Ho raccontato l'Italia | Intervista a Dario Fo


A dicembre del 2000 ho avuto la fortuna di poter intervistare Dario Fo.
Rileggendo l'intervista mi sono stupito del fatto che gli abbia dato del "tu". Probabilmente me lo aveva chiesto lui, perché, conoscendomi, non avrei mai osato rivolgermi a un uomo di una certa età e, per giunta, Premio Nobel per la Letteratura, dandogli del "tu".
L'intervista, pur avendo 16 anni, sembra data ieri, in quanto si fa riferimento a fatti di attualità anche oggi: si parla, infatti, di bombe (quelle dei terroristi) e di Giubileo (quello di papa Giovanni Paolo II)...

Ho raccontato l'Italia
Di Danilo Ruocco
in "Il Nuovo Giornale di Bergamo", 23 dicembre 2000

Einaudi rende omaggio al Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo e ne pubblica il "Teatro" nella prestigiosa collana dei Millenni (L. 120000). Si tratta di un volume, riccamente illustrato da Fo stesso, che riunisce i testi che hanno reso celebre la coppia Fo-Rame in tutto il mondo. Non tutti i testi di Fo hanno trovato ospitalità in questo volume (mancano 28 commedie e 18 monologhi), ma di quelli presenti - ad iniziare da "Mistero Buffo", il capolavoro dell'autore - la curatrice del volume (Franca Rame) ne ha ricostruito le varianti sceniche: spesso, infatti, i testi di Fo sono stati ripetutamente adattati con il passare del tempo e il mutare delle situazioni politiche. In occasione della presentazione alla stampa del nuovo volume di Einaudi, abbiamo avvicinato Dario Fo per fargli alcune domande:
"Cosa significa, per te, l'uscita di questo libro antologico?"
"Credo sia un "testo teatrale" che fa la storia d'Italia: tutto quello che si racconta, da “Mistero Buffo” a “Claxon trombette e pernacchi”, a “Settimo: ruba un po' meno”, si è verificato, diventando la storia d'Italia, con i vari ministri, presidenti, papi, le crisi, le rapine, le bombe. C'è tutto! In forma satira e grottesca, forme artistiche più graffianti dei discorsi seri e tragici."
"Purtroppo, oltre che storia, è anche attualità: le bombe..."
"La cosa indegna è che alcuni personaggi non hanno il pudore neppure di attendere l'esito delle indagini: la pista deve essere anarchica... Può darsi anche che lo sia, ma dirlo immediatamente! È la stessa situazione che avevo già descritto in “Morte accidentale di un anarchico”!. Tutto doveva essere ricondotto agli anarchici, invece, oggi sappiamo che le stragi erano di Stato."
"Vuoi dirmi due parole sulla vicenda della mancata candidatura a sindaco di Milano?"
"Io sono partito con molto slancio, ricevendo subito grosse attestazioni di stima e incoraggiamento da tutti. Poi, quando si è trattato di venire al dunque, i partiti hanno cominciato a bloccare, a negare la possibilità di..., a trovare tante obiezioni... Sono ancora un personaggio scomodo... Sono giunti a dirmi che mi avrebbero chiamato se non avessero trovato di meglio! Ho, comunque, continuato a girare per Milano e ho scoperto cose spaventose su questa città."
"Un teatro a Milano per Dario Fo?"
"Io non lo voglio! In questo clima politico... No, no, preferisco andare libero, senza 'ganci' che mi trattengono."
"Un bilancio sul Giubileo"
"Una grossa trovata come tutti i Giubilei. Ogni tanto il papa dice delle cose positive e serie; i problemi glieli creano alcuni di coloro che gli stanno attorno, come è stato per l'incontro con Haider: era chiaro che glielo hanno fatto trovare tra i piedi."
"Dario Fo nei Millenni come Ruzzante"
"Ruzzante è il nostro Shakespeare, ha dato a tutta l'Europa validissime indicazioni, soprattutto usando per i suoi lavori la cronaca di allora, i fatti; mentre tutto il teatro che veniva prima e verrà immediatamente dopo di lui, non prendeva mai spunto dalla realtà, ma si rifaceva al teatro greco e romano... la censura... Ruzzante, invece, parlava direttamente del sangue e della vita della gente."
Ruzzante e Fo, aggiungiamo noi.