Perché non firmo gli appelli a Grillo


Negli ultimi giorni è un fiorire di appelli a Beppe Grillo perché faciliti il formarsi di un Governo a guida PD. Appelli che girano in Rete e che non ho firmato e non firmerò.

Ritengo, infatti, Beppe Grillo persona profondamente antidemocratica. Non mi importa stabilire se il MoVimento 5 Stelle da lui creato con Casaleggio sia di destra (come credo) o di sinistra (come qualcuno pensa). Mi preme rilevare come, ai miei occhi, esso appaia un movimento privo delle più elementari regole di democrazia interna, a iniziare dal fatto che Grillo è il proprietario del simbolo, passando dal fatto che non si faccia un congresso dove si possa eleggere un Segretario, arrivando al limite estremo che gli eletti in Parlamento sembra che non debbano rispondere delle loro scelte agli elettori, ma a Grillo e a Casaleggio. Per non dire che chi esprime un dissenso viene cacciato dal MoVimento dal proprietario del simbolo, senza che vi sia stata la possibilità di aprire un dibattito e confrontare le diverse posizioni.

No, questa non è democrazia! E, paradossalmente, lo dimostra anche il fatto che gli appelli vengano rivolti a Grillo (che non è un rappresentante del popolo, in quanto non è stato votato da alcuno) e non ai rappresentanti del MoVimento eletti in Parlamento!

Mi si dirà che quelle da me ricordate sono minuzie se confrontate a quello che certi politici italiani hanno mostrato di essere in grado di fare. 

Non condivido. Infatti, se si mantiene vivo il meccanismo democratico, esso resta in grado di correggere gli errori che si possono verificare al suo interno. Viceversa, se il meccanismo democratico viene distrutto, l'errore cessa di esistere, perché, per definizione, il Capo non sbaglia mai. Ed io preferisco una democrazia che produce errori e sa correggerli, all’assenza di democrazia.

Mi si dirà anche che, al punto in cui l'Italia è arrivata, è meglio distruggere tutto, come i grillini danno l'idea di voler fare, per poi poter ricostruire dalle fondamenta. 

Rispondo che ritengo che, nell'Italia di oggi, se si fa crollare il Sistema, sotto le macerie resteranno solo persone oneste, perché i disonesti, quelli che si vorrebbero spazzare via, da tempo, hanno "preso casa" lontano dall'Italia e dal crollo del Sistema non ne avranno alcun danno.

Inoltre, se si vuole distruggere per ricostruire, si dovrebbe essere sicuri di poter fare affidamento su persone in grado di saper ricostruire e di volerlo fare assieme agli altri. Il "fare con" è fondamentale in certi casi e la ricostruzione di un Sistema è uno di tali casi. Ma, mi pare, che oggi, in Italia, non vi sia un clima sociale che favorisca il "fare con", piuttosto mi sembra che prevalga la "soluzione Sansone", quella ben nota del "Muoia Sansone...". E Grillo non mi sembra immune da tale folle richiamo.

No, piuttosto che rischiare che sotto le macerie restino troppe vittime innocenti, preferisco che la casa resti in piedi e che la si restauri. E lo si faccia avendo come bussola principi palesemente democratici.

Ecco perché non ho firmato gli appelli a Grillo e non li firmerò.

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