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Quando il WI-FI non è roba da fichetti

Il WI-FI (Wireless Fidelity) è quella tecnologia che ci permette di collegare un pc (in genere un portatile) alla rete Internet senza bisogno di fili o collegamento telefonico (sfruttando la trasmissione a onde radio). 
In pratica, attualmente, la si può sperimentare in posti ben determinati, di solito “ben” frequentati: sale d’aspetto business class degli aeroporti o alberghi a 4 o 5 stelle; insomma posti da fichetti…

Nei Paesi in via di sviluppo il WI-FI è spesso una necessità: manca una vera e propria rete telefonica che consenta ai giovani studenti e ricercatori di navigare in Internet. 

Ecco, allora, che – lo spiega bene un articolo di Alex Saragozza su «Il Venerdì di Repubblica» oggi in edicola – si ricorre al WI-FI per costruire ponti radio tra le Università (dotate di collegamenti a Internet via satellite) e computer collocati fuori dalle Università (spesso a chilometri di distanza). 
Ma la vera “rivoluzione” tecnologica sta nel fatto che tali connessioni WI-FI sono ottenute costruendo antenne con materiali di scarto (come lattine di olio per friggere o fili di ottone). 
A insegnare come costruire queste attrezzature ai ragazzi dei Paesi in via di sviluppo ci pensa l’International Centre for Theorical Physics di Trieste (Italia!!).

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Tu sei

Mi concedo il lussodi sognarti,di sognarci.
Io sonoil maturo affidabile,l’usato ben tenuto.
E tu?Tu sei.

Sorrido alla Vita

Nell'agosto del 2000 ho avuto uno shock anafilattico e mi è stato detto che, nel giro di 10 minuti, sarei morto soffocato.  L’unica speranza per me, che, fino a quel momento, non sapevo di essere allergico a qualcosa, era che non fossi allergico anche al cortisone. Non lo sono ed eccomi qui.
Negli ultimi giorni un mio contatto su Facebook mi ha fatto notare che sorrido spesso. Gli ho risposto che la vita è già triste di suo ed è meglio non peggiorare le cose.
Ora vorrei aggiungere che io sorrido alla Vita. Sorrido con la consapevolezza profonda, radicata, che essa possa cessare in qualsiasi istante. Sorrido per la sua insensatezza. Sorrido perché i piccoli dispiaceri quotidiani non diventino, ai miei occhi, tragedie immani. Sorrido tentando di prendere il meglio da ciò che mi viene offerto. 
Mi difendo con un sorriso.
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