al mese), ma, soprattutto, costruire la propria presenza in Rete è un gioco da bambini (e dunque semplicissimo) che può essere agito da tutte le fasce d’età. 
Infine, la presenza in Rete è spesso gratuita o, se ha dei costi, essi sono assolutamente ridicoli (più o meno il prezzo di una pizza in un anno).

Non essere presenti in Rete, dunque, non ha scusanti che possano parere valide.

Le ragioni, invece, per costruire una presenza in Rete sono molteplici. 
Uno dei motivi che le organizzazioni di volontariato dovrebbero tenere presente è che Internet, oggi, è un mezzo potente per costruire relazioni. 
Se, infatti, fino a qualche anno fa, la Rete si caratterizzava per essere un altro luogo dove si praticava il commercio, oggi Internet è il regno della socializzazione.
I blog, i wiki e i social network costruiscono e saldano relazioni tra gli individui con una rapidità e semplicità raramente sperimentata in precedenza. 
Seguire un blog leggendone e commentandone i contenuti è un atto di socializzazione, così come pure lo scrivere tali contenuti e condividerli con gli altri.
Le relazioni costruite e/o cementate grazie agli strumenti che oggi il Web 2.0 mette a disposizione di tutti possono essere funzionali per un'organizzazione di volontariato
La condivisione dei contenuti, ragione prima della presenza in Rete degli ultimi anni, è un fatto socializzante per eccellenza: presuppone che ci sia (o ci possa essere) una relazione tra chi scambia tali contenuti. 
Una relazione arricchente per tutti gli attori impegnati nella relazione e non solo per alcuni di essi.

Proprio per favorire l’incontro e lo scambio di contenuti (ovvero la condivisione dei medesimi diffusi soprattutto grazie ai blog e ai wiki) sono nati i social network, ovvero luoghi in cui persone che hanno i medesimi interessi si incontrano per scambiare con gli altri il proprio sapere (termine usato in senso lato).

Ci si potrebbe chiedere la ragione per la quale si debbano costruire relazioni anche in Internet e non limitarsi, invece, a mantenere quelle già esistenti nella vita fuori dal Web.
Innanzitutto perché la Rete è globale, ovvero non ha confini e, quindi, è possibile stringere relazioni con individui presenti in ogni parte del globo e non solo nel piccolo territorio agito quotidianamente. 
Limitarsi la possibilità di entrare in contatto con qualcuno che, pur vivendo in un altro luogo, può condividere con l’associazione progetti, mission, passioni, azioni, risorse… sembra essere un atteggiamento miope più che provinciale.
Si aggiunga che la Rete è aperta 24 ore su 24: le relazioni che si stringono grazie a Internet non hanno bisogno, per esistere, di essere agite in contemporanea, ovvero gli attori della relazione, perché essa viva, non devono necessariamente essere presenti nel medesimo lasso di tempo. 
Un indubbio vantaggio per quei volontari che possono dedicarsi agli altri sono in determinate fasce orarie.

Alle organizzazioni di volontariato, le relazioni costruite e/o cementate grazie agli strumenti che oggi il Web 2.0 mette a disposizione di tutti possono anche essere funzionali:
  • alla ricerca di nuovi volontari;
  • alla creazione della rete (in senso lato e non solo come sinonimo di web);
  • oppure al lancio e alla diffusione di una campagna sociale;
  • allo scambio di idee e di progetti;
  • alla costruzione di un "sapere" di nicchia (come spesso è quello di certe organizzazioni di volontariato);
  • alla presentazione dell'attività dell'odv non "ingessata", "statica" come può essere quella veicolata grazie ai siti tradizionali;
  • alla diffusione della una cultura della solidarietà;
  • all'arricchimento culturale dei soci dell'organizzazione (che - a loro volta - possono aprire "punti di presenza" sul Web 2.0 e collegarli a quello dell'organizzazione in modo da estendere la rete di relazioni che si stanno creando e dare un loro personale contributo alla relazione e alla condivisione che vada ad aggiungersi a quello in qualche modo "istituzionale" dell'organizzazione di volontariato).
È chiaro che la comunicazione (che oggi sempre più si identifica con la relazione) agita via Internet (e in particolare grazie agli strumenti gratuiti e di facile utizzo messi a disposizione negli ultimi anni dal Web 2.0) non può sostituire la comunicazione "tradizionale", ma va affianca ad essa. 
Un mezzo non sostituisce mai un altro, ma si integra per completare gli "strumenti" che un'organizzazione di volontariato può utilizzare per marcare la propria presenza nel mondo.

Internet, quindi, abbattendo le barriere mentali e fisiche (entrambe legate al concetto di spazio e tempo, di qui e ora), favorisce le relazioni, contribuendo a migliorare la società, in quanto aumenta esponenzialmente la predisposizione di ognuno ad essere attento agli altri, a pensare agli altri come necessari (mission implicita del volontariato). 


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In “News Volontariato”, n. 5, novembre 2008.

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