Gli Apostoli mi vogliono morto

Ho deciso di rendere pubblica questa vicenda che mi riguarda personalmente, perché oggi mi sento davvero in pericolo e, se dovesse succedere l’irreparabile, desidero che si sappia come si sono svolti i fatti.
Premetto che, in alcuni punti del racconto, sarò vago e non fornirò dettagli importanti, perché il magistrato che segue il mio caso ha cancellato, prudenzialmente, alcune frasi di questa denuncia.

Da circa un anno vivo sotto scorta, perché subisco continue minacce di morte. Sono anche stato vittima di un attentato dimostrativo. Una cosa che, se le minacce che ricevo non fossero così insistenti e dettagliate, sarebbe da ridere.
Meglio, però, procedere con ordine.

La prima lettera di minaccia non la ricordo bene, perché non le avevo dato il giusto valore. Conteneva un versetto del Vangelo e un’intimazione a non occuparmi più di noti fatti di cronaca in cui è coinvolto il Vaticano.
Ricordo che avevo letto il volantino sostando davanti alla buca delle lettere. Ne avevo sorriso pensando a una burla e avevo accartocciato lo scritto, buttandolo nel cestino che si trova lì accanto.
La mattina dopo, nella buca delle lettere, trovai la seconda minaccia che ricordo distintamente. Diceva che ridere della parola di Dio è peccato e i peccatori come me o si pentono o bruciano all’Inferno. Mi colpì subito il riferimento al riso, perché era ovvio che, la mattina precedente, qualcuno aveva notato la mia reazione alla prima lettera che mi era stata recapitata. Ero, dunque, tenuto sotto osservazione. 
Nei giorni seguenti ho ricevuto continui inviti a confessarmi e pentirmi e, ogni volta, l’invito era accompagnato da un santino di volta in volta differente.

Poi fu il giorno dell’attentato dimostrativo. Una roba da non credere. Una cosa da ridere.
Partecipavo come relatore a un dibattito sui recenti episodi di pedofilia che hanno coinvolto noti esponenti del clero italiano, quando - mentre ricordavo come l’invocazione di Cristo “Lasciate che i bambini vengano a me” non vada letta come un messaggio con sottintesi sessuali - un folle (non saprei come altro definirlo) si è alzato e mi ha tirato addosso un getto di acqua benedetta, urlando: “Brucia all’Inferno dannato peccatore!” e, ciò detto, favorito dallo sconcerto dovuto allo stupore generale, si è dileguato non lasciando traccia di sé.
Il fatto è abbastanza noto, perché ne ha parlato anche la stampa locale. Ciò che si ignora, invece, è che lo stesso pomeriggio, tornato a casa, trovai un messaggio che rivendicava l’azione e avvertiva: “Oggi è stata acqua. Domani sarà fuoco”. La minaccia era firmata “Gli Apostoli di Dio” e il magistrato a cui la mostrai l’ha ritenuta seria al punto da assegnarmi una scorta armata.

Ora, quello che non è pubblicamente noto e che rivelo io per primo, è che Gli Apostoli di Dio hanno già fatto quattro vittime. Quattro persone che sono state uccise per avere espresso pubblicamente il loro dissenso nei confronti di certe politiche oscurantiste del Vaticano.
Pare che a capo del gruppo di fanatici religiosi ci sia un noto cardinale italiano. Uno di quelli che, se davvero dovvesse succedere a breve qualcosa a Benedetto XVI, potrebbe essere eletto papa. Una persona, quindi, assai potente. Potente al punto da riuscire a bloccare eventuali procedimenti giudiziari contro di lui o la sua setta. Un intoccabile.

Dopo i fatti che vi ho esposto, le mie uscite pubbliche sono, prudenzialmente, diventate più rare. Non il mio impegno per la Verità, però. Quello è rimasto intatto e ha, evidentemente, reso furiosi Gli Apostoli di Dio che, negli ultimi giorni, hanno intensificato le loro minacce nei miei confronti, modificando, però, strategia: ora non mi intimano più di pentirmi e abiurare quanto detto e scritto contro i crimini commessi da porporati; ora chiedono a Giuda di intervenire, ricordando che, senza il tradimento di Giuda, Cristo non avrebbe potuto compiere la sua missione di Salvezza.
Sarà un caso, ma ho notato che, negli ultimi giorni, uno dei ragazzi della scorta ostenta un crocifisso tatuato sul petto. Non l’aveva mai mostrato prima e la coincidenza con i richiami al tradimento di Giuda mi dà da pensare al punto che l’ansia e la paura non mi fanno dormire tranquillo.

Il magistrato mi ha chiesto di fermarmi qui e non aggiungere altro.
Ho depositato, presso un notaio di mia fiducia, una memoria dettagliata, nella quale faccio anche i nomi e cognomi delle persone che, secondo me e il magistrato, sono coinvolte in questa vicenda.
In caso mi dovesse succedere qualcosa, la memoria di cui sopra sarà spedita ai giornali, con la speranza che sia ritenuta degna di pubblicazione.
Io, ad ogni modo, finché ne avrò la forza, non smetterò di alzare la mia voce contro il Male.