Quattro leader da destituire

Sono convinto che i presidenti Donald Trump (U.S.A.), Vladim Putin (Federazione Russa), Recep Tayyip Erdoğan (Turchia) e Kim Jong-un (Corea del Nord) non siano le persone giuste al posto giusto. 
Penso, anzi, che siano pericolosi per la Democrazia, i Diritti delle persone e la Pace mondiale.
Credo fermamente che andrebbero destituiti, in quanto danno l’impressione di non utilizzare il loro grande potere per risolvere i problemi di un popolo (quello che governano) o del pianeta, ma per fare gli interessi particolari propri, di pochi amici e di alcune lobby economiche, oltre che per dare sfogo al proprio narcisismo.

Anche io, come molte altre persone, li considero anti-democratici e dei dittatori potenziali. 
Anzi, alcuni di loro, credo siano già dei veri e propri dittatori, anche se fingono di non esserlo, ma di essere dei padri della Patria. 
Tutti loro mi danno l’idea di essere più interessati al Potere in quanto tale che alla Politica, intesa come insieme di pratiche per risolvere i problemi dei cittadini.

In questo momento storico, la loro contemporanea presenza ai posti di comando penso sia decisamente pericolosa, dannosa e controproducente.
Al loro posto ci vorrebbero leader in grado di dialogare tra loro e con la vocazione alla Politica (quella con la P maiuscola), ovvero con la vocazione a occuparsi davvero dei problemi per poterli risolvere.
Non si può lasciare il destino di miliardi di persone in certe mani e dormire sonni tranquilli.

Ovviamente, gli unici che possono rovesciare i quattro leader di cui sopra sono i cittadini degli Stati che governano.
Lo possono fare sia organizzando proteste di piazza con milioni di partecipanti; sia, là dove ancora ci sono elezioni democratiche, esprimendo con il voto il proprio dissenso.
Urge una “rivoluzione democratica e popolare” negli Stati Uniti, nella Federazione Russa, in Turchia e in Corea del Nord, perché l’O.N.U certo non può destituire nessuno dei quattro leader, tanto più che due di loro ne sono gli “azionisti di maggioranza” (mi sia consentita l’espressione) con diritto di veto.